OSCA MT8: cuore cinese, finiture italiane e un prezzo triplicato. Cosa c'è di buono e cosa no

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18 settembre 2026, 9.25
osca-mt8 frontale
Il debutto della nuova OSCA MT8 al Salone Auto Torino 2026 riaccende i riflettori sullo storico marchio fondato nel 1947 dai fratelli Maserati, oggi rilanciato sotto l'egida del Gruppo DR. L'imponente SUV-coupé da 4,87 metri nasce sulla base industriale della cinese Changan UNI-K, dando vita a un'operazione che divide la critica tra il valore reale dell'apporto ingegneristico italiano e i dubbi legati al riposizionamento di prezzo.

Cosa c'è di buono: l'eccellenza della filiera italiana

Se la struttura portante è condivisa con il modello asiatico, il lavoro di personalizzazione, sviluppo ed elettronica svolto nel nostro Paese apporta un contributo concreto in termini di qualità e dinamica di guida:
Design e finiture curati da Italdesign: Lo stile esterno prende le distanze dalla matrice originale grazie all'ampia griglia anteriore ad effetto tridimensionale di chiara ispirazione Maserati, ai passaruota in tinta con la carrozzeria, alle maniglie a filo e allo spoiler posteriore. L'abitacolo si distingue per l'impiego di pellami pregiati e Alcantara.
Infotainment sviluppato da ART: Il sistema multimediale di bordo è firmato dall'azienda umbra ART — già fornitrice di supercar come Lamborghini — e si articola su una plancia con doppio schermo posizionato su differenti livelli visivi.
Leggero affinamento dinamico: Il motore 2.0 TGDI e il pianale beneficiano di una taratura specifica delle sospensioni curata dall'ingegneria italiana e dell'integrazione di un sistema di trazione integrale predittiva, capace di ripartire la coppia prima che si verifichino perdite di aderenza.ù
osca-mt8 posteriore

Cosa non va: l'ossatura di serie e la forbice di prezzo

A fronte delle migliorie introdotte dai partner nazionali, l'architettura complessiva e le scelte commerciali mettono in luce diverse criticità:
Un salto di prezzo difficile da giustificare: In Cina la Changan UNI-K viene commercializzata a partire da circa 20.000 euro, mentre l'OSCA MT8 debutta in Europa a una cifra vicina ai 69.000-70.000 euro. Un incremento di circa 50.000 euro che, pur considerando omologazioni, dazi e componentistica dedicata, appare sproporzionato rispetto alle modifiche effettuate.
Base meccanica da grande serie: Pianale, struttura monococca e blocco motore rimangono quelli della vettura originale, confermando l'impostazione di un veicolo di produzione di massa nato per i volumi del mercato asiatico.
Dissonanza con la storia del marchio: Il badge O.S.C.A., legato nella memoria collettiva alle vetture da corsa leggere ed essenziali degli anni Cinquanta e Sessanta, viene qua applicato a un crossover da quasi due tonnellate, rischiando di ridurre una gloriosa eredità sportiva a una mera operazione di marketing.
L'OSCA MT8 mostra così le due facce dell'automotive moderno: da un lato la capacità delle eccellenze italiane di elevare il livello tecnologico e la resa estetica di un prodotto industriale estero; dall'altro una politica dei listini che sfrutta il fascino dei marchi storici per riproporre modelli di massa a prezzi da segmento premium.
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