Quarant'anni fa, al Salone di Bruxelles del 1986, Automobili
Lamborghini ruppe ogni convenzione automobilistica presentando la LM002.
Non era semplicemente un fuoristrada, ma un esperimento ingegneristico estremo
capace di unire l'indole corsaiola del marchio di Sant'Agata Bolognese con
capacità off-road fino ad allora impensabili. Oggi, quel progetto visionario è
universalmente riconosciuto come l'antesignano dei moderni "Super
SUV" e il progenitore spirituale dell'attuale famiglia Urus.
Genesi di un'icona: dai progetti militari alla strada
Il percorso che ha portato alla versione definitiva della
LM002 è durato quasi un decennio, costellato di prototipi sperimentali e sfide
ingegneristiche complesse. L'intuizione fondamentale fu guidata dall'ingegner
Giulio Alfieri, che decise di rivoluzionare l'architettura dei primi collaudi
spostando il propulsore all'anteriore per risolvere i problemi di stabilità.
- 1977
- Cheetah: Presentata al Salone di Ginevra, è un prototipo a vocazione
militare con motore V8 Chrysler in posizione posteriore-centrale.
L'avantreno risulta troppo leggero in accelerazione e in pendenza.
- 1981
- LM001: Primo tentativo con carrozzeria chiusa. Progettata per
accogliere il V12 della Countach, mantiene il motore posteriore,
evidenziando ancora criticità di direzionalità su terreni estremi.
- 1982
- LMA: La svolta tecnica (Lamborghini Militare Anteriore). Il motore
passa all'anteriore, bilanciando le masse e permettendo lo sviluppo del
design "three-box" definitivo.
Nel mezzo dello sviluppo,
Lamborghini sperimentò anche
motorizzazioni alternative: la
LM003 testò un propulsore turbodiesel da
150 CV (rivelatosi pesantemente sottodimensionato), mentre l'estrema
LM004
montò un massiccio V12 da 7 litri di derivazione nautica offshore, accantonato
a causa dell'eccessivo peso.
La tecnica: un cuore da pista prestato alle dune
La versione di serie della LM002, collaudata a lungo nei
deserti dell'Arabia Saudita, offriva prestazioni irraggiungibili per qualsiasi
altro veicolo a ruote alte dell'epoca. Il segreto risiedeva nel trapianto
diretto del gruppo motopropulsore della supersportiva Countach Quattrovalvole.
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Caratteristica
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Dettaglio Tecnico
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Motore
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V12 a 60°, 5.167 cc (4 valvole per cilindro)
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Potenza e Velocità
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~450 CV; velocità massima oltre 200 km/h
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Trasmissione
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Cambio manuale ZF a 5 marce con ridotte
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Trazione
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Integrale inseribile, tre differenziali autobloccanti
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Pneumatici
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Pirelli Scorpion BK (run-flat con alette laterali)
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Capacità Off-road
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Pendenze superabili fino al 120%, guadi fino a 82 cm
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Un ruolo cruciale fu giocato da Pirelli, che sviluppò
coperture su misura capaci di "galleggiare" sulla sabbia. Gli
Scorpion BK erano dotati di rinforzi antitaglio in aramide e di un design del
battistrada derivato direttamente dal mondo dei rally.
Lusso senza compromessi e lo sbarco negli USA
Nonostante l'aspetto brutale e una massa a vuoto che
superava le 2,7 tonnellate, l'abitacolo era un salotto di alta selleria
artigianale. Interni in pelle pregiata, inserti in radica, aria condizionata e
un impianto stereo ad alta fedeltà integrato nel tetto giustificavano un prezzo
di listino che, nel 1987, si aggirava sui 169 milioni di lire.
La produzione totale si fermò a soli 301 esemplari
nel 1992. Tra questi, assume particolare rilevanza storica la variante LM/American
(60 unità), aggiornata a partire dal 1989 per il mercato statunitense. Per
ottemperare alle severe normative antinquinamento d'oltreoceano, i sei
carburatori Weber vennero sostituiti da un avanzato sistema di iniezione
elettronica multipoint (certificato a 420 CV SAE NET) sviluppato
internamente dall'azienda emiliana.
Un'eredità raccolta dalla Urus
Oggi la LM002 è celebrata non solo come raro pezzo da
collezione, ma come la radice della visione contemporanea del marchio.
"Avveniristica per i suoi tempi, ha anticipato il concetto di Super SUV,
ispirando non solo il nostro approccio al prodotto, ma anche elementi del
design che ritroviamo ancora oggi nella famiglia Urus", ha dichiarato
Stephan Winkelmann, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini.
Per il 40° anniversario, il Museo Lamborghini di Sant’Agata
Bolognese ospita da giugno 2026 un'installazione celebrativa dedicata.
Parallelamente, il reparto Polo Storico continua a tutelare e supportare
i collezionisti globali, tanto da aver recentemente riavviato — in stretta
collaborazione con Pirelli — la produzione degli storici pneumatici Scorpion BK
originali.