Ho guidato la LEPAS L8: con più qualità e più dettagli, ora ci siamo quasi?

Prove su strada
18 settembre 2026, 9.00
Lepas L8 2026 copertina autoappassionati
Ormai sono anni che parliamo, raccontiamo e guidiamo auto prodotte e sviluppate in Cina. Ancora oggi, però, spesso le automobili cinesi vengono ancora liquidate con un'alzata di spalle, considerate opzioni low-cost con compromessi da fare sull’altare del rapporto qualità-prezzo. In realtà, come stiamo cominciando a vedere sulle nostre strade e sulle nostre pagine, le automobili cinesi sono in continua ascesa non solo a livello di numeri e di immatricolazioni, ma di cura e attenzione al prodotto. Per questo, mi sono avvicinato alla prova della Lepas L8 con curiosità: questo SUV da quasi 4,70 metri è infatti il primo del marchio del colosso Chery a debuttare in Europa, e Lepas è un brand nato proprio per proporsi come il più elegante, ricercato e, ovviamente, europeo del portfolio di Chery Italia.
Crasi tra le parole Leopard e Passion, Lepas porta sul mercato italiano ed europeo dei modelli cinesi di ultima generazione, e rispetto anche ai marchi all’interno dello stesso gruppo come Omoda e Jaecoo punta su una tecnologia meno esplicita, su una maggiore cura nei dettagli e in un powertrain non esagerato, ma equilibrato. Con questa L8, il messaggio che arriva ai costruttori europei è nitido: "ora ci siamo quasi". L'attenzione per la qualità percepita, la precisione negli accoppiamenti di carrozzeria e una dotazione di bordo che non richiede rinunce dimostrano che la distanza dai benchmark occidentali si è ridotta. Sarà azzerata del tutto oppure c’è ancora un po’ di vantaggio? Per scoprirlo sono andato nel forlivese, per guidare la Lepas L8 PHEV in un primo contatto decisamente interessante.

Quanto costa: il rapporto valore-prezzo che mette in crisi il mercato

Il posizionamento della Lepas L8 si inserisce in una fascia strategica del segmento C-SUV, proponendo contenuti da ammiraglia a un listino decisamente competitivo. La vettura si presenta in Italia con una gamma semplificata e due allestimenti, entrambi spinti dallo stesso powertrain ibrido Plug-In da 279 CV e protetti da una garanzia di 7 anni o 150.000 km (con chilometraggio illimitato nei primi 3 anni e 8 anni/160.000 km sulla batteria di trazione e sulla parte elettrica del sistema ibrido ricaricabile.
La versione d’attacco è la L8 Essence, offerta a partire da 41.700 euro, e offre già di serie cerchi da 19", fari full LED, telecamera a 540° (in grado, quindi, di mostrare anche il sottoscocca della vettura), display centrale da 13,2" a sviluppo verticale, parabrezza e finestrini anteriori doppi per la riduzione del rumore nell’abitacolo, climatizzatore bizona, quadro strumenti digitale e l'intero pacchetto di aiuti alla guida ADAS di Livello 2.
La Lepas L8 Elegance, invece, costa 3.000 euro in più, e arriva a 44.700 euro. La dotazione aggiunge i cerchi da 20", interni in similpelle a dieci strati, sedili anteriori elettrici con ventilazione, riscaldamento e massaggio, impianto audio premium Sony a 8 altoparlanti con sistema di riduzione attiva del rumore, tetto panoramico da 1,2 m², portellone elettrico e sistema di parcheggio automatico e da remoto.

