Ho provato la Renault Espace 2026: spazio e comfort per il SUV ibrido della Losanga

Prove su strada
29 aprile 2026, 19.00
Renault Espace 2026 E-Tech 8
Da pioniere delle monovolume a SUV di segmento D spazioso e tecnologico: la Renault Espace 2026 continua la sua evoluzione. Con l'ultimo aggiornamento, la vettura transalpina affina il design, incrementa la dotazione tecnologica a bordo e consolida la sua vocazione di stradista per le famiglie, offrendo fino a 7 posti e puntando tutto sull'efficienza della motorizzazione Full Hybrid E-Tech da 200 CV.
Se nel 1984 la prima generazione della geniale Espace prodotta in collaborazione con Matra sfruttava soluzioni inedite e originali per essere il primo monovolume moderno europeo con sedili rotanti e completamente configurabili, la sesta iterazione di questo modello segue la strada introdotta dalla quinta serie. La carrozzeria, infatti, è da SUV medio-grande, con fino a 7 posti e un bagagliaio generoso soprattutto in configurazione a 5 passeggeri, il tutto con uno stile più aggressivo e un powertrain Full Hybrid che convince per bassi consumi e una buona fluidità. Ho guidato la rinnovata Renault Espace E-Tech 200 in allestimento Iconic tra Milano e Varese, per scoprire se la più grande e spaziosa delle Renault è anche il modello più comodo e raffinato.

Quanto costa? Si parte da poco più di 42.000 euro

La gamma della Renault Espace 2026 si articola su un solo motore, il 1.2 E-Tech Hybrid 200 con sistema Full Hybrid da 200 CV complessivi, e su tre allestimenti: Techno, Esprit Alpine e Iconic, quello della prova. Nonostante le dimensioni e i contenuti, i prezzi non sono esagerati. Rispetto alla cugina Austral, della quale la Espace rappresenta, sostanzialmente, la versione a passo lungo e 7 posti, il listino cresce, a parità di allestimento, di 2.000 euro. Sono questi, quindi, i prezzi della Renault Espace E-Tech 2026:
• Espace 1.2 E-Tech Hybrid 200 Techno, 42.400 euro
• Espace 1.2 E-Tech Hybrid 200 Esprit Alpine, 45.400 euro
• Espace 1.2 E-Tech Hybrid 200 Iconic, 47.400 euro
L’offerta commerciale italiana, quindi, si articola su tre allestimenti ben distinti: Techno, Esprit Alpine e Iconic. La versione d’accesso Techno è già molto completa, con di serie clima bizona, Cruise Control Adattivo, fari Full LED, sedili posteriori scorrevoli, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera, cerchi in lega, ingresso keyless e monitoraggio dell’angolo cieco. La Esprit Alpine aggiunge sedili sportivi, cerchi in lega maggiorati, paraurti anteriori e posteriori più sportivi sia davanti che dietro, loghi Alpine sparsi tra esterni e interni e, soprattutto, l’eccellente sistema di ruote posteriori sterzanti 4Control Advanced, che trasforma in meglio l’agilità e il comportamento dinamico del grande SUV francese.
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Al top della gamma c’è la ricca Iconic aggiunge il portellone motorizzato, gli specchietti ripiegabili elettricamente, i sedili anteriori elettrici e riscaldabili (sul lato guida c’è la funzione massaggio), il sistema di telecamere a 360 gradi e il volante riscaldabile. A richiesta, poi, si possono aggiungere il comodo Head-Up Display, i fari Matrix LED e il tetto in vetro SolarBay oscurabile interamente o solo in parte. Il prezzo è piuttosto interessante per un SUV da oltre 4,70 metri dotato di un powertrain ibrido Plug-In molto efficiente. La gamma parte da un prezzo di poco superiore ai 42.000 euro: per trovare un’auto più lunga di 4,70 metri più economica bisogna andare sui modelli cinesi, mentre la sola 3(in versione, però, esclusivamente termica) è offerta a quelle cifre.

Com'è fatta fuori: più aggressiva, più “Rafale”

