L’annuale report stilato dagli esperti di
TomTom non
manca mai di regalare sorprese e, questa volta, l’Italia può guardare alla
classifica con un certo ottimismo. Essere relegati nelle retrovie, infatti, è
tutt’altro che una cattiva notizia: significa muoversi in un Paese dove il
traffico è, tutto sommato, meno congestionato rispetto a molte altre realtà del
mondo.
Il motivo è semplice. Il report mette in fila Paesi e città
in base ai livelli di congestione stradale, ovvero a quanto il traffico
rallenta gli spostamenti quotidiani. E scoprire che l’Italia non è tra i
“peggiori della classe” è un dato che sorprende positivamente.
Il mondo è sempre più trafficato
Partiamo dal quadro generale. Secondo i dati raccolti da
TomTom, il traffico globale è in aumento: il livello medio di congestione è
passato dal 20% al 25%. Un fenomeno che va ben oltre la semplice
frustrazione degli automobilisti e che ha conseguenze concrete, come l’aumento
delle emissioni, maggiori consumi di carburante, una riduzione
della produttività dovuta al tempo perso e un crescente sfruttamento
delle infrastrutture urbane.
Per congestione si intende, molto semplicemente, la
situazione in cui il numero di veicoli su una strada supera la capacità
dell’infrastruttura, causando rallentamenti e code. In altre parole, quando il
traffico smette di scorrere.
Roma tra le città che migliorano
Nel 2025 sono state analizzate quasi 500 città in
tutto il mondo. Solo 34 hanno registrato una riduzione dei tempi di
percorrenza per chilometro nel centro urbano rispetto all’anno precedente,
mentre il livello di congestione è migliorato in 125 città.
Qui entra in gioco il concetto di flusso libero,
ovvero il tempo minimo teorico necessario per percorrere un tratto di strada in
assenza di traffico. È un dato importante, anche se fortemente influenzato da
fattori come modifiche infrastrutturali o variazioni dei limiti di velocità.
In questa lista virtuosa compare anche Roma, insieme
a città come New Orleans, Parigi, Mumbai e Riyadh. Tuttavia, il dato va letto
con attenzione: delle 125 città che hanno migliorato la congestione, solo 24
hanno realmente ridotto il tempo medio di percorrenza per chilometro e appena 11
hanno migliorato i tempi a flusso libero. In quest’ultimo gruppo, purtroppo,
non compare nessuna città italiana.
Le città più lente del pianeta
Un paradosso sempre più frequente emerge chiaramente dal
report: molte città hanno abbassato i limiti di velocità, introdotto piste
ciclabili e potenziato il trasporto pubblico. Il risultato è che i tempi di
percorrenza reali spesso restano invariati, mentre aumentano quelli a flusso
libero. In pratica, non ci si muove più velocemente, ma si riduce il divario
tra traffico ideale e traffico reale.
I numeri parlano chiaro. In cima alla classifica delle città
più lente c’è Barranquilla, in Colombia, dove servono 3 minuti e 40
secondi per percorrere un chilometro. In Europa, per il terzo anno
consecutivo, la città più lenta è Londra, con 3 minuti e 38
secondi per chilometro.
Italia meglio di quanto si pensi
A livello globale, la città più congestionata resta Città
del Messico, sebbene in miglioramento (-3,6%), seguita da Bangalore e da
una sorprendente Dublino, che guida anche la classifica europea. Fa
riflettere la presenza di quattro città polacche tra le prime 20 al
mondo.
Guardando invece ai Paesi nel loro complesso, la situazione
cambia: l’Italia si colloca al 40° posto mondiale e al 17° in Europa,
un risultato decisamente migliore rispetto alla percezione comune. Peggio
fanno, tra gli altri, Colombia, Malta, Grecia e Irlanda.
Palermo ha più code, Milano perde più tempo
E veniamo alle città italiane. Quella con il traffico più
congestionato si conferma Palermo, che però si piazza comunque al 33°
posto in Europa. Seguono Milano, Catania, Roma, Firenze, Napoli e Trieste,
con Bari, Verona, Bologna e Messina appena fuori dalla top 100.
C’è però un altro dato che merita attenzione: il tempo
perso ogni anno nel traffico. Qui il primato negativo non spetta a Palermo,
ma a Milano, dove si perdono 136 ore all’anno, contro le 98
ore del capoluogo siciliano. Un numero che fa riflettere e che racconta
meglio di qualsiasi classifica il peso reale del traffico sulla vita
quotidiana.