Sempre più spesso il mondo dell’auto porta avanti strade sulla carta ecosostenibili e progressiste, ma che nascondono una realtà ben meno rosea di quanto sembri. Nascono così dei paradossi: automobili nate e raccontate come salvatrici del pianeta che, però, tra l’utilizzo della materia prima per costruirle da zero, i costi e l’impatto ambientale del trasporto intercontinentale dal sito di produzione e, infine, la scarsa rete di economia circolare può rendere un’auto nata “verde” molto più sporca.
Per questo, è sempre interessante raccontare realtà che ribaltano le regole alle quali ormai siamo abituati, lanciando progetti davvero interessanti e, soprattutto, realisticamente in grado di fare la differenza, come la Panda NE. “Perché costruire automobili nuove da zero, quando possiamo rendere più sostenibili quelle già in circolazione?”: dovrebbe essere questa una delle domande che la ElectroFit Systems, un’azienda torinese nata come spin-off del Politecnico di Torino e specializzata nella realizzazione e nella produzione di kit per rendere elettriche vetture già esistenti, il cosiddetto retrofit.
Nata dall’iniziativa del docente del Politecnico Stefano Carabelli e di altri soci, la ElectroFit Systems crede nella possibilità di ridare una seconda vita alle utilitarie che già girano sulle nostre strade, seguendo un ragionamento molto più sostenibile di costruire automobili elettriche da zero: riciclare auto che hanno ancora tanto da dare, convertire piccole utilitarie con un motore elettrico che limiti le emissioni locali e, quindi, dare molto di più all’ambiente rispetto all’acquisto di un’auto nuova.
Il primo progetto con cui parte il progetto Nova Energia (questo è il significato dell’acronimo NE) è basato su un’auto a dir poco iconica,
la FIAT Panda prima serie. Ho avuto l’occasione di scoprire meglio il progetto NE, la missione della ElectroFit Systems e di provare brevemente la Panda in un luogo mitico, la Pista 500 sul tetto del Lingotto di Torino.
La sostenibilità “vera” è questa?
Il retrofit di kit elettrici su automobili termiche non è una novità. In Francia, ad esempio, è un segmento che sta prendendo sempre più piede, grazie anche all’investimento del Governo francese che incentiva la conversione di auto termiche con kit omologati a zero emissioni. In Italia, dopo un primo, timido incentivo a questa pratica, il retrofit non ha ancora trovato la sua dimensione, ma se dovesse andare in porto lo stanziamento di un ulteriore incentivo statale, questo mondo potrebbe diventare decisamente più interessante.
La ElectroFit Systems ha un approccio molto razionale al mondo del retrofit. Il kit pensato per la Panda 141, infatti, è stato pensato per essere installato da un classico meccanico-elettrauto, il cosiddetto “meccatronico”, in tempi rapidi e senza strumenti specifici. L’obiettivo dell’azienda torinese è quello di appoggiarsi ad officine qualificate in giro per l’Italia (al momento sono già in piedi quattro collaborazioni, due in Piemonte, una in Lombardia e una in Toscana) per la conversione e l’installazione di questi kit, mentre l’azienda li produce e li fornisce alle officine.
Tutti i kit, poi, sono totalmente omologati al Ministero dei Trasporti, e l’auto non va né ri-omologata né ritargata: a libretto, si aggiungerà il cambio di alimentazione, esattamente come succede per un’auto convertita all’utilizzo di GPL o metano.
La Panda NE, quindi, non inventa nulla, ma ottiene il massimo dalle tecnologie e dalle componenti già esistenti. Da un lato, si prendono delle automobili che, per età, limiti anti-inquinamento o problemi meccanici sarebbero destinate alla rottamazione, dandole una seconda vita. In questo modo, il ciclo di vita di questi veicoli non solo non viene interrotto, ma viene prolungato, senza la necessità di sostituirli “inutilmente”. Dall’altro, invece, l’ideazione di un kit standardizzato, installabile senza il bisogno di tecnici specializzati ma adottabile da un qualsiasi meccanico qualificato rende replicabile a livello industriale l’idea di una sostenibilità che non deriva da un veicolo nuovo ogni 5 anni, ma dal riutilizzo di un’automobile ancora valida e con tanto da dare.
