Hamilton svuota il garage per la nuova ossessione da milioni di dollari: dalle Supercar ai...Pokémon

Motorsport
05 febbraio 2026, 10.46
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Il sette volte iridato, ora in Ferrari, ha completato la vendita della sua celebre collezione di auto da 15 milioni di euro. Motivi etici, ma non solo: la nuova frontiera degli investimenti di Lewis sono le "figurine" rare.
Il rombo dei V12 lascia spazio al fruscio silenzioso delle bustine protettive. In quella che è forse la sua manovra più sorprendente fuori dal circuito, Lewis Hamilton ha definitivamente chiuso le porte del suo leggendario garage privato. La notizia, circolata già alla fine dello scorso anno, trova oggi conferme definitive e dettagli inediti che disegnano il nuovo profilo del pilota Ferrari: meno benzina, più nostalgia e investimenti alternativi.

Addio a Zonda e LaFerrari

La collezione di Hamilton non era una semplice raccolta di auto, ma un curatissimo museo di ingegneria automobilistica. Tra i pezzi ceduti figurano la Pagani Zonda 760 LH (personalizzata appositamente per lui), una Shelby Cobra 427 del 1966, la LaFerrari Aperta e la McLaren P1. Il valore stimato dell'operazione si aggira intorno ai 15 milioni di euro.
"Non guido più le mie auto, non ha senso tenerle ferme," aveva anticipato il campione britannico, citando anche una crescente sensibilità ambientale che mal si conciliava con un parco auto ad alte emissioni. Ma dietro la liquidazione degli asset a quattro ruote c'è l'ascesa di una nuova passione, apparentemente infantile ma economicamente serissima: le Trading Cards.

La nuova "febbre" delle figurine

In una recente intervista che ha spiazzato i fan, Hamilton ha confessato di aver riscoperto un hobby della sua infanzia, trasformandolo in un asset di investimento. "Sto collezionando carte," ha rivelato il pilota. "È come con i Pokémon o Star Wars. Da bambino scambiavo le figurine dei calciatori a scuola, ora la collezione sta crescendo e compro nuove carte ogni settimana".
Non si tratta di un passatempo minore. Il mercato delle trading cards (o figurine da collezione) è esploso negli ultimi tre anni, diventando un asset class paragonabile all'arte contemporanea o agli orologi di lusso. Hamilton, con il fiuto che lo contraddistingue anche nel business, si è posizionato su questo mercato in tempi non sospetti, siglando già nel 2025 una partnership esclusiva con il colosso Topps.

Un business da record

L'interesse di Hamilton per questo mondo non è casuale. Il pilota è rimasto folgorato quando, alla fine del 2024, una singola carta a lui dedicata (una Topps Chrome F1 Superfractor autografata, pezzo unico) è stata battuta all'asta per la cifra record di oltre 1 milione di dollari.
"È folle pensare che un pezzetto di cartone possa valere tanto, ma la storia che c'è dietro, la rarità, è ciò che affascina," ha commentato Lewis. Sostituire la manutenzione onerosa di una supercar con la gestione di un portfolio di carte rare (che non richiedono garage, assicurazioni RC auto o benzina) sembra essere la nuova strategia di diversificazione del patrimonio del numero 44.
Mentre in pista cerca di riportare il titolo a Maranello, nel privato Hamilton sembra aver trovato una nuova "zona" dove la velocità non conta: conta solo la rarità. E se un tempo il suo status symbol era una Shelby del '66, nel 2026 potrebbe essere una carta olografica di Pikachu o un rookie card di Michael Jordan.
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