Ho visto dal vivo la nuova Volkswagen ID.3 GTI: con 326 CV, è la prima GTI a trazione posteriore

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16 settembre 2026, 10.00
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Dopo la prima ID.Polo GTI, la prima elettrica a portare l’iconica sigla, Volkswagen presenta la ID.3 GTI. Derivata dalla nuova ID.3 Neo, la ID.3 GTI è la più potente Gran Turismo Iniezione di sempre con 326 CV, e ha un altro primato sorprendente: è la prima GTI a trazione posteriore. Ecco com’è fatta e quando arriverà sul mercato.
A cinquant'anni dalla nascita del mito GTI, acronimo che ha definito per decenni il concetto stesso di compatta sportiva, Volkswagen trasporta la sua sigla più iconica nell'era della mobilità a zero emissioni. Abbandonato il mai troppo apprezzato marchio GTX, dedicato alle sportive elettriche della Casa, dopo il debutto elettrico sulla ID.Polo GTI nasce l’inedita Volkswagen ID.3 GTI, la più potente vettura con quelle tre, iconiche lettere nella mascherina. Non si tratta, infatti, di un semplice allestimento estetico, ma di un modello ad alte prestazioni che, con ben 326 CV, si fregia del titolo di GTI di serie più potente mai prodotta dal marchio, superando di 1 CV la già speciale Golf GTI Edition 50, che si ferma a 325 CV. 
Costruita sulla base della rinnovata ID.3 Neo e presentata ad Amburgo insieme alle nuove ID.Polo e ID.Cross, la ID.3 GTI promette di coniugare la classica usabilità quotidiana tipica del brand con una dinamica di guida affilata, segnando un momento di rottura epocale: per la prima volta nella sua storia, una GTI è spinta dalla trazione posteriore. In realtà, volendo essere precisi non è esattamente vero: nel 2007, per il raduno GTI Treffen di Wörthersee, infatti, era nata la Golf GTI W12-650, una versione a dir poco folle che univa il corpo vettura della Golf V GTI con il motore W12 biturbo Bentley in posizione centrale, con trazione posteriore. L’unico esemplare prodotto, oggi wrappato di rosso, è stato fino ad ora l’unico esempio di GTI a trazione posteriore, almeno fino alla ID.3 GTI. L’ho vista in anteprima ad Amburgo, nel corso della presentazione di tutte le novità di casa Volkswagen: ecco come è fatta, le novità tecniche e l’arrivo previsto in Italia.

Fuori è più cattiva, e torna il Tornadorot

Il lavoro del centro stile Volkswagen ha puntato a imprimere il DNA della sigla GTI in tutti dettagli della carrozzeria, seguendo il nuovo linguaggio del marchio. Il frontale è stato completamente ridisegnato per restituire una presenza su strada più minacciosa e piantata a terra, articolata su tre livelli orizzontali. Nella parte superiore spiccano i nuovi fari Matrix LED IQ.Light, di serie, collegati da un listello luminoso trasparente che ingloba il logo VW illuminato come visto sulla ID.3 Neo. Per scoprire tutte le novità della nuova ID.3 Neo, ad aprile è uscito un articolo dedicato a lei: qui sotto puoi leggere tutte le novità della ID.3. 
Proprio sopra questo elemento, i designer hanno incastonato l’immancabile linea rossa orizzontale, presente sulla cornice della calandra di tutte le GTI fin dalla prima Golf GTI del 1976. Qui troviamo anche l’inserto con il mitico logo Gran Turismo Iniezione, anche se qui di iniezione, ormai, non c’è più l’ombra. Scendendo verso la parte bassa del muso, la ID.3 GTI si distingue nettamente dalle altre versioni della gamma ID.3 Neo per delle prese d’aria laterali, integrate in applicazioni nero lucido, che ospitano elementi a LED verticali. La griglia centrale inferiore sfoggia la classica trama a nido d'ape, con due vistosi inserti verticali verniciati di rosso ispirati agli occhielli di traino delle vetture da competizione. Il frontale, infine, è completato da uno splitter aerodinamico inferiore più cattivo.
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La vista laterale è dominata dai nuovi cerchi in lega leggera da 20 pollici offerti di serie e battezzati "Wörthersee", un nome che ricorda il leggendario raduno austriaco dedicato agli appassionati del marchio. Il loro design specifico prevede otto razze doppie e un caratteristico semicerchio lucidato a specchio, in netto contrasto con le superfici interne verniciate di nero, ed è ispirato ai cerchi Pirelli dell’indimenticabile versione speciale della prima serie della Golf GTI del 1983. Minigonne e calotte degli specchietti nero lucido snelliscono la fiancata, mentre una nuova filosofia cromatica ripresa dalla ID.3 Neo distingue la GTI dalla precedente GTX. Il tetto, lo spoiler posteriore e il portellone non sono più neri, ma verniciati in tinta con la carrozzeria.
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Questa scelta allunga visivamente il padiglione, conferendo alla vettura un'estetica più matura e vicina alle classiche berline a motore termico. La tavolozza dei colori segna un altro grande e gradito ritorno per i puristi: oltre all'Argento Scale, al Nero Grenadill, al Bianco Glacier e al Grigio Moonstone, torna a listino il mitico Tornadorot, uno dei colori più iconici della storia GTI.

