Anime libere dalla Collezione Bertone. Le FIAT X1/9 “Passo Lungo”, Superlight e Spider

Storiche
19 giugno 2026, 8.30
Fiat X1_9 Spider USA (1986) (immagine di copertina)
Allinterno della Collezione Bertone, oggi conservata Stellantis Heritage Hub in via Plava a Torino, si nascondono” numerose vetture davvero singolari. Modelli molto diversi tra loro ma spesso uniti da un filo rosso: come quello che unisce la serie di prototipi di FIAT X1/9 e la misteriosa erede X1/10.
Quando la FIAT avviò lo sviluppo delle sportive 850 Coupé e Spider, derivate dalla celebre utilitaria 850, si trovò ad affrontare un problema di grande rilevanza, specialmente considerando lo straordinario successo che i due modelli avevano riscosso in Europa e persino negli Stati Uniti. Questa specifica nicchia di mercato non poteva restare scoperta; inoltre, era necessaria una vettura d’ingresso per la gamma sportiva che potesse affiancare le più prestanti e fortunate FIAT 124 Coupé e Spider.
Nel 1969, la FIAT diede quindi mandato ai carrozzieri Bertone e Pininfarina di proporre alcune idee da sviluppare su una meccanica a trazione anteriore derivata dalla 128. La scelta di affidare il progetto a degli specialisti esterni proseguiva la tradizione secondo cui la FIAT delegava ai Carrozzieri i progetti più di nicchia, seguendo l’intero processo dal foglio bianco fino all’ingegnerizzazione. Alla fine del 1969, Pininfarina presentò una coupé siglata X1/8 detta “Sport Giovane” (nome interno in Pininfarina), un progetto che, evolvendosi successivamente nella X1/20, avrebbe dato infine forma alla Lancia Beta Montecarlo tracciata da Paolo Martin nel 1975. Ma questa è un’altra storia.
Bertone, al contrario, propose una spider di tipo Targa capace di sostituire da sola entrambi i modelli precedenti: il progetto, denominato X1/9, fu disegnato da Marcello Gandini e traeva ispirazione dalla concept car Autobianchi Runabout, realizzata dallo stesso stilista proprio in quel 1969. Il motore, analogamente alla Runabout, era installato in posizione posteriore-centrale e orientato trasversalmente, seguendo la rivoluzione architettonica iniziata dalla Lamborghini Miura pochi anni prima. Interessante ricordare come nel 1971, Giotto Bizzarrini presentò la Bizzarrini 128P, un progetto personale d’auto da competizione per una partecipazione alla Targa Florio del 1973 che presentava il motore posto in posizione posteriore centrale della FIAT 128.

La forma giusta

Fiat X1_9 Passo Lungo (1981)
Marcello Gandini delineò una proposta caratterizzata da volumi e linee estremamente affilate e asciutte, ideali per una configurazione a due posti. Ma approfondendo la storia, durante le primissime fasi, Gandini aveva inizialmente ipotizzato un’auto a motore anteriore basata sul pianale e sugli organi meccanici della FIAT 128. Sebbene questo studio proponesse già le forme generali della futura X1/9, la linea del cofano risultava troppo alta, conferendo al veicolo un profilo piuttosto pesante. Non pienamente soddisfatto del risultato, Gandini si confrontò con Nuccio Bertone, il quale convenne che sarebbe stato preferibile, sia per ragioni estetiche che tecniche, posizionare il motore al centro. Oltre al miglioramento del design, Nuccio Bertone intravide in questa scelta l'opportunità di far evolvere la propria azienda da carrozzeria a vero e proprio produttore di automobili.
Il giorno in cui la dirigenza FIAT avrebbe dovuto scegliere tra le varie proposte, inclusa quella del centro stile interno, Bertone introdusse a loro insaputa la seconda variante a motore centrale accanto alla prima con motore anteriore. Quando Gianni Agnelli entrò e la vide, comprese immediatamente che quella era l’auto giusta: un modello da porre in modo quasi a sé stante, pur essendo idealmente inserito nella gamma 128 come variante scoperta con cui condivideva la componentistica meccanica.