Cos’è la Panda NE e perché ha senso
Per far partire il progetto Nova Energia non poteva esserci auto migliore della FIAT Panda. Nello specifico, il progetto riguarda la più popolare delle Panda prima serie, la 141A. Soprannominata anche “Supernova” per via del suo stile più moderno, si tratta sostanzialmente del “Pandino” più comune, con i paraurti in plastica grezza, la mascherina nera con l’enorme logo FIAT con le cinque barre oblique e un portellone posteriore più semplice. Anche l’interno è più moderno, con una piccola plancetta per il riscaldamento e l’immancabile “tascone” davanti al conducente.
L’idea di scegliere l’ultima Panda 141A è poi quella di sfruttare quelle centinaia di migliaia di esemplari prodotti tra il 1996 e il 2003, nell’ultimo periodo di produzione, poco appetibili dai collezionisti e con valori ridotti, ma con meno anni sulle spalle, componenti più robuste e rodate e spesso svendute sul mercato dell’usato. Il rimando alla storia, poi, non può mancare: la Panda Elettra, lanciata nel 1990, è stata la prima automobile elettrica moderna di grande produzione lanciata sul mercato, e sebbene fosse un'auto estremamente embrionale, con tecnologie che oggi sembrano preistoriche, fu un'auto che aiutò a dimostrare che l'auto elettrica era ancora possibile.
In più, la Panda è un’automobile cittadina perfetta. Con le sue dimensioni ridottissime, infatti, potrebbe tranquillamente entrare nelle stringenti regolamentazioni delle Kei Car, le piccole citycar giapponesi che, spesso, vengono viste come la soluzione ideali ai problemi europei. La Panda, con i suoi 3,40 metri di lunghezza e 1,48 metri di larghezza, è una perfetta Kei Car, e per questo è agile, maneggevole e facilissima da guidare.
Le enormi superfici vetrate, i montanti stretti e il peso ridottissimo la rende un’auto da città ideale anche nel 2026. L’unico limite è, ovviamente, rappresentato dall’assenza dei sistemi di sicurezza di ultima generazione. Qui, però, c’è un limite legislativo: sebbene sia possibile, per legge non è possibile cambiare la dotazione di un’auto, neanche in meglio. Non si può, quindi aggiungere ABS o ESP su un’auto che non li prevedeva.
In ogni caso, la Panda NE ha gomme più larghe, sospensioni riviste, freni dotati di materiali moderni e, in generale, di una revisione meccanica completa per renderla il più efficiente e sicura possibile. Di certo, poi, questa è un’auto vera, e nonostante sia datata ha livelli di sicurezza decisamente maggiori rispetto a molte microvetture con carrozzerie in vetroresina e telai tubolari.
90 km/h, 100 km di autonomia e grande facilità di utilizzo
A livello meccanico, la Panda NE è coerente con la ricetta dell’intero progetto, ovvero riutilizzare il più possibile senza sprechi. La scocca, infatti, è invariata, con l’unica eccezione riguardante l’installazione di supporti e protezioni dedicate alla batteria, posizionata sotto il pianale di carico. Al contrario della mitica Panda Elettra, dotata di 12 batterie al piombo che occupavano interamente bagagliaio e sezione dedicata ai passeggeri posteriori, infatti, questa Panda NE non ha variazioni a livello di abitabilità interna, conservando i cinque posti, il divano posteriore e il bagagliaio da oltre 200 litri, aumentabili a 1.000 abbattendo la seconda fila.
La batteria utilizzata, poi, è tutta nuova, con tecnologia agli ioni di litio e una capacità di 11,7 kWh, caricabile, al momento, tramite una classica presa trivalente a 16 A e con presa Schuko casalinga. Una ricarica completa avviene in circa 4 ore, ma in futuro c’è il progetto di installare una presa Tipo 2, per poter caricare l’auto anche alle classiche colonnine. Per caricare l'auto ci sono, inoltre, due modalità decisamente originali, proposte in opzione insieme a dei partner locali.