L'aggiornamento estetico del MY 2026 è marcato: oltre un terzo degli elementi della carrozzeria, infatti, è inedito. Il frontale e il posteriore sono stati ridisegnati per allinearsi al più recente linguaggio stilistico del marchio, riprendendo da vicino gli stilemi già visti sulla Rafale e, dopo il suo facelift, sulla Austral. In questo modo, le nuove linee sportive, con una griglia aggressiva e caratterizzata da decine di piccole losanghe che affiancano il logo della Régie al centro della calandra.
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Anche i fari a LED sono diversi, che abbandonano la firma luminosa a C per adottare un look più sportivo, con sottili fari principali affiancati da una luce diurna verticale a forma di semi-losanga. Al posteriore, i gruppi ottici traggono ispirazione, secondo Renault, dal rompicapo cinese del tangram: quando sono spenti assumono una colorazione grigia con un particolare effetto ispirato ai cubetti di ghiaccio, mentre accesi restituiscono un colore rosso profondo.
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Lateralmente, la Espace cambia ben poco, creando così un mix tra linee più sportive e aggressive come la nuova griglia o gli espressivi fari posteriori e forme più morbide sulle fiancate, derivanti dallo stile della versione pre-restyling. A livello cromatico, debutta il nuovo Grigio Baltico, mentre chi cerca un look più sportivo può optare per l'allestimento Esprit Alpine, caratterizzato da cerchi da 20 pollici dal design specifico, barre al tetto nere e l'esclusiva tinta Grigio Scisto Satinato.

Com'è fatta dentro: spazio e ottima qualità

L'abitacolo si conferma il vero regno dell'Espace, progettato attorno ai concetti di modularità e luce. L'innovazione principale è l'introduzione del tetto panoramico opacizzante SolarBay, una superficie in vetro di ben 2 metri quadrati che sostituisce la classica tendina parasole con una tecnologia a cristalli liquidi in grado di opacizzarsi a segmenti, gestibile anche tramite l'assistente vocale di Google. Questa soluzione migliora l'isolamento termico e fa guadagnare preziosi centimetri per la testa dei passeggeri, oltre che regalare un effetto wow che stupisce chi non se lo aspetta come un effetto speciale.
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La plancia è stata sostanzialmente invariata rispetto alla versione pre-restyling, con un look elegante ma tecnologico, con tunnel centrale voluminoso dotato del “maniglione” dove si nasconde il pad per la ricarica wireless. La tecnologia ruota attorno al sistema OpenR link con doppio display, il quadro strumenti dietro il volante e il sistema di infotainment verticale da 12 pollici ciascuno. Il sistema operativo è realizzato su base Android Automotive, e si conferma come uno dei migliori sistemi di una Casa generalista in circolazione. Fluido, veloce e intuitivo, ha una grafica chiara e non è troppo complesso da usare, neanche in marcia.
I comandi del clima restano sempre nella parte bassa del display, così come i comodi tasti fisici alla base del pannello aiutano a non distrarsi durante la guida. La qualità costruttiva, invece, è ottima, con materiali piacevoli al tatto e alla vista. La variante Iconic, poi, offre un ambiente più raffinato, con un inserto in legno davanti al passeggero, pannelli rivestiti in pelle anche su tunnel centrale e pannelli porta e una pelle davvero morbida e di qualità. C’è spazio anche per una novità assoluta: un sistema di riconoscimento facciale del conducente tramite una telecamera nel montante sinistro, che carica automaticamente le impostazioni personali.
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Sul fronte dello spazio, l'Espace è decisamente generoso, e offre fino a 7 posti. La seconda fila scorre di 22 cm, garantendo uno spazio per le ginocchia ai vertici della categoria, ovvero 321 mm. La terza fila, invece, non è così generosa, con un’abitabilità adatta a dei bambini o ad adulti non troppo alti. Il bagagliaio è molto generoso: si spazia da 581 a 777 litri in configurazione a 5 posti, con la discrepanza rappresentata dalla posizione del divano scorrevole, mentre abbattendolo si arriva a 1.818 litri. La Espace a sette posti, invece, costringe ad accontentarsi di 159 litri con tutti i sette posti in uso. Abbattendo la terza fila, la capacità varia tra i 477 e i 581 litri, e abbattendo entrambe le file posteriori si arriva a 1.714 litri.

