L'atteso intervento del Governo per mitigare il caro
carburanti in vista del grande esodo estivo si è tradotto in quello che le
associazioni dei consumatori non esitano a definire "un topolino". Il
taglio delle accise annunciato dall'esecutivo prevede infatti una sforbiciata
tecnica limitata esclusivamente al gasolio, lasciando del tutto invariato il
prezzo della benzina, che continua a far registrare cifre record sulla rete
autostradale. Una doccia fredda per milioni di italiani in partenza per le
ferie.
I numeri della manovra: un risparmio a una cifra
Analizzando le dichiarazioni del Ministro dell'Economia, la
misura si traduce in un abbattimento delle accise pari a 14 centesimi al litro
per il diesel. Calcolando l'applicazione dell'IVA al 22%, il beneficio finale
alla pompa sarà di 17,08 centesimi.
Numeri alla mano – e ipotizzando prezzi industriali costanti
secondo le ultime rilevazioni del Mimit – il gasolio in modalità self-service
in autostrada scenderà dagli attuali 2,255 euro a 2,084 euro, mentre sulla rete
stradale ordinaria passerà da 2,185 a 2,014 euro.
Il dato politico ed economico più rilevante è che,
nonostante l'intervento statale, l'asticella del prezzo rimarrà saldamente
ancorata al di sopra della soglia psicologica dei 2 euro al litro. Per
le famiglie italiane, il risparmio reale su un pieno standard da 50 litri sarà
di appena 8 euro e 54 centesimi.
Benzina alle stelle e la rabbia dei consumatori
Le reazioni delle principali associazioni a tutela dei
consumatori sono state immediate e durissime. Massimiliano Dona, presidente
dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), bolla la misura come "del tutto
inadeguata e tardiva".
A pesare come un macigno è soprattutto la totale esclusione
della benzina dal provvedimento: "Oggi in autostrada è venduta a 2,071
euro al litro, il prezzo più alto dallo scoppio della crisi in Medio Oriente il
28 febbraio, e un record che non si vedeva dal 29 settembre 2023. Non scontarla
affatto è vergognoso", tuona Dona.
L'UNC sottolinea come si potesse e dovesse fare di più,
avendo richiesto preventivamente una riduzione di 25 centesimi per il gasolio e
di 15 per la benzina. Per trovare le coperture finanziarie, l'associazione
aveva suggerito una via alternativa: alzare le accise sui prodotti nocivi per
la salute, come tabacchi e liquidi per sigarette elettroniche.
Sulla stessa lunghezza d'onda il Codacons, che definisce lo
sconto "del tutto deludente e insufficiente". Secondo l'associazione,
la limitazione del taglio al solo diesel vanifica l'effetto deterrente contro
il caro vita, confermando che l'intervento "non salverà gli italiani dalla
stangata sulle partenze estive".
L'impatto sull'economia reale
Al di là del malcontento degli automobilisti, la misura si
profila come una risposta strutturalmente debole di fronte alle forti pressioni
inflazionistiche di luglio. Con i listini che continuano a viaggiare a ritmi
altissimi, gli 8,50 euro risparmiati per ogni sosta al distributore rischiano
di evaporare rapidamente nel bilancio complessivo delle vacanze. La grande
attesa per un calmieramento reale dei prezzi si è dunque scontrata con un
ridimensionamento tecnico che, di fatto, certifica una nuova estate all'insegna
del caro-viaggi.