Grazie alla forma squadrata della Panda, è possibile dotare il "Pandino" di pannelli solari magnetici prodotti dalla Solbian, azienda fondata dal celebre velista Giovanni Soldini, prodotti ad Avigliana e in grado di dare fino a 15 km di autonomia in una giornata di sole. La seconda è una "tanica elettrica", una powerbank da circa 4 kWh prodotta dalla piemontese Reefilla, che permette di uscire dalle situazioni di impaccio con una ricarica supplementare in un corpo piuttosto compatto, che occupa tranquillamente un posto neanche troppo ingombrante all'interno del bagagliaio.
Sotto il cofano, invece, c’è un motore elettrico assemblato in Italia, che per legge non può superare la potenza del motore originale. Per questo, ha la stessa potenza di picco della Panda 45 con motore 903, quindi 32 kW (45 CV), e una coppia di 120 Nm. La trazione è, ovviamente, anteriore, e viene conservato anche il cambio e il differenziale originale. Non c’è, tuttavia, la frizione né la leva del cambio: ElectroFit Systems ha scelto di utilizzare il cambio originale “bloccato” in seconda marcia, con un selettore al centro che permette di scegliere tra marcia avanti e marcia indietro: semplice.
A richiesta, poi, si può addirittura scegliere di “sbloccare” la prima corta tipica della Panda, così da aggiungere una bella dose di velleità fuoristradistiche nonostante la sola trazione anteriore. Con questa potenza e questa batteria, le prestazioni sono da vettura cittadina: 90 km/h di velocità massima e 100 km di autonomia in un ciclo misto, che diventano 110 km in solo ambiente urbano.
Non ci sono, ovviamente, né servosterzo né i già citati ABS ed ESP, e sia l’estetica che l’abitacolo sono rimasti assolutamente invariati rispetto alla Panda 141A. Volendo, mettendo mano al portafoglio si possono realizzare personalizzazioni anche molto spinte. Il focus del progetto, però, è proprio quello più utilitaristico: rendere smart e pulita una classica Panda.
Non manca, infatti, neanche un’applicazione dove poter controllare la vettura. Sebbene sia stato scelto di non installare display e schermi aftermarket, la Panda NE ha un’app sviluppata da ElectroFit Systems che permette di monitorare la posizione dell’auto, l’autonomia residua, la presenza di portiere aperte o di luci accese e di altre informazioni utili nella vita di tutti i giorni.
Come si guida la Panda NE? La mia prova speciale sul tetto del Lingotto
Dopo aver conosciuto meglio il progetto, ho avuto la possibilità di fare qualche km alla guida della Panda NE in un posto davvero speciale: la pista di collaudo sul tetto del Lingotto. Oggi nota come Pista 500, è una dei soli tre circuiti posizionati su un palazzo del mondo, e che dall’apertura dello stabilimento FIAT del Lingotto datato 1928 alla chiusura delle linee produttive nel 1982 ha visto centinaia di migliaia di automobili percorrerlo fino alla velocità massima delle due curve sopraelevate: 90 km/h.
In una Torino colpita da una pioggia torrenziale, purtroppo, non ho potuto saggiare le vere capacità di questa piccola Panda così speciale, ma ho ritrovato alcune delle caratteristiche peculiari del Pandino: facilità, leggerezza e una bella vivacità. Nonostante non ci sia il servosterzo, le manovre sono facili anche da fermi, e in marcia l’auto è molto piacevole. Grazie al peso ridottissimo del motore elettrico rispetto ai Fire e ai Serie 100 originali, questa Panda NE è 10 kg più leggera di una Panda termica di base, fermando l’ago della bilancia a 690 kg. Guidare un’auto così poco pesante è un vero toccasana nel 2026, permettendo di avere un’agilità sorprendente, se guardata con gli occhi di oggi.