Un solo powertrain ibrido e ruote posteriori sterzanti

A livello meccanico, l’Espace è realizzata sulla piattaforma modulare CMF-CD, condivisa con le sorelle minori Austral e Rafale. Questa piattaforma modulare non delude dal punto di vista sospensivo, soprattutto scegliendo il raffinato sistema di quattro ruote sterzanti 4Control Advanced. Scegliendolo, infatti, si abbandonano le sospensioni a ruote interconnesse per accogliere un più raffinato Multilink, adatto all’adozione del sistema di ruote posteriori sterzanti.
Lanciato sulla più piccola Austral, il sistema 4Control Advanced permette agli pneumatici posteriori di girare controfase alle basse velocità e in fase (quindi nella stessa direzione delle ruote anteriori) alle velocità più alte, con un angolo massimo di 5 gradi. Questo riduce il diametro di sterzata a soli 10,4 metri, inferiore a quello di alcune citycar. È possibile, poi, regolare l’intensità dell’intervento delle ruote posteriori su ben 13 livelli, dal livello 1, ovvero una sospensione fissa, al 13, dove si raggiungono i 5 gradi massimi.
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Sotto il cofano, Renault punta su un'unica scelta propulsiva: il powertrain Full Hybrid E-Tech da 200 CV. Si tratta di un sistema collaudato che abbina un compatto motore 1.2 litri tre cilindri turbobenzina da 130 CV a due unità elettriche: un motore principale da 70 CV e secondo motore, più piccolo, da 25 CV, che fa da motorino d’avviamento e aiuta il propulsore in diverse situazioni. La batteria del sistema ibrido, invece, è molto generosa, con una capacità di 2 kWh a 400 V.
La trasmissione è affidata al noto e innovativo cambio automatico MultiMode privo di frizioni e sincronizzatori e con innesti a denti, dotato di 4 marce dedicate al motore termico e 2 marce per quello elettrico. Il secondo motore elettrico, quello più piccolo, si occupa anche di sincronizzare i giri motore con quelli del cambio per garantire le cambiate. Rispetto alla precedente, la trasmissione è stata ottimizzata nel software per garantire cambiate più fluide e tentare di eliminare i ritardi in fase di ripresa. I numeri dichiarati dalla casa parlano di un'ottima efficienza: consumi nel ciclo misto WLTP a partire da 4,8 l/100 km, emissioni di CO2 di 109 g/km e un'autonomia stimata fino a 1.100 km. La sicurezza, infine, è garantita da ben 32 sistemi di assistenza alla guida, con guida autonoma di Livello 2.

Come si guida la Renault Espace E-Tech 2026?

Ho percorso circa 50 km alla guida della Renault Espace 1.2 E-Tech Hybrid 200 in un ambiente principalmente extraurbano, dove mi hanno colpito due caratteristiche intrinseche di questo progetto: l’agilità data dalle quattro ruote sterzanti e i consumi davvero ottimi per la stazza dell’auto. Fin dai primi metri, infatti, la presenza del sistema 4Control Advanced toglie almeno 50 cm “ideali” alla lunghezza dell’auto, rendendola maneggevole e facile da posizionare su strada come una Captur, più corta, guarda caso, di 50 cm.
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In città, il sistema E-Tech convince con un’ottima fluidità di marcia dovuta alla logica di funzionamento di questo powertrain, che alle basse velocità privilegia il motore elettrico e può arrivare anche all’80% del tempo passato in elettrico in città anche su un’auto di queste dimensioni. Lo sterzo non è molto comunicativo, ma è preciso e piuttosto diretto, mentre le sospensioni sono ben tarate: non sono troppo rigide sulle buche, ma neanche esageratamente morbide e cedevoli tra le curve.
Alle velocità più alte, il 1.2 tre cilindri turbo si fa sentire con un suono piuttosto avvertibile all’interno dell’abitacolo e con qualche vibrazione su pianale e sedili, risultando un po’ meno raffinato di altri sistemi con motori 1.5 litri. Grazie all’eccellente insonorizzazione e ai doppi vetri, poi, anche a velocità autostradali l’auto è sempre silenziosa e rilassante. Il cambio MultiMode è migliorato molto rispetto alle sue prime applicazioni, dove i tempi di cambiata erano piuttosto lunghi. Ora, si percepisce distintamente il “vuoto” di erogazione della cambiata, ma il tempo che intercorre tra un rapporto e l’altro è più breve e piacevole nella guida di tutti i giorni.
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Tra le curve, il sistema 4Control Advanced la rende sorprendentemente agile, aiutato da un peso non eccessivo che, nella ricca variante Iconic, non supera i 1.670 kg in ordine di marcia. Nelle posizioni più estreme, tuttavia, il sistema restituisce una sensazione di movimento del retrotreno che, all’inizio, può spiazzare, ma che una volta prese le misure permette di muoversi con insospettabile agilità.
Le prestazioni sono buone (0-100 km/h in 8,8 secondi), ma sono i consumi a stupire. Il dato omologativo di 20,8 km/l non è affatto irraggiungibile, anzi: in città, infatti, il motore termico sta quasi sempre spento, facendo fare il “lavoro sporco” a motore elettrico e batteria.
Grazie ad un’ottima gestione del sistema, ho chiuso la mia prova, formata al 70% da strade statali e per il restante 30% nel traffico milanese, con un consumo medio di più di 20 km/l, eccellente per un’auto di questa stazza. Peccato solo per i freni, poco modulabili e dalla potenza non esagerata, che però vengono coadiuvati da una frenata rigenerativa molto valida e regolabile su quattro livelli tramite le palette al volante. Questa Espace, quindi, è un’auto da famiglia con un motore "piccolo", ma tante frecce al suo arco.
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