Nel perenne dibattito sulla pressione fiscale che grava
sugli automobilisti italiani, l'asticella delle promesse si è improvvisamente
alzata. Se fino a ieri il cavallo di battaglia delle campagne elettorali era
l'eliminazione del "Superbollo" – la discussa addizionale sulle auto
ad alte prestazioni – oggi il bersaglio politico è diventato la tassa
automobilistica per eccellenza: il bollo auto tradizionale.
A riaprire il dossier è stato Antonio Tajani, vicepremier e
ministro degli Affari Esteri, attraverso un video pubblicato sui propri canali
social. Sotto lo slogan «meno tasse, meno tasse, meno tasse», Tajani ha
delineato una strategia di riduzione fiscale che include il taglio dell'Irpef,
la detassazione delle tredicesime e l'abolizione del bollo su auto e moto. Ma
quanto c'è di realizzabile in questa prospettiva?
L'escalation: dal Superbollo al Bollo per tutti
La proposta segna un netto cambio di passo nelle ambizioni
dell'esecutivo e sposta l'orizzonte del dibattito. Da mesi la politica discute
intensamente dell'abolizione del Superbollo, una tassa che colpisce una
nicchia di veicoli sportivi e di lusso, introdotta sotto il governo Berlusconi e poi inasprita dal governo Monti. La
sua cancellazione, più volte ventilata dall'attuale maggioranza, viene vista
come un atto di semplificazione fiscale e una spinta per il settore automotive,
comportando per lo Stato una rinuncia a un gettito tutto sommato contenuto
(poco più di 100 milioni di euro l'anno).
Tuttavia, estendere questa promessa al bollo auto base
significa spostare la partita su un campo minato. Non si tratta più di
rinunciare a qualche decina di milioni di euro, ma di smantellare una delle
voci più pesanti dell'intera imposizione fiscale italiana.
I numeri della tassa: un tesoretto da 7,48 miliardi l'anno
Il vero ostacolo alla promessa del vicepremier risiede nella
natura stessa della tassa e nei suoi volumi. Il bollo auto, infatti, non
finisce nelle casse del governo centrale, ma è un'imposta di proprietà gestita
e incamerata direttamente dalle Regioni di residenza degli
automobilisti.
Stando alle stime dell'Anfia (Associazione Nazionale Filiera
Industria Automobilistica), questo prelievo genera numeri impressionanti: 7,48
miliardi di euro all'anno, pari a circa il 9% dell'intero carico fiscale
sulla motorizzazione nel nostro Paese.
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Tassa Automobilistica
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Gettito Annuo Stimato
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Destinatario dei fondi
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Superbollo
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~ 100 milioni di €
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Stato Centrale (Erario)
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Bollo Auto Base
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7,48 miliardi di €
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Regioni
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Il rebus delle coperture: chi paga il conto?
Per le amministrazioni regionali, i quasi 7,5 miliardi del
bollo base sono risorse vitali e inalienabili. Vengono utilizzati per
finanziare i bilanci locali, garantendo servizi essenziali come la manutenzione
delle reti stradali, il trasporto pubblico e, in parte, la sanità.
Cancellare questo gettito senza prevedere una copertura strutturale alternativa
scatenerebbe l'immediato collasso finanziario degli enti locali.
Il governo si troverebbe dunque costretto a indennizzare le
Regioni, trasferendo loro l'intera cifra mancante. Un'operazione titanica per
un esecutivo che, come ammesso più volte in passato, fatica già enormemente a
reperire i fondi per un taglio strutturale e duraturo delle accise sui
carburanti.
Il cimitero delle promesse elettorali
L'annuncio di Tajani va a inserirsi in una lunga e affollata
tradizione politica. L'abolizione del bollo auto è un "evergreen" che
ritorna ciclicamente in Italia:
- Silvio
Berlusconi ne propose l'abolizione graduale a partire dall'aprile del
2008, rilanciando poi l'idea nel 2012 (almeno per la prima auto) e
tornando sull'argomento nel 2017.
- Matteo
Renzi, nel 2016, annunciò l'intenzione di cancellare il gravame
automobilistico con la Legge di Stabilità 2017, o al massimo entro la fine
di quella legislatura.
- Matteo
Salvini, ancora pochi mesi fa ha promesso che stanno lavorando all’abolizione
del Superbollo, ma con la nuova idea di Tajani, questo passa di certo in
secondo piano.
Puntualmente, ogni slancio politico si è scontrato con i
rigidi vincoli del bilancio pubblico e con i parametri di sostenibilità imposti
dall'Unione Europea. Fino a quando non verrà sciolto il nodo inestricabile
delle coperture finanziarie, l'illusione di passare dall'addio al Superbollo
all'eliminazione totale del Bollo rischia di rimanere un affascinante miraggio.