Il capoluogo piemontese fa i conti con un 2025 da record
per le sanzioni. L’assessore tira dritto: "Nessun accanimento, paga chi
non rispetta le regole".
L'Italia si conferma uno dei Paesi più severi in materia di
Codice della Strada, e l'asticella dell'intransigenza sembra essersi alzata
ulteriormente. Se n'è accorto chi guida a Torino, dove il braccio di ferro tra
automobilisti e amministrazione comunale ha raggiunto numeri da capogiro.
Il pomo della discordia? Le corsie riservate a bus e taxi.
Nel 2025, infatti, la Polizia Locale ha staccato la cifra monstre di oltre
100.000 verbali solo per sanzionare chi ha invaso le corsie gialle senza
autorizzazione.
Le vie del "record": dove scattano i verbali
I dati appena emersi disegnano una mappa precisa delle zone
più calde della città. Non si tratta di sfortuna, ma di controlli mirati e
capillari. Il record assoluto di infrazioni spetta a Corso Orbassano e Strada
del Portone, due delle arterie più trafficate della città. Chi tenta di
"tagliare" il traffico passando sulla preferenziale in queste zone ha
quasi la certezza matematica di essere sanzionato. Subito dietro nella
classifica delle strade più controllate troviamo Corso Rosselli e Largo
Orbassano.
Ricorsi? Strada in salita
A Torino, la reazione degli automobilisti non si è fatta
attendere: le lamentele per l'eccessivo numero di multe sono tante e si parla
di una pioggia di ricorsi presentati nell'ultimo anno. Tuttavia, la speranza di
vedersi annullare la multa è vana. La Polizia Locale, forte delle prove
documentali, non ha accolto quasi nessuno dei ricorsi presentati. Una
posizione difesa a spada tratta dall'assessore alla Polizia Locale, che
respinge le accuse di voler "fare cassa": il messaggio è chiaro, a
pagare sono soltanto coloro che infrangono le regole.
Per gli automobilisti torinesi il 2026 inizia con una
certezza: tentare la "furbata" per risparmiare qualche minuto in coda
rischia di costare molto caro.