Altroché Superbollo: Tajani ora promette di togliere totalmente il Bollo auto e fa sognare gli automobilisti (ma occhio alla voragine da 7 miliardi)

Notizie
30 luglio 2026, 16.54
Ministro-Antonio-Tajani
Nel perenne dibattito sulla pressione fiscale che grava sugli automobilisti italiani, l'asticella delle promesse si è improvvisamente alzata. Se fino a ieri il cavallo di battaglia delle campagne elettorali era l'eliminazione del "Superbollo" – la discussa addizionale sulle auto ad alte prestazioni – oggi il bersaglio politico è diventato la tassa automobilistica per eccellenza: il bollo auto tradizionale.
A riaprire il dossier è stato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri, attraverso un video pubblicato sui propri canali social. Sotto lo slogan «meno tasse, meno tasse, meno tasse», Tajani ha delineato una strategia di riduzione fiscale che include il taglio dell'Irpef, la detassazione delle tredicesime e l'abolizione del bollo su auto e moto. Ma quanto c'è di realizzabile in questa prospettiva?

L'escalation: dal Superbollo al Bollo per tutti

La proposta segna un netto cambio di passo nelle ambizioni dell'esecutivo e sposta l'orizzonte del dibattito. Da mesi la politica discute intensamente dell'abolizione del Superbollo, una tassa che colpisce una nicchia di veicoli sportivi e di lusso, introdotta sotto il governo Berlusconi e poi inasprita dal governo Monti. La sua cancellazione, più volte ventilata dall'attuale maggioranza, viene vista come un atto di semplificazione fiscale e una spinta per il settore automotive, comportando per lo Stato una rinuncia a un gettito tutto sommato contenuto (poco più di 100 milioni di euro l'anno).
Tuttavia, estendere questa promessa al bollo auto base significa spostare la partita su un campo minato. Non si tratta più di rinunciare a qualche decina di milioni di euro, ma di smantellare una delle voci più pesanti dell'intera imposizione fiscale italiana.

I numeri della tassa: un tesoretto da 7,48 miliardi l'anno

Il vero ostacolo alla promessa del vicepremier risiede nella natura stessa della tassa e nei suoi volumi. Il bollo auto, infatti, non finisce nelle casse del governo centrale, ma è un'imposta di proprietà gestita e incamerata direttamente dalle Regioni di residenza degli automobilisti.
Stando alle stime dell'Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), questo prelievo genera numeri impressionanti: 7,48 miliardi di euro all'anno, pari a circa il 9% dell'intero carico fiscale sulla motorizzazione nel nostro Paese.
Tassa Automobilistica Gettito Annuo Stimato Destinatario dei fondi
Superbollo ~ 100 milioni di € Stato Centrale (Erario)
Bollo Auto Base 7,48 miliardi di € Regioni

Il rebus delle coperture: chi paga il conto?

Per le amministrazioni regionali, i quasi 7,5 miliardi del bollo base sono risorse vitali e inalienabili. Vengono utilizzati per finanziare i bilanci locali, garantendo servizi essenziali come la manutenzione delle reti stradali, il trasporto pubblico e, in parte, la sanità. Cancellare questo gettito senza prevedere una copertura strutturale alternativa scatenerebbe l'immediato collasso finanziario degli enti locali.
Il governo si troverebbe dunque costretto a indennizzare le Regioni, trasferendo loro l'intera cifra mancante. Un'operazione titanica per un esecutivo che, come ammesso più volte in passato, fatica già enormemente a reperire i fondi per un taglio strutturale e duraturo delle accise sui carburanti.

Il cimitero delle promesse elettorali

L'annuncio di Tajani va a inserirsi in una lunga e affollata tradizione politica. L'abolizione del bollo auto è un "evergreen" che ritorna ciclicamente in Italia:
  • Silvio Berlusconi ne propose l'abolizione graduale a partire dall'aprile del 2008, rilanciando poi l'idea nel 2012 (almeno per la prima auto) e tornando sull'argomento nel 2017.
  • Matteo Renzi, nel 2016, annunciò l'intenzione di cancellare il gravame automobilistico con la Legge di Stabilità 2017, o al massimo entro la fine di quella legislatura.
  • Matteo Salvini, ancora pochi mesi fa ha promesso che stanno lavorando all’abolizione del Superbollo, ma con la nuova idea di Tajani, questo passa di certo in secondo piano.
Puntualmente, ogni slancio politico si è scontrato con i rigidi vincoli del bilancio pubblico e con i parametri di sostenibilità imposti dall'Unione Europea. Fino a quando non verrà sciolto il nodo inestricabile delle coperture finanziarie, l'illusione di passare dall'addio al Superbollo all'eliminazione totale del Bollo rischia di rimanere un affascinante miraggio.
loading

Le Più Lette

Loading