Tra motori
accesi sotto il Pantheon, golf car ovunque e controlli insufficienti, Roma vive
una nuova emergenza urbana. E mentre le elettriche sembrano più sostenibili dei
grandi van turistici, emerge un altro problema: chiunque, di fatto, sembra
poter accompagnare turisti nel cuore della Capitale.
A Roma basta una giornata di sole, qualche grado
in più e il primo vero assaggio d’estate per capire che la stagione turistica è
ufficialmente ripartita. Non servono statistiche o report. Basta passeggiare
tra Pantheon, Piazza Navona, Via dei Coronari, San Pietro o Piazza della
Minerva per ritrovarsi immersi in un flusso continuo di van turistici
parcheggiati ovunque, spesso con il motore acceso e l’aria condizionata al
massimo.
Un assedio che, almeno sulla carta, sarebbe anche vietato. Il Codice della Strada,
infatti, proibisce di lasciare il motore acceso durante la sosta per mantenere
in funzione il climatizzatore. Eppure, nel centro storico romano, sembra quasi
la normalità. Decine di motori al minimo contemporaneamente, ventole di
raffreddamento che girano senza sosta, odore di scarico e rumore costante sotto
alcune delle piazze più belle del mondo.
Il problema però non riguarda soltanto traffico e inquinamento. Riguarda la
qualità della vita dei residenti, il decoro urbano e perfino la percezione
stessa della città eterna.
Il centro storico trasformato in un terminal turistico
Ci sono
momenti della giornata in cui alcune zone del centro storico sembrano diventare
veri terminal a cielo aperto. Decine di Van da sette, otto o nove posti
occupano carreggiate, slarghi e vicoli medievali nati secoli prima
dell’automobile. Uno degli “hub” più frequentato è quello che va da piazza
della Minerva al Pantheon.
Modelli come il Mercedes Classe V, Ford Tourneo
Custom o Renault Trafic superano abbondantemente i cinque metri
di lunghezza e sfiorano i due metri di larghezza. Mezzi efficienti per il
trasporto turistico, certo, ma spesso incompatibili con la fragilità
urbanistica del cuore di Roma.
Ed è proprio qui che entrano in scena le golf car elettriche.
Golf car: meno invasive, più silenziose, ma…
Piacciano o
meno, le golf car hanno alcuni vantaggi oggettivi. Sono elettriche, non
emettono gas di scarico durante l’utilizzo, occupano molto meno spazio e sono
decisamente più agili nei vicoli stretti del centro.
Una golf car da sei-otto posti misura mediamente tra i 3,5 e i 4 metri di
lunghezza con una larghezza di circa 1,2-1,4 metri. Tradotto: meno impatto
visivo, meno ingombro e maggiore facilità di movimento in aree delicate come i
vicoli e le piazza più antiche della Capitale.
Anche i costi sono completamente diversi.
Un van moderno da trasporto turistico costa tra i 45 mila e i 70 mila euro
e, nel traffico romano, consuma facilmente tra i 7 e i 10 litri di diesel ogni
100 km. Se poi resta fermo con il climatizzatore acceso, consumi ed emissioni
continuano a crescere.
Una golf car elettrica omologata per uso turistico costa invece tra i 12
mila e i 25 mila euro. Una ricarica completa spesso costa meno di 10 euro e la
manutenzione è molto più semplice: meno componenti meccaniche, niente cambio e
minore usura generale.
Il vero tema? Regole e controlli
Il punto però
non è soltanto tecnico o ambientale.
Osservando i numerosi annunci di lavoro presenti online emerge infatti un
dettaglio che fa riflettere: molte aziende che operano con golf car turistiche
richiedono semplicemente patente B, conoscenza delle lingue straniere e buone
capacità relazionali.
Non ci siamo imbattutti in nessuna struttura che richieda anche il
patentino da guida turistica — ottenibile tramite esame pubblico — né
particolari abilitazioni professionali per il trasporto persone. Situazione
riscontrata anche per chi affitta bici con guida, Vespa o Fita 500 storiche…
Attenzione: guidare una golf car, scortare sciami di turisti sul velocipide
o a bordo di ciclomotori non significa automaticamente svolgere abusivamente il
lavoro di guida turistica. Ma è evidente che il confine, agli occhi del turista
straniero, rischi di diventare molto sottile.
