Nicola Romeo, 150 anni dopo: storia dell’uomo che mise il nome al mito

Storiche
03 luglio 2026, 8.30
Nicola Romeo su Alfa Romeo P2
Il 28 aprile 1876 nasce a Sant'Antimo (Napoli) Nicola Romeo, in una famiglia numerosa di origini lucane e condizioni modeste, con sette figli e i conti che non tornano mai. Il padre, maestro elementare, gli trasmette il culto dei numeri e della matematica. Per studiare all'istituto tecnico di Napoli, il giovane cammina a piedi e si paga i libri dando ripetizioni. Nel 1899, nonostante le mille difficoltà familiari, si laurea in ingegneria civile a Napoli, per trasferirsi a Liegi, in Belgio, per specializzarsi in elettrotecnica. Successivamente vive in Francia e in Germania, allora cuore della modernità meccanica europea.
Al rientro in Italia rifiuta un sicuro posto di capostazione a Tivoli; una piccola scelta ma che cambierà nel giro di pochi anni la storia dell'automobilismo. Paradossalmente la svolta avvenne proprio su un treno, grazie all'incontro casuale con un dirigente della Robert Blackwell & Co.”, un’azienda inglese che lo assume per dirigere la filiale italiana, dove per alcuni anni supervisiona la costruzione di tranvie elettriche, accumulando una fondamentale esperienza gestionale.

L'inizio dell'attività imprenditoriale a Milano

Pubblicità Alfa Romeo storica
Nicola Romeo ha un buon fiuto per gli affari e non riesce mai a stare fermo, spinto dalla voglia di farcela, emergere grazie alle sue doti. Nel 1906 si mette in proprio a Milano fondando la “Ing. Nicola Romeo & C.”, che prospera importando dagli Stati Uniti macchinari smontati utili per la realizzazione di grandi opere civili, tra cui i compressori della “Ingersoll-Rand” e i materiali rotabili dell’acciaieria inglese Hadfield. Ma nel 1911 fonda una seconda società, dedicata alla produzione di materiale estrattivo e ferroviario, incluse le prime automotrici a motore termico realizzate su licenza.
Le sue attività imprenditoriali si muovono sempre più all’interno del settore meccanico e dei trasporti, arrivando al punto di massimo nell’indimenticabile anno 1915: con l'ingresso dell'Italia nella Grande Guerra, Romeo continua ad espandere il suo impero rilevando la “A.L.F.A.” (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) azienda di costruzione automobilistica appena messa in liquidazione e fondata nel 1910.
Gli stabilimenti del Portello, nati nel 1909 dalle ceneri della “Società Italiana Automobili Darracq” (ovvero la divisione italiana del marchio automobilistico francese), vengono in prima battuta riconvertiti alla produzione bellica di motori aeronautici, attrezzature militari e compressori. Questi ultimi, nel 1916, permettono lo scavo rapido della galleria sul Col di Lana, poi fatta esplodere contro gli austriaci. L’affare arricchisce notevolmente l’imprenditore che, contestualmente, rimette in piedi le finanze dell’azienda.

La riconversione e la nascita dell’Alfa Romeo

Alfa Romeo 8C 2300 Le Mans
Nel 1918, a conflitto ancora in corso, Romeo apre la società a nuovi soci e capitali, cambiandone il nome in “Società anonima italiana Nicola Romeo & C.”. Per risolvere il rebus del dopoguerra dovuto alla riconversione degli stabilimenti (ricorrendo agli aiuti dal Consorzio per sovvenzioni su valori industriali), diversifica la produzione lanciandosi inizialmente nel settore agricolo e in quello ferroviario. Nel frattempo la società aveva assorbito le “Costruzioni Meccaniche di Saronno”, le “Officine Meccaniche Tabanelli” di Roma e le “Officine Ferroviarie Meridionali” di Napoli diventando un colosso.
Solo un anno più tardi, nel 1919, Nicola Romeo entrò ufficialmente nel settore automobilistico rilanciando con il marchio Alfa-Romeo dopo una battaglia legale per l’uso del nome “Alfa” con i precedenti proprietari della fabbrica.
Nel 1920 nacque così la Alfa-Romeo Torpedo 20-30 HP ES progettata da Giuseppe Merosi. La filosofia di Romeo per il rilancio ai massimi è semplice quanto efficace: le automobili devono correre e vincere, poiché le vittorie sportive fungono da traino per le vendite. Tuttavia, la complessa situazione economica post-bellica porta a un nuovo assetto: alla fine del 1921, il governo italiano, muovendosi attraverso i canali bancari, assume il controllo dellAlfa Romeo, inaugurando una nuova fase aziendale. Nicola Romeo accompagna questa delicata transizione mettendo a disposizione la propria esperienza e continuando a ricoprire il ruolo di amministratore delegato.

Gli ultimi anni e l'eredità storica

Alfa Romeo RL TF
Nonostante la situazione complessa, Nicola Romeo persegue la sua filosofia quando, con la mediazione di un giovane determinato e rampante di nome Enzo Ferrari, e dopo una lunga trattativa, Vittorio Jano passò all’Alfa Romeo nel 1923 sostituendo Giuseppe Merosi, e lasciando dunque la FIAT.
Vittorio Jano è un progettista fuoriclasse, basta ricordare che disegna la leggendaria P2, monoposto da Gran Premio che nel 1925 porta l’Alfa Romeo a vincere il primo Campionato del Mondo Automobilistico. Forte di quel successo, Jano diventa direttore tecnico e negli anni successivi progetta prima le iconiche 6C, poi le muscolari 8C, auto che ancora oggi fanno girare la testa a tutto il mondo.
Il legame operativo con l'azienda si interrompe nel 1928, anno in cui Romeo lascia definitivamente l’incarico di amministratore delegato. Nel 1929 riceve la nomina a Senatore del Regno, un prestigioso riconoscimento istituzionale per il suo straordinario contributo all’industria italiana.
Nicola Romeo si spegne il 15 agosto 1938 a Magreglio, località dove si era ritirato a vita privata insieme alla moglie Angelina Valadin e ai suoi sette figli (Maurizio, Edoardo, Nicola, Elena, Giulietta, Piera e Irene), lasciando il ricordo di un protagonista determinato e visionario del panorama industriale nazionale. Oggi, l'eredità di quel periodo epico sopravvive concretamente: presso il museo Alfa Romeo di Arese e durante i maggiori eventi internazionali, le vetture progettate e sviluppate sotto la sua gestione continuano a brillare, affascinare e rombare, offrendo una preziosa testimonianza di un’epoca dell’automobilismo che ha segnato indelebilmente la storia italiana e internazionale.
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