Il Comune di Napoli ha istituito una nuova tariffa fissa di 95,03
euro destinata ai proprietari di autoveicoli, motoveicoli o rimorchi
rinvenuti in stato di abbandono sul suolo pubblico. La misura, approvata dalla
giunta comunale su proposta dell'assessore alla Legalità Antonio De Iesu,
introduce una specifica voce di spesa per il "Rilascio dell'attestazione
di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione".
L'obiettivo del provvedimento è coprire i costi
amministrativi e operativi sostenuti dall'ente locale per le attività di
ispezione, rimozione e cancellazione dei relitti dai pubblici registri.
La base normativa e l'impatto sul bilancio comunale
Il provvedimento si inserisce nel quadro giuridico delineato
dalla Legge n. 14 del 26 gennaio 2026, che ha riformato le procedure di
cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) dei veicoli fuori
uso, con particolare riferimento a quelli sottoposti a fermo amministrativo. La
normativa nazionale ha conferito agli enti locali la facoltà di determinare
tariffe specifiche per la gestione di queste pratiche. Successivamente, la
circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 1° aprile 2026
ha fornito le linee guida operative per l'accertamento dello stato di incuria.
Con la delibera di giunta n. 261 del 4 giugno 2026,
l'amministrazione partenopea ha formalizzato l'introduzione del servizio a
domanda individuale.
Le stime finanziarie del Comune: Secondo le
proiezioni tecniche di Palazzo San Giacomo, l'introduzione del contributo
permetterà di gestire circa 420 pratiche all'anno, generando entrate extra per
il bilancio comunale quantificabili in circa 40.000 euro annui.
La procedura: dall'accertamento alla demolizione coatta
Il percorso che porta all'irrogazione della sanzione e alla
successiva distruzione del mezzo segue un iter amministrativo standardizzato:
- Il
rinvenimento: Gli agenti della Polizia Locale individuano il mezzo
stradale abbandonato o non reclamato.
- La
notifica: Una volta redatta l'attestazione di inutilizzabilità, il
Comune provvede a darne comunicazione formale al legittimo proprietario
tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) entro 7 giorni
dall'accertamento.
- I
termini di opposizione: Il cittadino dispone di un periodo di 60
giorni dalla ricezione della PEC per presentare un eventuale ricorso
contro il provvedimento.
- La
rottamazione d'ufficio: Qualora non venga presentata alcuna
opposizione nei termini stabiliti, l'amministrazione comunale è
autorizzata a procedere alla rimozione coatta, alla demolizione del mezzo
e alla definitiva cancellazione dal PRA. L'intera procedura può essere
eseguita d'ufficio superando anche l'eventuale presenza di un fermo
amministrativo iscritto sul veicolo.
Esistono tuttavia delle deroghe temporali. In presenza di
accertati rischi per l'incolumità e la sicurezza pubblica, di gravi pericoli
per la circolazione stradale o di minacce di contaminazione ambientale, gli
organi di polizia dispongono la rimozione immediata del veicolo all'atto
stesso del rinvenimento.
I criteri tecnici per definire un veicolo "fuori uso"
Per far scattare la procedura e la relativa tariffa di 95,03
euro, il veicolo deve presentare precise caratteristiche di degrado strutturale
o ambientale stabilite dal Ministero. I principali indicatori considerati dagli
accertatori sono:
- Mancanza
di elementi meccanici ed essenziali alla movimentazione, quali il motore o
le ruote.
- Presenza
di danni strutturali evidenti che impediscono in modo assoluto la
circolazione in sicurezza.
- Manifesto
stato di abbandono prolungato nel tempo.
- Rischi
ambientali concreti, come la perdita di oli esausti, carburanti, liquidi
refrigeranti o altre sostanze potenzialmente inquinanti.