Una battuta d’arresto. Poi la ripartenza

Il nuovo modello rischiò tuttavia una battuta d’arresto, poiché il lancio della sportivissima Autobianchi A112 Abarth e della 128 Sport (la variante Coupé) aveva sollevato il dubbio che una vettura così particolare potesse non incontrare il gusto del pubblico, allora orientato verso auto sportive ma più sfruttabili. In effetti il progetto fu sospeso e accantonato per un breve periodo, finché non venne ripescato dallo stesso Agnelli, anche su pressione di Bertone, convinto che la vettura rappresentasse un eccellente biglietto da visita per le capacità tecnologiche della FIAT. Il primo passo per la progettazione congiunta tra Bertone e FIAT fu lo sviluppo di un telaio estremamente robusto, in vista dei futuri regolamenti sulla sicurezza stradale nel fondamentale mercato statunitense. Per questa ragione vennero adottati due longheroni molto resistenti che correvano lungo l’intera vettura. Sempre con lo sguardo rivolto agli USA e ai possibili severi requisiti per i sistemi di protezione, si decise che la nuova due posti sarebbe stata una semi-convertibile, dotata di un anello antirollio fisso come parte integrante del design e della struttura portante.
Presentata alla stampa nel novembre del 1972 nella cornice ideale del Circuito delle Madonie, lo storico tracciato della Targa Florio scelto probabilmente per richiamare la tipologia di carrozzeria, la nuovissima FIAT battezzata ufficialmente con il suo codice di progetto X1/9 ebbe un debutto sensazionale.

Una X1/9 a “Passo Lungo”

Con la sua affilata forma a cuneo e la coda tronca, la X1/9 fu senza dubbio la piccola sportiva più avanzata degli anni Settanta. La produzione vide numerosi aggiornamenti estetici e meccanici, passando dal motore 1.3 litri da 78 CV al più potente 1.5 litri da 85 CV con cambio a cinque marce, introdotto con la versione Five Speed del 1978 che segnò anche il primo restyling. Nel 1982 la vettura cambiò ufficialmente nome in Bertone X1/9. Il modello conquistò circa 174.000 appassionati durante i suoi 17 anni di carriera, caratterizzati da un'infinita sequenza di serie speciali e con il 60% della produzione assorbito dal mercato americano a partire dal 1979.
Nella Collezione Bertone sono oggi conservati cinque esemplari di X1/9, di cui due rappresentano le evoluzioni di serie e tre sono modelli sperimentali molto speciali. La Passo Lungo del 1981 fu un esperimento condotto internamente da Bertone per aumentare l’abitabilità, allungando il passo di 18 cm e la larghezza di 5 cm rispetto alla Five Speed (che funse da base), aggiungendo uno strapuntino posteriore per un bambino e due finestrini fissi.
10.Bertone X1_10 Modello (1981)

Dalla Superlight ASV alla Spider USA. Passando per la X1/10

Un altro prototipo rilevante è la Superlight ASV (Aluminum Structured Vehicle) del 1985, con carrozzeria interamente in alluminio: realizzata in collaborazione con la canadese Alcan Aluminium, mirava a ridurre il peso di un terzo mantenendo invariata la sicurezza, ma nonostante la tecnologia innovativa ne vennero realizzati solo cinque esemplari, dei quali uno solo sopravvissuto.
Fiat X1_9 Superlight (1985)
Molto affascinante è anche la Spider USA del 1986, prototipo per il mercato statunitense che sostituiva il tettuccio rigido con una capote in tela asportabile, e qui caratterizzato da una raffinata verniciatura bicolore che ne slanciava ulteriormente la linea. Infine, nel 1981, Bertone incaricò Marcello Gandini di studiare un profondo restyling del modello; pur mantenendo l’impostazione a due posti con tetto Targa, la vettura denominata oggi Bertone X1/10 presentava linee rimodernate secondo le elaborazioni stilistiche già esplorate nei progetti Ferrari 308 GT4 Rainbow e Volvo 343 Tundra (entrambe sempre di Gandini). Quest'ultima evoluzione è rimasta allo stato di modello in gesso, ancora oggi conservato nella sua livrea verde originale.
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