Nonostante sulla carta abbia “solo” 45 CV (per inciso, gli stessi della Dacia Spring “base” fino al 2025), la Panda NE è vivace, e si guida con piacere. Non è ovviamente un’auto sportiva, ma la Panda non lo è mai stata. Grazie alla sua proverbiale robustezza, allo spazio interno molto generoso rispetto alle dimensioni e all’altezza da terra decisamente superiore alla media, anche in versione elettrica resta un’auto poliedrica, funzionale e divertente. Sono davvero curioso di provarla anche su strada, per vedere come si comporta alla prova della vita reale.
Da 15.000 a 18.000 euro, e “sconto” se hai già una Panda. E in futuro…
Chiudiamo allora con la vita reale, ovvero con i prezzi. La ElectroFit Systems è un’azienda piccola ma con tante idee, ma nonostante questo il costo per una conversione completa non è irragionevole, anzi. L’idea principale di business del progetto Panda NE è di fornire un pacchetto completo, ovvero auto, restauro, conversione, omologazione e consegna, con due livelli di restauro.
Alla base dell’offerta c’è la Panda NE “Essenziale”: in questo caso, l’azienda trova la Panda da convertire, la revisione a livello di meccanica e rivede i principali difetti estetici e interni, consegnando un’auto sicura e in ottimo stato ad un prezzo di 15.000 euro, IVA inclusa. Allo stesso prezzo si può scegliere anche la Panda Commerciale, la versione a due posti con vano di carico da 400 kg e oltre 1.000 litri, mentre a 18.000 euro c’è la Panda NE “Nuova”.
Questa versione aggiunge la sostituzione completa di tutte le componenti meccaniche con parti nuove, interni anch’essi nuovi e la carrozzeria riverniciata e sistemata in ogni sua parte, avendo così un’auto nuova… ma rigenerata. Volendo, poi, si può anche passare alla personalizzazione, oppure si può restaurare completamente la scocca e realizzare versioni particolari: questo è il programma Speciale, con prezzi variabili a seconda della richiesta. In ogni configurazione, poi, se hai già una Panda e vuoi convertirla con il kit, il prezzo si abbassa con uno "sconto" del valore commerciale dell'auto, un incentivo quindi a non venderla o, peggio, a non rottamarla, ma a convertirla e riutilizzarla.
Il prezzo è interessante e in linea con molti quadricicli leggeri e pesanti, e inferiore di diverse migliaia di euro rispetto a vetture nuove elettriche con prestazioni superiori, ma anche un livello di inquinamento totale decisamente più alto. Si tratta di una risposta alternativa alle domande della mobilità cittadina di oggi, sicuramente non per tutti ma che può davvero convincere chi cerca un’auto che sappia dare qualcosa in termini di guida, stile e personalità, ma con un approccio green e sostenibile, nonché con costi di gestione e utilizzo risibili.
Il progetto NE nasce con la Panda, ma l’obiettivo della ElectroFit Systems è quello di arrivare ad un’altra piattaforma di successo straordinario, la FGA Mini. Si tratta, in sostanza, del pianale che ha fatto da base alla Lancia Ypsilon terza serie, quella prodotta tra il 2011 e il 2024, alla FIAT 500 del 2007, prodotta fino al 2025, e alla FIAT Panda (169), la “Gingo” prodotta tra il 2003 e il 2011. Ci sono ancora centinaia di migliaia di esemplari circolanti, e soprattutto la Panda sta cominciando ad essere rottamata perché anti-economica da riparare.
Si tratta, però, di un’auto ancora sicura, dotata spesso di ABS ed ESP, Airbag, servosterzo e climatizzatore, e per la quale ElectroFit Systems ha già in cantiere un kit dedicato con una batteria intorno ai 20 kWh, 150-180 km di autonomia. Il progetto darebbe la possibilità, quindi, di avere un’auto da tutti i giorni moderna, ma dai costi contenuti, che l’ideatore Carabelli vorrebbe tenere sotto i 10.000 euro, tutto compreso.
Il futuro dell’auto è complesso, ma nella complessità, spesso, si tirano fuori idee geniali e fuori dagli schemi. Che questa possa essere un’idea vincente? Solo il tempo potrà dirlo, ma le premesse, va detto, sono decisamente interessanti.