Dentro unisce tecnologia e richiami retrò

L'abitacolo della nuova ID.3 GTI compie un deciso passo in avanti in termini di qualità percepita ed ergonomia, adottando dalla sorella “normale” ID.3 Neo le nuove superfici morbide e i rinnovati materiali ricercati. L'impostazione cromatica ruota attorno al contrasto tra rosso e nero, inaugurato da una sottile striscia rossa che attraversa l'intera larghezza della plancia. Addio, quindi, alle superfici chiare proprie della “vecchia” ID.3, già parzialmente accantonate per la GTX, per un look decisamente più classico e in linea con la storia Volkswagen. Dietro al nuovo volante sportivo multifunzione, impreziosito dal classico marcatore rosso a ore 12 in cima al volante, si trova il Digital Cockpit ad alta risoluzione da 10,25 pollici, di dimensioni praticamente doppie rispetto al precedente display da 5,3 pollici. 
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Più completo, chiaro e leggibile, è capace di offrire grafiche personalizzate, inclusa un'affascinante modalità retrò ispirata alla strumentazione della Golf I. Questa è sostanzialmente invariata dalle versioni normali, senza riprendere tocchi sportivi o citazioni dalla prima Golf GTI. Per me, questo è un peccato: Volkswagen poteva osare un po’ di più. Rimanendo sui display, al centro della plancia troneggia il rinnovato display touch da 12,9 pollici, vero cuore pulsante del sistema di infotainment di nuova generazione. Questa piattaforma introduce una maggiore fluidità, un In-Car Shop dedicato e una disposizione dei comandi ottimizzata, per un sistema che appare più chiaro, più facile da usare e con meno lag e rallentamenti. 
Ad affiancare questo nuovo schermo c’è poi lo stesso layout della sorella “normale”, la ID.3 Neo, con una piccola plancetta con tasti fisici dall’ottimo feedback per gestire la climatizzazione e altri comandi rapidi. Anche la consolle centrale è stata ridisegnata, ospitando ampi braccioli centrali imbottiti, una base per la ricarica induttiva degli smartphone e un rotore multifunzione per la gestione rapida dei volumi e delle tracce audio.
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I sedili sportivi della GTI sono di serie, con poggiatesta integrati, logo GTI integrato e un inedito motivo dei tessuti, chiamato "Superclark". Si tratta di una reinterpretazione audace e moderna del classico tartan scozzese degli anni Settanta, dove al posto della trama fitta troviamo un macro-quadro che si estende su tutta la seduta. In alternativa, per chi cerca un tocco più tecnico, Volkswagen offre rivestimenti in microfibra ArtVelours Eco Soul, abbinabili su richiesta a regolazioni completamente elettriche, memorie e funzione massaggio.

