Scatta una nuova tassa da 95 euro per i proprietari di auto abbandonate: ecco il primo comune che l’ha approvata

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02 luglio 2026, 12.02
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Il Comune di Napoli ha istituito una nuova tariffa fissa di 95,03 euro destinata ai proprietari di autoveicoli, motoveicoli o rimorchi rinvenuti in stato di abbandono sul suolo pubblico. La misura, approvata dalla giunta comunale su proposta dell'assessore alla Legalità Antonio De Iesu, introduce una specifica voce di spesa per il "Rilascio dell'attestazione di inutilizzabilità dei veicoli fuori uso ai fini della rottamazione".
L'obiettivo del provvedimento è coprire i costi amministrativi e operativi sostenuti dall'ente locale per le attività di ispezione, rimozione e cancellazione dei relitti dai pubblici registri.

La base normativa e l'impatto sul bilancio comunale

Il provvedimento si inserisce nel quadro giuridico delineato dalla Legge n. 14 del 26 gennaio 2026, che ha riformato le procedure di cancellazione dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) dei veicoli fuori uso, con particolare riferimento a quelli sottoposti a fermo amministrativo. La normativa nazionale ha conferito agli enti locali la facoltà di determinare tariffe specifiche per la gestione di queste pratiche. Successivamente, la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 1° aprile 2026 ha fornito le linee guida operative per l'accertamento dello stato di incuria.
Con la delibera di giunta n. 261 del 4 giugno 2026, l'amministrazione partenopea ha formalizzato l'introduzione del servizio a domanda individuale.
Le stime finanziarie del Comune: Secondo le proiezioni tecniche di Palazzo San Giacomo, l'introduzione del contributo permetterà di gestire circa 420 pratiche all'anno, generando entrate extra per il bilancio comunale quantificabili in circa 40.000 euro annui.

La procedura: dall'accertamento alla demolizione coatta

Il percorso che porta all'irrogazione della sanzione e alla successiva distruzione del mezzo segue un iter amministrativo standardizzato:
  • Il rinvenimento: Gli agenti della Polizia Locale individuano il mezzo stradale abbandonato o non reclamato.
  • La notifica: Una volta redatta l'attestazione di inutilizzabilità, il Comune provvede a darne comunicazione formale al legittimo proprietario tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) entro 7 giorni dall'accertamento.
  • I termini di opposizione: Il cittadino dispone di un periodo di 60 giorni dalla ricezione della PEC per presentare un eventuale ricorso contro il provvedimento.
  • La rottamazione d'ufficio: Qualora non venga presentata alcuna opposizione nei termini stabiliti, l'amministrazione comunale è autorizzata a procedere alla rimozione coatta, alla demolizione del mezzo e alla definitiva cancellazione dal PRA. L'intera procedura può essere eseguita d'ufficio superando anche l'eventuale presenza di un fermo amministrativo iscritto sul veicolo.
Esistono tuttavia delle deroghe temporali. In presenza di accertati rischi per l'incolumità e la sicurezza pubblica, di gravi pericoli per la circolazione stradale o di minacce di contaminazione ambientale, gli organi di polizia dispongono la rimozione immediata del veicolo all'atto stesso del rinvenimento.

I criteri tecnici per definire un veicolo "fuori uso"

Per far scattare la procedura e la relativa tariffa di 95,03 euro, il veicolo deve presentare precise caratteristiche di degrado strutturale o ambientale stabilite dal Ministero. I principali indicatori considerati dagli accertatori sono:
  • Mancanza di elementi meccanici ed essenziali alla movimentazione, quali il motore o le ruote.
  • Presenza di danni strutturali evidenti che impediscono in modo assoluto la circolazione in sicurezza.
  • Manifesto stato di abbandono prolungato nel tempo.
  • Rischi ambientali concreti, come la perdita di oli esausti, carburanti, liquidi refrigeranti o altre sostanze potenzialmente inquinanti.
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