Al via la riorganizzazione del “Brand Group Core”:
centralizzate Produzione e Sviluppo per Volkswagen, Škoda, SEAT/CUPRA e Veicoli
Commerciali. Ridotti di un terzo i membri dei board dei singoli marchi per
tagliare i costi e accelerare i processi. Gestire un colosso automobilistico multi-marca in un mercato
sempre più competitivo richiede non solo prodotti validi, ma una macchina
decisionale rapida ed efficiente. È con questo obiettivo che il
Gruppo
Volkswagen ha ufficializzato un profondo cambiamento nella governance del
suo
Brand Group Core (BGC), l'unità che raggruppa i marchi di volume:
Volkswagen, Škoda, SEAT/CUPRA e
Volkswagen Veicoli Commerciali.
A partire da gennaio 2026, il Gruppo abbandona la
tradizionale autonomia completa dei singoli brand per abbracciare un nuovo
modello di "steering cross-brand" (gestione trasversale). La
mossa, annunciata oggi, mira a eliminare le duplicazioni, snellire le gerarchie
e generare economie di scala immediate, con un risparmio stimato di un miliardo
di euro solo nella produzione entro il 2030.
Nasce il "Super-Consiglio" del Brand Group Core
Il cuore della riforma è l'istituzione del Brand Group
Core Board of Management. Questo nuovo organo direttivo avrà il potere di
prendere decisioni operative che riguarderanno trasversalmente tutti i marchi
di volume. L’obiettivo dichiarato è la semplificazione: meno burocrazia interna
e percorsi decisionali più brevi per reagire velocemente alle sfide del
mercato.
La conseguenza diretta di questa centralizzazione è una
drastica riduzione delle poltrone nei consigli di amministrazione dei singoli
marchi. Entro l'estate 2026, il numero totale dei membri dei CdA di
Volkswagen,
Škoda, SEAT/CUPRA e Veicoli Commerciali sarà
ridotto di circa un terzo.
Cosa cambia: le funzioni centralizzate e quelle autonome
Il nuovo assetto ridisegna i confini di responsabilità. I
singoli marchi manterranno la propria identità commerciale e la gestione delle
risorse umane, ma perderanno il controllo esclusivo su le leve industriali più
costose.
In futuro, i Consigli di Amministrazione dei singoli brand
saranno composti da sole quattro figure chiave:
- CEO
(Amministratore Delegato)
- Membro
del Consiglio per le Finanze
- Membro
del Consiglio per le Risorse Umane
- Membro
del Consiglio per le Vendite
Le funzioni "pesanti" in termini di capitale —
ovvero Produzione, Sviluppo Tecnico e Procurement
(Acquisti) — passeranno gradualmente sotto la gestione diretta e unificata del
Brand Group Core. In pratica: non si svilupperanno più tecnologie o processi
produttivi isolati per ogni marchio, ma soluzioni uniche condivise a monte,
riducendo drasticamente le spese di sviluppo.
Thomas Schäfer: "Più velocità ed efficienza manageriale"
A spiegare la ratio dell'operazione è
Thomas Schäfer,
CEO del marchio
Volkswagen e Responsabile del Brand Group Core:
«Il nuovo
Consiglio di Amministrazione del Brand Group porta maggiore velocità e
orientamento per un risultato ottimale cross-brand. Ecco perché l'attenzione è
posta sull'efficienza manageriale. La nuova governance riduce costi e
strutture. Questa riorganizzazione rappresenta un passo significativo per la
futura sostenibilità del Brand Group Core».
Il nodo della Produzione: regioni produttive al posto dei marchi
L'impatto più tangibile si vedrà negli stabilimenti. Le
oltre 20 sedi produttive del BGC nel mondo non risponderanno più esclusivamente
alle logiche del singolo marchio che ospitano, ma saranno organizzate in cinque
macro-regioni produttive. La gestione regionale avrà la responsabilità di
pianificare e dirigere la logistica e la produzione in modo trasversale. Un
modello già testato con successo nella penisola iberica, dove gli stabilimenti
spagnoli sono stati uniti in un cluster cross-brand per ottimizzare le risorse.
Questa strategia rientra nel più ampio "Performance
Program" di
Volkswagen AG: centralizzando la governance della produzione,
il Gruppo conta di sbloccare un potenziale di risparmio cumulativo di
1
miliardo di euro nei prossimi quattro anni, aumentando la competitività dei
propri listini in un momento storico in cui la guerra dei prezzi è tornata
centrale nell'industria automotive.