Com'è fatta fuori: più matura, più europea

Lunga 4,69 metri, larga 1,87 e alta 1,69 metri, a livello estetico la Lepas L8 colpisce subito per un passo davvero generoso, pari a ben 2,80 metri, che fa il paio con delle portiere posteriori molto generose, per proporzioni da SUV che vuole coccolare i passeggeri. Analizzando meglio le linee della L8 balza subito all'occhio la rinuncia agli eccessi visivi tipici delle prime proposte orientali. Il linguaggio Leopard Aesthetics lavora sulla tensione delle superfici e su dettagli di sapore europeo.
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Il frontale, secondo i designer Lepas, è ispirato proprio al leopardo, con una mascherina squadrata che richiama il tartufo del felino, e le luci diurne a LED che riprendono la forma allungata e minacciosa degli occhi del predatore. Sinceramente, più che un leopardo è più percepibile la pulizia delle linee, l’eleganza di un frontale pulito ma ben fatto e l’opulenza non eccessiva di una mascherina che riprende un motivo a X cromato e lo ripete per l’intera grandezza. Spicca, poi, il logo Lepas in corsivo, mentre l’unione tra le luci diurne e i fari a LED principali, più in basso, richiama alla mente da vicino l’Audi Q3, per un look molto, molto europeo.
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L'assemblaggio dei pannelli mostra luci costanti e tolleranze ridotte. Le maniglie a filo carrozzeria con sblocco di prossimità, le cornici dei finestrini nere lucide danno un tocco più sportivo alla fiancata, insieme agli ottimi cerchi in lega da 20 pollici, dedicati alla Elegance. In coda, invece, lo stile è più convenzionale, con una barra luminosa a LED a tutta larghezza e i loghi Lepas L8 e PHEV nella parte bassa del portellone. Questi sono gli unici dettagli dell’esterno che richiama la produzione cinese, con un font non molto accattivante, quasi generico.
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L’assenza di passaruota bombati e l’altezza generosa del corpo vettura, infine, rende la vista posteriore un po’ strana, per un’auto che appare più alta che larga. Non male, poi, il colore grigio opaco dell’esemplare che ho provato, ma secondo chi vi scrive le tinte più riuscite sono il verde scuro e il viola, due colori di moda e che valorizzano le linee del C-SUV cinese.

Com'è fatta dentro: il salto di qualità negli interni, ma con scelte “già viste”

È salendo a bordo che la frase "ora ci siamo quasi" trova la sua conferma più evidente. L'abitacolo è stato concepito come uno spazio da vivere, dove la plastica rigida cede il passo a materiali piacevoli al tatto. Le sedute sfruttano un rivestimento multistrato a dieci strati che garantisce sostegno e morbidezza, mentre l'allestimento Elegance arricchisce l'ambiente con un'illuminazione d'atmosfera a 256 colori, sistema di qualità dell'aria AQS con ionizzatore e sedili anteriori dotati di supporto lombare e massaggio. Lo spazio è davvero generoso sia davanti, dove è facile trovare un’ottima posizione di guida, piuttosto alta e dominante, che dietro, dove lo spazio per i passeggeri posteriori è davvero eccellente grazie al passo generoso e alle portiere XXL.
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Peccato per il bagagliaio, che come su tante vetture cinesi non sia esagerato: siamo a 507 litri, che arrivano a 1.314 abbattendo il divano posteriore. Ottima, però, la scelta di posizionare la batteria del sistema ibrido sotto il pianale e non sotto il vano di carico, ottenendo più spazio e un vano sottostante per alloggiare i cavi di ricarica. Inusuale è anche la scelta fatta per la plancia, che allontana quelle linee un po’ pacchiane di molte cinesi per scegliere uno stile più pulito, più elegante e in linea con i gusti occidentali. Ad enfatizzare la qualità di questa L8 ci pensa anche la scelta della tinta color biscotto dei rivestimenti in ecopelle dell’esemplare che ho provato, per una tinta che richiama proprio le vetture tedesche.
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Proprio qui, aguzzando l’occhio, si vede l’ispirazione, diciamo così, dell’abitacolo. Il volante, per esempio, ha dei controlli sulle razze ispirati ai modelli Volvo, mentre invece la posizione del display a “cascata”, verticale, e lo stile di pannelli porta, comandi degli alzacristalli elettrici, griglie dell’impianto audio e persino del selettore del cambio al volante sono ripresi da vicino dalla Mercedes-Benz Classe C di precedente generazione. Lo sappiamo ormai: i marchi cinesi non copiano, ma prendono ispirazione dai modelli di successo, e considerano la “copia” una grande dimostrazione di stima e rispetto. Va detto, però, che le somiglianze sono davvero parecchie.
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Dove, invece, il C-SUV cinese “fa di testa sua” è nel sistema operativo di quadro strumenti digitale da 10,25 pollici e sistema di infotainment da 13,2 pollici, molto più riuscito e meno cervellotico di tante auto cinesi. Il sistema è chiaro, le traduzioni ben fatte e la qualità dei pannelli molto buona, e anche tutte le scritte, i font e le logiche di funzionamento sono ben poco da cinese e più da auto occidentale. Non mancano, poi, Apple CarPlay e Android Auto wireless, e un processore Qualcomm Snapdragon 8155 che rende questi due display rapidi e responsivi. Ottima, infine, la presenza di comandi fisici per il clima e per le modalità di guida alla base del display, ma manca clamorosamente un comando fisico per gestire il volume: o si fa tramite le scorciatoie del sistema infotainment, o dai comandi al volante.

