Dopo cinque mesi di rally si ferma la corsa dell’usato in
Italia. Quasi una compravendita su due riguarda vetture con oltre 10 anni di
anzianità. Volano le ibride, ma la vera sorpresa è il gasolio.
Il mercato dell’auto usata in Italia tira il freno a mano,
anche se solo leggermente. Dopo un filotto positivo durato cinque mesi,
novembre 2025 segna la prima battuta d'arresto semestrale: i passaggi di
proprietà sono stati 463.897, registrando un calo dell’1,7%
rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.
Un dato che, tuttavia, non deve allarmare: in attesa del
consolidamento definitivo, i numeri suggeriscono una sostanziale stabilità
tecnica più che una crisi strutturale. Guardando al quadro più ampio, infatti,
il 2025 resta un anno positivo: nei primi 11 mesi i trasferimenti complessivi
hanno superato quota 5,1 milioni, mantenendo una crescita del 2,9% sul
2024.
Ma la vera notizia non è nei volumi, bensì sotto il cofano.
Il "Controsorpasso" del Diesel
In un’epoca dominata dalla transizione elettrica sul nuovo,
il mercato dell’usato continua a raccontare un’Italia a due velocità. A
novembre, il Diesel ha riconquistato la leadership persa a settembre,
tornando ad essere l'alimentazione preferita dagli italiani con il 39,5%
delle preferenze. Sebbene in calo rispetto all'anno scorso, il gasolio riesce a
battere il motore a benzina, che scivola in seconda posizione al 38,8%.
È la conferma che per chi cerca l'auto di seconda mano,
l'affidabilità e i costi di gestione del diesel restano un driver d'acquisto
fondamentale, difficile da scalfire.
Avanzano le Ibride, nicchia per le elettriche
Se il duello termico domina la scena, le "nuove"
alimentazioni guadagnano terreno con costanza. Le auto ibride confermano
il loro ottimo momento toccando l'11,4% di quota a novembre (era il
10,2% nella media annuale), segno che l'usato ibrido inizia ad essere
abbondante e appetibile. Ancora marginali, seppur in crescita, le auto alla
spina: le elettriche pure (BEV) e le Plug-in coprono insieme meno del 3% del mercato
(rispettivamente 1,3% e 1,5%).
Un parco auto sempre più anziano
Il dato che fa riflettere sulla capacità di spesa delle
famiglie italiane riguarda l'età delle vetture scambiate. Quasi la metà delle
transazioni di novembre (48,5%) ha riguardato auto con oltre 10 anni
di vita. Si cerca il risparmio e l'affidabilità "vecchia scuola",
a discapito delle tecnologie più recenti. Tuttavia, si nota un interessante
picco nelle auto "freschissime" (da 0 a 1 anno di vita), che salgono
al 7,0%, probabilmente spinte dallo sblocco di stock di Km0 o demo.
Scambi tra privati: ci si fida meno dei concessionari?
Analizzando i canali di vendita, novembre conferma la
tendenza al "fai da te". Gli scambi tra privati (o aziende) dominano
il mercato, coprendo il 56,9% dei passaggi di proprietà totali. Calano
invece le vendite da operatore (concessionario) a cliente finale, che scendono
al 37,9%. Un segnale che potrebbe indicare una carenza di prodotto
"giusto" sui piazzali dei rivenditori o una ricerca di prezzi più
bassi evitando l'intermediazione.
La mappa delle vendite
Nessuna sorpresa dalla geografia: la Lombardia si
conferma locomotiva del mercato usato con il 16,3% dei passaggi, seguita dal
Lazio (9,9%) e dalla Campania (8,9%), che scalza la Sicilia dal podio.