La definizione “i ruggenti anni ’20” la incrociamo molto spesso. Ed è assolutamente azzeccata. Sono stati anni veramente folli dove
tutto sembrava possibile, anche in campo automobilistico dove la logica del “di più” imperava; anche per un certo
Fritz Von Opel, ma partiamo dall’inizio.
L’attività della
Adam Opel KG inizia nel 1862 con la fortunata produzione di
macchine da cucire, dopo che lo stesso lavorò per anni presso omologhe aziende francesi carpendone segreti e funzionamento.
Il crescente successo dell’attività non spinse però
Adam Opel a “cullarsi sugli allori”, ma da personaggio amante della tecnica e dal buon fiuto imprenditoriale, decise di espandersi lanciandosi nel
proficuo settore delle biciclette nel 1886; nuova avventura che lo vedrà affiancato dal primogenito Karl che di li a poco ne avrebbe assunto la direzione generale portando l’azienda verso la fine dell’Ottocento a ricoprire il posto di
primo costruttore tedesco di biciclette. Si potrebbe pensare che il passaggio alle automobili (ma senza abbandonare la produzione di biciclette) sia stata una conseguenza naturale degli interessi di
Adam Opel, invece non fu così: egli
riteneva l’automobile un costoso “fuoco di paglia”, una perdita di soldi e tempo. Famosa quanto lapidaria una sua celebre frase: “Questi aggeggi sono solo giocattoli per milionari che non sanno come buttar via i loro soldi”. In sintesi, non voleva sentirne parlare. Ma i figli non la pensavano così, tanto che già qualche mese prima (febbraio) della morte del familiare che avverrà l’8 settembre 1895 acquistarono una vettura
Benz per studiarne la meccanica; ma per rispetto
iniziarono realmente ad occuparsi di auto solo dopo il triste evento.
La Opel RAK 1
Mancava però l’esperienza, allora riposta nelle automobili
Lutzmann di
Friedrich Lutzmann al quale gli
Opel proposero un’acquisizione che, nonostante nel 1899 portò alla nascita della prima
Opel Patentmotorwagen “System Lutzmann” con un monocilindrico da 1,5 litri e 3,5 cv, non produrrà gli effetti sperati causa la scarsa affidabilità. Ma oggi sappiamo che il tempo darà ragione alla Opel, arrivando anche a produrre moto, autocarri e vetture leggendarie fuori dall’ordinario.
Fritz Adam Hermann Opel era il nipote del fondatore, i
ngegnere e pilota oltre che socio dell’azienda di famiglia. Nel 1927
Max Valier, un’astronomo, pilota e precursore della tecnologia dei razzi, lo avvicinò cercando sostegno economico per lo studio di un
motore a razzi. Von Opel intuì il potenziale della tecnologia dei razzi e dell’
eco pubblicitaria derivante da una grande impresa; immediatamente venne contattata la società di
Friedrich Wilhelm Sander, specializzata nella progettazione e costruzione di razzi, che decise di partecipare consegnando una serie di avanzatissimi razzi e del carburante solido.
Nella Primavera del 1928
Opel potè
annunciare il debutto in pubblico dell’automobile a razzi RAK 1 (da “Raketen”, razzo), cosa che avvenne l’11 Aprile sul circuito di prova della Casa: in appena 8 secondi l’auto basata su una 4/12 PS,
dotata di 12 razzi inclusi 40 Kg di esplosivo e piccole alette dietro le ruote anteriori pilotata da
Kurt Volkhart raggiunse la velocità di 100 km/h. L’esibizione fu un trionfo tecnologico, portando alla decisione di
spingersi oltre già lo stesso anno.
Arriva la RAK 2, ed un aereo
Per il nuovo record venne costruito un più
avanzato e aerodinamico veicolo chiamato
RAK 2,
Fritz Von Opel decise di trasferirsi sul velocissimo tracciato dell’
Avus (il circuito di prova Opel non era progettato per velocità superiori ai 140 km/h), nei pressi di Berlino: circa 3.000 ospiti in rappresentanza del mondo della finanza, dello sport, della scienza e della politica (tra questi
Fritz Lang regista di
Metropolis) vennero invitati a vedere non solo l’impresa ma anche l’avveniristica automobile. La forma della vettura montata sul telaio della 10/40 HP era futuristica, la tipica scansione formale dell’auto con cofano/abitacolo/coda/parafanghi era adesso fusa in una
forma unica nel tentativo di ottenere la massima resa aerodinamica (anche se ancora in modo abbastanza empirico); un misto tra i dirigibili
Zeppelin ed un enorme razzo, con in comune anche l’uso di due grandi
ali laterali rovesciate per compensare la portanza ed impedire che l’auto si sollevasse. Con
24 razzi posteriori, accesi da un dispositivo elettrico a pedale, che producevano una spinta da 6.000 kg (l’auto ne pesava solo 560) e 120 Kg di carburante, la
Opel RAK 2 con al volante
Fritz Von Opel raggiunse i 238 Km/h stabilendo un nuovo
record mondiale. Fritz ne guadagnò anche un soprannome, “Raketenfritz”, ovvero “Razzo Fritz” ed ovviamente meritata gloria per la
Opel.