Meccanica e motori: architettura Super Hybrid e 279 CV

Sotto la pelle batte la piattaforma modulare LEX, la stessa vista sulla Chery Tiggo 8 e sulla Omoda 7, ma con tarature e mappature dedicate per questa L8. Per il mercato europeo, Lepas porta la sua L8 con un solo powertrain, il sistema Plug-In Super Hybrid che già abbiamo imparato a conoscere su altri modelli del Gruppo Chery. Sotto il cofano troviamo tre motori, uno termico e due elettrici. Il motore termico è un 1.5 quattro cilindri turbobenzina a iniezione diretta e ciclo Miller da 143 CV e 215 Nm di coppia, abbinato ad un motore elettrico di trazione principale da 204 CV e 310 Nm di coppia e un secondo motore elettrico, da 82 CV, che funge solamente da generatore.
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Il risultato è una potenza complessiva di 279 CV e 365 Nm di coppia, scaricati tutti sulle ruote anteriori tramite una trasmissione dedicata, la DHT150, che privilegia la marcia in elettrico e riesce a utilizzare il motore termico come generatore di un sistema in serie o come propulsore di trazione, con la trasmissione che collega il 1.5 direttamente alle ruote sopra gli 80 km/h. Le prestazioni sono buone, ma non fulminee, con uno 0-100 km/h coperto in 7,9 secondi e una velocità massima di 180 km/h (autolimitati).
Ad alimentare il sistema ibrido ci pensa poi una batteria LFP da 18,4 kWh, che secondo Lepas riesce ad offrire fino a 90 km nel ciclo misto WLTP, di cui 123 nel ciclo urbano omologativo, per un’autonomia totale che, grazie ad un serbatoio da 60 litri, supera i 1.000 km. Il dato omologativo sui consumi è a dir poco ottimistico (2,2 l/100 km), ma calcolando il rapporto tra i km di autonomia dichiarati e i 60 litri di serbatoio si estrae un dato a batteria scarica intorno ai 15 km/l.
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Un grande punto di forza rispetto alle dirette concorrenti è la presenza della ricarica rapida in corrente continua (DC) a 40 kW, che permette di passare dal 30% all'80% di energia in soli 20 minuti. In corrente alternata (AC) accetta fino a 6,6 kW. Completa il quadro tecnico la funzione bidirezionale V2L fino a 6,6 kW, capace di erogare 220 Volt per alimentare dispositivi esterni o ricaricare altri veicoli.

