Il sistema sviluppato dall'azienda Newtron permette di
convertire a zero emissioni i modelli tradizionali del celebre scooter Piaggio.
Un'alternativa sostenibile ed economica all'acquisto di un veicolo nuovo, nel
pieno rispetto delle normative italiane.
Nel pieno della transizione energetica, che spesso spinge
verso il consumo rapido e la rottamazione forzata dei vecchi veicoli termici,
c'è chi sceglie di percorrere una strada alternativa: quella del riuso
intelligente. È il caso di Newtron, azienda che ha appena presentato il
suo progetto Vespa EV: un kit di retrofit 100% elettrico pensato per
dare una seconda vita allo scooter più iconico della storia italiana.
L'idea alla base è tanto semplice quanto rivoluzionaria:
anziché sostituire in blocco un veicolo ancora funzionante e spesso carico di
valore affettivo, lo si aggiorna. Il tutto avviene nella massima sicurezza e,
soprattutto, in totale conformità con la legge italiana (nello specifico, il D.M.
141/2022), permettendo una trasformazione omologata e replicabile su larga
scala.
La tecnica: più scatto e pesi invariati
Il cuore della conversione operata da Newtron è un sistema
completo e ingegnerizzato su misura che comprende un nuovo motore elettrico, un
pacco batterie agli ioni di litio, una centralina di gestione dedicata e la
relativa interfaccia di ricarica.
Per non snaturare l'essenza dello scooter, il lavoro di
integrazione è stato certosino. L'aumento di peso complessivo è stato limitato
a un trascurabile 5%, una soglia che permette di mantenere intatta
quella maneggevolezza che da sempre contraddistingue la Vespa nel traffico
urbano.
Sul fronte delle prestazioni, le configurazioni previste dal
kit sono due, pensate per ricalcare le potenze dei modelli endotermici
originali ma con la brillantezza tipica dei motori a zero emissioni:
- Versione
da 11 kW: Equivalente a un classico 125 cc, perfetta per la mobilità
cittadina.
- Versione
da 14 kW: Equivalente a un "ruote alte" da 300 cc, per chi
necessita di maggiore spunto.
La velocità massima è autolimitata tra i 90 e i 110 km/h
a seconda della configurazione scelta. Ad alimentare il tutto ci pensa un pacco
batteria da 48 V (con capacità fino a 4,5 kWh nelle versioni top di gamma) che
garantisce un'autonomia reale compresa tra i 100 e i 120 chilometri. Per
una ricarica completa da una normale presa domestica o colonnina servono circa
quattro ore.
Quanto costa la trasformazione?
L'aspetto economico è uno dei punti di forza
dell'operazione, posizionandosi come un'alternativa decisamente più accessibile
rispetto all'acquisto di uno scooter elettrico "nativo" di fascia
alta. Il sistema è compatibile con un'ampia gamma di modelli Piaggio, partendo
dalla storica Granturismo 125L fino ad arrivare alle più moderne GTS 310.
L'offerta commerciale di Newtron si divide in due filoni
principali:
- Kit
di conversione (su Vespa di proprietà del cliente): Si parte da 3.590
euro tutto incluso per la variante da 11 kW (batteria da 3 kWh), per
salire a 4.590 euro per la più potente versione da 14 kW (batteria
da 4,5 kWh).
- Acquisto
di una Vespa "chiavi in mano": Per chi non possiede uno
scooter di partenza, l'azienda offre modelli pre-convertiti (su base Donor
L/GTS) con prezzi che oscillano tra i 7.590 e gli 8.990 euro.
A queste cifre è possibile aggiungere un ricco catalogo di
optional tecnologici, come il display digitale, le prese USB A/C, l'app
dedicata per la telemetria o la presa di ricarica Mennekes, senza rinunciare ai
classici accessori estetici come il bauletto e il parabrezza.
Una nuova cultura industriale
Per garantire una diffusione capillare sul territorio,
l'installazione dei kit non avverrà in un'unica sede, ma sarà affidata a una
rete di officine certificate, i cosiddetti Newtron Point.
"Con Vespa Newtron vogliamo dimostrare che la
transizione elettrica può passare anche dal riuso intelligente", ha
spiegato Nicola Venuto, Founder e CEO dell'azienda. "Non si
tratta solo di tecnologia, ma di cultura industriale: preservare ciò che
esiste, migliorandolo".
Un ponte tra il glorioso passato della meccanica italiana e
il futuro della mobilità urbana, che dimostra come l'innovazione non debba per
forza passare dalla demolizione di ciò che abbiamo già in garage.