E qui si apre un tema enorme legato ai controlli.
Perché accanto a operatori seri e organizzati esistono anche realtà
improvvisate, mezzi modificati o situazioni poco chiare dal punto di vista
delle omologazioni e delle autorizzazioni.
Golf car più sostenibili, ma meno sicure
Esiste poi un
altro aspetto che non può essere ignorato: la sicurezza.
Le golf car sono inevitabilmente meno protettive rispetto a un van moderno.
Hanno strutture leggere, protezioni limitate e livelli di sicurezza passiva
inferiori rispetto ai grandi mezzi dotati di airbag, scocche rinforzate e
sistemi ADAS.
Va però detto che il loro utilizzo avviene quasi sempre in contesti urbani
congestionati e a velocità molto basse, dove pedoni, sampietrini e strade
strette obbligano comunque tutti i mezzi a procedere lentamente.
Forse è arrivato il momento di un numero chiuso
Il vero
problema è che Roma non può continuare a sopportare una crescita senza limiti
del trasporto turistico privato nel cuore della città.
Van, golf car e navette sono ormai esplosi numericamente. E spesso i
residenti si ritrovano intrappolati in vere e proprie tenaglie di mezzi
turistici che paralizzano strade già fragili per conformazione urbanistica.
Per questo l’idea di un numero chiuso non appare più così assurda.
Un sistema di licenze contingentate, differenziato magari per tipologia di
mezzo e aree operative, potrebbe aiutare a riportare equilibrio tra turismo,
mobilità e vivibilità urbana.
Perché il rischio è che Roma smetta lentamente di sembrare una capitale
europea e inizi ad assomigliare sempre più a un gigantesco luna park turistico
dove i cittadini diventano semplici comparse.
E forse, sotto il Pantheon, il rumore continuo delle ventole diesel accese
dovrebbe iniziare a far riflettere tutti.
Van vs Golf Car: il confronto
Cosa serve per
guidarle
Van:
- Patente B
- Autorizzazioni NCC o trasporto turistico
- Assicurazione professionale
- Revisione periodica professionale
Golf Car:
- Dipende dall’omologazione
- In molti casi patente B o AM
- Omologazione stradale se utilizzate su strada pubblica
- Controlli spesso meno rigorosi
- Negli annunci online vengono richieste soprattutto lingue straniere e
capacità relazionali
Prezzo
d’acquisto
Van:
Golf Car:
Prezzo
noleggio
Van:
- 120 – 250 euro al giorno
- Molto di più con autista NCC
Golf Car:
Assicurazione
Van:
Golf Car:
Consumi
Van:
- 7/10 litri diesel ogni 100 km
- Consumi elevati anche in sosta con aria condizionata
- Emissioni e rumore importanti
Golf Car:
- Ricarica spesso sotto i 10 euro
- Nessuna emissione allo scarico
- Rumorosità molto ridotta
Ingombri
Van:
- Oltre 5 metri di lunghezza
- Circa 2 metri di larghezza
Golf Car:
- 3,5-4 metri di lunghezza
- Circa 1,2-1,4 metri di larghezza
Sicurezza
Van:
- Elevata
- Airbag, scocca rinforzata e ADAS
Golf Car:
- Inferiore
- Strutture leggere e protezioni limitate
Impatto sul
centro storico
Van:
- Più ingombranti
- Più rumorosi
- Più inquinanti
Golf Car:
- Più compatte
- Più silenziose
- Più compatibili con aree pedonali e turistiche
Ma il punto resta sempre lo stesso: senza regole,
controlli e soprattutto limiti numerici, anche il mezzo più piccolo e
silenzioso rischia di trasformare Roma in un enorme luna park turistico dove a
pagare il prezzo più alto finiscono, ancora una volta, i cittadini.