Come si guida la Lepas L8: assetto più a fuoco, ma mancano sterzo e dettagli

Dopo aver visto tutti i dettagli di questo C-SUV dalle ottime credenziali, mi sono messo al volante nelle colline vicino a Forlì per vedere se le distanze a cui ormai siamo abituati delle auto cinesi su quelle europee sono ancora presenti, sono state limate oppure non sono più presenti. Togliamoci subito il dente: no, non è ancora a livello delle europee, ma ha fatto un tangibile passo avanti. Paragonandola, ad esempio, persino con le cugine Omoda 7 e Jaecoo 7, realizzate su una meccanica molto simile, il comportamento dinamico e le sensazioni di questa Lepas L8 sono molto più convincenti, a partire da un assetto ben tarato.
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In Lepas, infatti, vanno fieri della taratura della vettura fatta nel centro di Ricerca e Sviluppo di Francoforte, e su strada questo lavoro di affinamento si può subito sentire. L’auto non è mai né troppo rigida né, soprattutto, troppo morbida, riducendo molto il rollio spesso presente su questo tipo di auto e scegliendo un andamento più fluido, più piatto e quindi più piacevole nella vita di tutti i giorni.
Ciò significa che questa L8 non è comoda sulle buche come altre cinesi, ma al contrario è molto più piacevole alle alte velocità. Il powertrain, invece, è quasi impercettibile nel passaggio tra motore elettrico e termico, per un’esperienza di guida che non emoziona, ma che non delude nelle prestazioni. Il peso della vettura, poi, non è eccessivo (1.945 kg in ordine di marcia), e quindi anche nel misto stretto non appare troppo impacciata. La silenziosità, infatti, è di buon livello a velocità medio-basse e medie: non ho percorso alcun tratto di autostrada o superstrada, quindi mi riservo di provare la vettura meglio in futuro per capire come va nelle lunghe percorrenze.
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In città è piacevole e maneggevole, con telecamere di buona qualità che aiutano nelle manovre, mentre i comandi molto leggeri rendono la guida di tutti i giorni un vero gioco da ragazzi. Sia i pedali che soprattutto lo sterzo sono molto leggeri e poco affaticanti, per una guida facile e turistica. Questo, però, si ripercuote in uno sterzo molto demoltiplicato, poco preciso e con uno scarso feedback di cosa succede sotto le ruote, per la componente che ancora pecca parecchio rispetto alle rivali europee.
Sterzo a parte, i 279 CV sono vivaci, a volte troppo: nelle partenze più vivaci, senza esagerare con l’acceleratore, e su fondi dissestati come ghiaia o brecciolino, la L8 non riesce a scaricare bene la potenza, con numerose partenze con le gomme che stridono e uscite di curva con una dose di sottosterzo che la rende ideale per chi, con l’auto, non vuole correre. L’erogazione è molto vigorosa, e in alcuni casi mette in difficoltà gli pneumatici (sulla Elegance degli ottimi Continental): anche in questo caso, è un dettaglio di taratura dell’erogazione che potrebbe essere gestito meglio. Difficile esprimersi sui consumi in un percorso piuttosto breve: per capirli meglio e analizzare ancora più nel dettaglio la Lepas L8, ci riserviamo di provare più a lungo questo C-SUV così interessante.
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Questa Lepas L8, quindi, è un’auto che riesce a limare molti dei limiti delle cugine, diventando sempre più minacciosa per le rivali europee che, spesso, costano almeno 10.000 euro in più. Il limite della dinamica di guida è ancora presente, con sterzo ed erogazione che non sono ancora a livello delle migliori. Anche alcuni dettagli, come abbiamo visto, sono ancora un po’ lontani, ma il Gruppo Chery impara in fretta, e mette in pratica. La L8 è un’auto che si avvicina molto alle auto occidentali: quando avranno chiara l’impostazione dinamica da dare ai vari brand e ai rispettivi modelli, saranno da tenere ancora più in considerazione.
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