La futura normativa europea Euro 7 segna una svolta nella
regolamentazione ambientale, introducendo per la prima volta limiti stringenti
sul particolato generato dall'usura degli impianti frenanti. La tipica polvere
nera che si accumula sui cerchi in lega non rappresenta più soltanto un
problema estetico, ma una vera e propria fonte di inquinamento che colpisce in
egual misura sia i veicoli termici sia quelli 100% elettrici. Per eliminare il
fenomeno alla radice, la multinazionale tedesca Schaeffler ha sviluppato
un'innovativa architettura che racchiude il sistema di frenata all'interno di
un bagno d'olio.
Freni sigillati in bagno d'olio: l'architettura tecnica
Il principio ingegneristico si basa sull'isolamento completo
dei dischi freno all'interno di un carter ermetico riempito di fluido
lubrificante. Questa struttura offre diversi vantaggi operativi:
- Trattenimento
delle polveri: l'usura derivante dalla frizione rimane confinata
all'interno del fluido idraulico, azzerando la dispersione di residui
nell'ambiente.
- Protezione
dagli agenti esterni: la sigillatura impedisce a umidità e sporcizia
di intaccare i componenti, prevenendo la corrosione dei dischi e
mantenendo costante il coefficiente di attrito.
- Circuito
di raffreddamento dedicato: per superare i problemi di dissipazione
del calore tipici dei sistemi chiusi, l'impianto si avvale di pompe
idrauliche e scambiatori di calore integrati.
Dalla pista alle auto di serie: la sfida dell'Euro 7
Per testare la resistenza del dispositivo sotto forti
sollecitazioni termiche e meccaniche, Schaeffler ha installato il sistema
sull'asse posteriore di un'Audi R8 LMS GT2 impiegata nel campionato DTM nella
categoria Super Touring Car. La sperimentazione ha consentito di raccogliere
dati in condizioni reali di gara in vista dello sviluppo di un futuro assale
elettrico integrato, destinato a racchiudere freni, attuatori e lubrificazione
in un unico modulo.
Il percorso verso l'industrializzazione su larga scala dovrà
tuttavia superare la sfida della complessità costruttiva e dei costi di
produzione. L'adeguamento ai parametri della normativa Euro 7 vede infatti
l'industria automobilistica dividersi su più fronti: da una parte soluzioni
come i dischi a rivestimento speciale sviluppati da Brembo e Porsche,
dall'altra il rinnovato interesse di gruppi come Stellantis verso l'evoluzione
del freno a tamburo tradizionale.