Mohammed Ben Sulayem non si ferma. Il Presidente della FIA è
tornato a ribadire l'intenzione di stravolgere l'architettura delle power unit
di Formula 1 a partire dal ciclo regolamentare 2030-2031, abbandonando la
complessità tecnica dei motori attuali per tornare a un'unità più semplice,
leggera e dal sound che i tifosi reclamano da anni: il V8.
La proposta nel dettaglio
“Il V8 è ormai deciso, la decisione è presa. La sua
introduzione è prevista per il 2031, ma stiamo spingendo per il 2030. Ci sarà
un ibrido, ma sarà leggero e semplice: lotto contro la complessità”, queste le
sue parole riprese da AUTOHebdo. “Il turbo comporta peso e costi. Voglio
semplicità, controllo dei costi e spettacolo per il pubblico. Abbiamo
consultato i sei costruttori di motori: preferiscono la leggerezza e la
semplicità con un costo del motore ridotto da 1,5 milioni a circa 700mila euro.
E anche io sono per l’assenza del turbo”.
Una dichiarazione che arriva dopo mesi di pressioni
pubbliche del presidente FIA, che già a inizio maggio, a margine del weekend di
Miami, aveva ammesso di star portando avanti i piani per una nuova unità V8 più
economica e leggera, con una elettrificazione minima (si parla di un massimo
del 10%) destinata a sostituire gli attuali turbo ibridi. Il quadro che emerge
ora è più definito: secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane,
il progetto punta a vetture comprese tra i 630 e i 650 kg, una power
unit più semplice e un costo del motore stimato attorno ai 700.000 euro,
contro l'attuale riferimento di circa 1,5 milioni.
Una sola architettura, due date possibili
Il nodo principale, più che tecnico, è regolamentare. Le
regole attuali prevedono che la FIA acquisisca pieno potere decisionale sul
nuovo regolamento power unit a partire dal 2031, senza necessità del
voto dei costruttori di motori. Ben Sulayem, però, vorrebbe
anticipare tutto al 2030: "Sono certo che vogliano che
accada", ha dichiarato secondo quanto riportato da Reuters, riferendosi ai
produttori. Per ottenere l'anticipo di un anno sarebbe però necessaria una
maggioranza qualificata tra i costruttori coinvolti — Mercedes, Ferrari, Honda,
Red Bull, Audi e la new entry Cadillac — un consenso che al momento non è
ancora garantito.
"Quando provi a dirlo ai costruttori ti rispondono di
no, ma ciò che deve arrivare arriverà, e il potere tornerà alla FIA", ha
aggiunto il presidente, lasciando intendere che, anche in caso di resistenze,
la strada verso il V8 sia ormai segnata, al più tardi per il 2031.
Perché il V8 e non il V10
La scelta dell'architettura non è casuale. Rispetto al V10,
pure invocato a più riprese dai tifosi più nostalgici, il V8 mantiene secondo
la FIA una maggiore vicinanza al mondo delle vetture stradali, un aspetto non
secondario per costruttori come Ferrari, Mercedes, Audi e Cadillac, per cui
questa architettura conserva ancora un legame diretto con la produzione di
serie. Le motivazioni dichiarate da Ben Sulayem si concentrano su quattro
punti: motori più leggeri, per vetture più maneggevoli e compatte, costi di
progettazione e produzione più contenuti, una power unit meno complessa da
sviluppare e gestire in gara e, last but not least, un sound che si avvicini a
quello che il pubblico associa storicamente alla Formula 1.
Non sfugge il parallelismo storico: il V8 ha già fatto parte
della Formula 1 tra il 2006 e il 2013, prima di essere sostituito dagli attuali
turbo ibridi V6 nel 2014. Un ritorno, quindi, più che un'invenzione.
Il contesto: un regolamento 2026 già contestato
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per la
Formula 1. Il regolamento tecnico 2026, debuttato proprio in questa stagione
con un equilibrio molto spinto tra energia elettrica e motore endotermico, è
stato oggetto di critiche fin dal suo esordio, al punto da richiedere
correttivi già nelle prime gare della stagione per restituire più libertà di
spinta ai piloti in qualifica, senza il continuo assillo della gestione
energetica. Un contesto che ha probabilmente accelerato il dibattito sul futuro
a lungo termine delle power unit, portando anche costruttori inizialmente
scettici a guardare con più interesse alla proposta del presidente FIA.
Resta da capire quanto del progetto attuale sopravviverà al
confronto con i costruttori nei prossimi mesi. Ma la direzione, almeno nelle
intenzioni della Federazione, sembra ormai tracciata: una Formula 1 più
semplice, più leggera, più economica, e soprattutto più rumorosa.