Un'auto su dodici è una truffa: il mercato dell'usato italiano ha un grosso problema

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di Simone Bocca
20 aprile 2026, 11.18
contachilometri ferrari f40 moreno
Per anni, il Diesel è stato sinonimo di sospetto nel mercato dell'usato. Se l'auto avesse avuto un motore a gasolio e tanti chilometri, la prima domanda sarebbe stata inevitabile: saranno reali? Il mercato cambia, e con esso cambiano anche le pratiche dei truffatori. I dati più recenti indicano una tendenza preoccupante: le ibride stanno diventando il nuovo obiettivo preferito per la manipolazione del contachilometri in Europa.
La logica è contorta ma ha una spiegazione semplice. La Toyota Prius, ad esempio, registra il 14,3% di veicoli controllati con il contachilometri manomesso, quasi una su sette. L'ibrida trasmette un'immagine di auto curata, di proprietario coscienzioso, di consumi bassi. Questa percezione di affidabilità la rende un'esca perfetta: il compratore abbassa la guardia proprio quando dovrebbe tenerla alta.

Una truffa che costa cara agli italiani

Secondo uno studio di carVertical, l'Italia perde ogni anno oltre 467,5 milioni di euro a causa della manipolazione dei contachilometri. Gli acquirenti pagano in media il 25% in più per auto il cui chilometraggio è stato falsificato. Tradotto in cifre concrete: un'auto venduta a 10.000 euro potrebbe valerne realmente solo 7.500. Sulle auto di lusso il sovrapprezzo può arrivare a decine di migliaia di euro. In media, i chilometri scalati superano i 78.000 per ogni veicolo manomesso.
Il problema non riguarda solo i singoli acquirenti. Nel contesto europeo, il continente perde complessivamente circa 5,3 miliardi di euro all'anno a causa delle frodi sul contachilometri.

I modelli più colpiti: la classifica italiana 2025

Nell'immagine si vede un grafico da carVertical che mostra le auto con con il contachilometri più manomesso in Italia
I dati in grafico raccontano una storia precisa. Nel 2025 il modello più frequentemente manomesso in Italia è la Renault Mégane, con il 5,7% degli esemplari controllati che presentava un chilometraggio alterato e una riduzione media di 40.026 km. Seguono la BMW Serie 3 con il 5,1% e una riduzione media di 85.677 km, e la Peugeot 3008 al 4,7% con 75.407 km sottratti in media.
I casi più estremi riguardano la Mercedes-Benz Classe E, con una media di 116.907 km sottratti, seguita dalla BMW Serie 5 con 96.585 km e dal FIAT Ducato con 96.568 km. In pratica, un'auto che risulta con 100.000 chilometri potrebbe averne percorsi quasi il doppio.
Vale la pena notare che non sono solo le auto premium a finire nel mirino. Tra marzo 2024 e marzo 2025, in Italia il 3,6% delle auto nella fascia tra i 5.000 e i 10.000 euro presentava chilometraggio manipolato, segno che i truffatori operano su tutti i segmenti di mercato, adattando il profitto atteso al valore del veicolo.

La posizione dell'Italia in Europa

Non tutto è negativo. Secondo l'indice di trasparenza del mercato europeo di carVertical, l'Italia occupa la seconda posizione in Europa, con solo il 2,9% delle auto che presentano un contachilometri arretrato. I Paesi nelle ultime posizioni raggiungono percentuali fino all'11%.
Sul piano legale, però, c'è ancora molto da fare. La normativa italiana equipara la manomissione del contachilometri alla truffa, ma dimostrare la falsificazione è spesso difficile, e chi scopre il problema oltre i termini di legge rischia di non avere più tutele. Un caso emblematico arrivato in tribunale nel 2026 ha visto un acquirente scoprire 160.000 chilometri in più rispetto a quelli dichiarati, ma la causa è stata respinta per decadenza dei termini.

Come proteggersi

La combinazione più efficace rimane la stessa da anni: richiedere un report della storia del veicolo prima di qualsiasi acquisto, controllare il libretto delle revisioni, verificare la coerenza tra l'usura degli interni e il chilometraggio dichiarato, e affidarsi a un'officina di fiducia per un'ispezione preventiva. Un volante consumato, pedali usurati o una tappezzeria deteriorata su un'auto con chilometri dichiarati bassi sono segnali d'allarme che non vanno ignorati.
L'auto d'occasione rimane una scelta intelligente per molti acquirenti. Ma in un mercato dove le ibride crescono a ritmo accelerato e diventano obiettivo prioritario delle frodi, vale la pena ricordare che l'etichetta ECO non garantisce che il contachilometri sia onesto.
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