Usato, novembre col "fiatone" (-1,7%) ma il Diesel non molla: sorpassa il benzina e torna Re del mercato

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22 gennaio 2026, 12.45
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Dopo cinque mesi di rally si ferma la corsa dell’usato in Italia. Quasi una compravendita su due riguarda vetture con oltre 10 anni di anzianità. Volano le ibride, ma la vera sorpresa è il gasolio.
Il mercato dell’auto usata in Italia tira il freno a mano, anche se solo leggermente. Dopo un filotto positivo durato cinque mesi, novembre 2025 segna la prima battuta d'arresto semestrale: i passaggi di proprietà sono stati 463.897, registrando un calo dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Un dato che, tuttavia, non deve allarmare: in attesa del consolidamento definitivo, i numeri suggeriscono una sostanziale stabilità tecnica più che una crisi strutturale. Guardando al quadro più ampio, infatti, il 2025 resta un anno positivo: nei primi 11 mesi i trasferimenti complessivi hanno superato quota 5,1 milioni, mantenendo una crescita del 2,9% sul 2024.
Ma la vera notizia non è nei volumi, bensì sotto il cofano.

Il "Controsorpasso" del Diesel

In un’epoca dominata dalla transizione elettrica sul nuovo, il mercato dell’usato continua a raccontare un’Italia a due velocità. A novembre, il Diesel ha riconquistato la leadership persa a settembre, tornando ad essere l'alimentazione preferita dagli italiani con il 39,5% delle preferenze. Sebbene in calo rispetto all'anno scorso, il gasolio riesce a battere il motore a benzina, che scivola in seconda posizione al 38,8%.
È la conferma che per chi cerca l'auto di seconda mano, l'affidabilità e i costi di gestione del diesel restano un driver d'acquisto fondamentale, difficile da scalfire.

Avanzano le Ibride, nicchia per le elettriche

Se il duello termico domina la scena, le "nuove" alimentazioni guadagnano terreno con costanza. Le auto ibride confermano il loro ottimo momento toccando l'11,4% di quota a novembre (era il 10,2% nella media annuale), segno che l'usato ibrido inizia ad essere abbondante e appetibile. Ancora marginali, seppur in crescita, le auto alla spina: le elettriche pure (BEV) e le Plug-in coprono insieme meno del 3% del mercato (rispettivamente 1,3% e 1,5%).

Un parco auto sempre più anziano

Il dato che fa riflettere sulla capacità di spesa delle famiglie italiane riguarda l'età delle vetture scambiate. Quasi la metà delle transazioni di novembre (48,5%) ha riguardato auto con oltre 10 anni di vita. Si cerca il risparmio e l'affidabilità "vecchia scuola", a discapito delle tecnologie più recenti. Tuttavia, si nota un interessante picco nelle auto "freschissime" (da 0 a 1 anno di vita), che salgono al 7,0%, probabilmente spinte dallo sblocco di stock di Km0 o demo.

Scambi tra privati: ci si fida meno dei concessionari?

Analizzando i canali di vendita, novembre conferma la tendenza al "fai da te". Gli scambi tra privati (o aziende) dominano il mercato, coprendo il 56,9% dei passaggi di proprietà totali. Calano invece le vendite da operatore (concessionario) a cliente finale, che scendono al 37,9%. Un segnale che potrebbe indicare una carenza di prodotto "giusto" sui piazzali dei rivenditori o una ricerca di prezzi più bassi evitando l'intermediazione.

La mappa delle vendite

Nessuna sorpresa dalla geografia: la Lombardia si conferma locomotiva del mercato usato con il 16,3% dei passaggi, seguita dal Lazio (9,9%) e dalla Campania (8,9%), che scalza la Sicilia dal podio.
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