Com’è la meccanica: 326 CV, trazione posteriore e Modalità GTI

Sotto la carrozzeria, la ID.3 GTI nasconde il vero cambio di paradigma per queste tre, magiche lettere. A spingere la compatta elettrica di Wolfsburg troviamo il motore elettrico posteriore APP550, un'unità sincrona a magneti permanenti capace di sprigionare 326 CV e 545 Nm di coppia, disponibili fin da 0 giri. Questa configurazione a trazione posteriore promette di regalare ala alla GTI una dinamica di guida del tutto inedita e intrinsecamente più orientata al sovrasterzo rispetto alle storiche versioni a trazione anteriore.
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Per gestire questa esuberanza, l'assetto si avvale di uno schema sospensivo raffinato, con sospensioni MacPherson all'anteriore e di un sofisticato Multilink a cinque bracci al posteriore. Di serie, poi, la ID.3 GTI può contare sullo sterzo con servoassistenza progressiva, a cui si aggiungono gli ammortizzatori DCC a controllo elettronico, regolabili su 15 posizioni ma dotati di base di una taratura specifica. Si possono regolare liberamente con la modalità di guida Individual, mentre ci sono altre modalità di guida, dalle più classiche Eco, Comfort e Sport fino alla modalità GTI, dedicata alla più potente delle ID.3. In questa modailtà, sterzo, erogazione, sospensioni e Vehicle Dynamics Manager si settano sulla massima aggressività. 
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Un’altra novità è la presenza del Launch Control, che permette di coprire lo scatto da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi, mentre la velocità massima è limitata elettronicamente a 200 km/h. Per replicare l'esperienza di guida delle vetture termiche, gli ingegneri hanno calibrato la curva del pedale destro per renderla estremamente lineare e non artificialmente vigorosa, regalando alla ID.3 GTI un'accelerazione naturale e progressiva.

Autonomia fino a 601 km e arrivo sul mercato nel 2027

A dispetto delle prestazioni da pura sportiva, la Volkswagen ID.3 GTI rimane un'auto pensata per macinare chilometri nel massimo comfort. Ad alimentare il motore elettrico provvede un generoso pacco batterie con chimica NMC da 79 kWh netti, capace di garantire un'autonomia stimata nel ciclo WLTP fino a 601 km. L'architettura elettrica supporta ricariche in corrente continua fino a 183 kW, che si traducono nella possibilità di passare dal 10% all'80% di carica in soli 29 minuti presso le colonnine DC ultra-fast.
Dal punto di vista della sicurezza attiva, la vettura introduce il Connected Travel Assist di nuova generazione. Questo sistema sfrutta i dati online per reagire in modo ancora più fluido e predittivo, integrando una funzione inedita che riconosce i semafori rossi arrestando automaticamente il veicolo, un'operazione supportata dal nuovo software per il One Pedal Driving. C’è, quindi, la guida autonoma di Livello 2, così come la possibilità di guidare rallentando solamente alzando il piede dall’acceleratore, scegliendo la modalità più aggressiva della rigenerazione di energia in rilascio. 
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Questa Volkswagen ID.3 GTI ha tutte le carte in regola per essere un’elettrica capace di emozionare, con un comportamento dinamico che promette di essere da veri appassionati. Di certo, la scelta di un nome così importante per la storia della Casa tedesca farà discutere parecchio. Al netto dell’assenza del suono di un classico 4 cilindri, solo la strada potrà dire se si tratta di un’operazione riuscita o di una sportiva che, come la precedente GTX, ha fatto fatica a fare l’ultimo passo. L’appuntamento per capire la natura di questa GTI è previsto per il primo trimestre del 2027, quando la ID.3 GTI vedrà finalmente la luce. 
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