Roma a 30 all'ora: rivoluzione dal 15 gennaio. Sima avverte: "Meno smog, ma rischio stress per chi guida"

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13 gennaio 2026, 10.09
12 fascia verde roma
Dal prossimo 15 gennaio cambia la viabilità nel centro storico della Capitale. L'analisi della Società Italiana di Medicina Ambientale: benefici certi per l'aria e l'inquinamento acustico, ma attenzione all'impatto psicologico sui conducenti.
È iniziato il conto alla rovescia per una delle trasformazioni più significative della mobilità capitolina. A partire dal 15 gennaio, il cuore di Roma rallenterà drasticamente: entra in vigore il nuovo limite di velocità di 30 km/h all'interno del centro storico. Una misura che allinea la Città Eterna alle grandi metropoli europee, ma che accende il dibattito su benefici ambientali e ripercussioni sulla vita quotidiana dei cittadini.
Sulla questione è intervenuta la Sima (Società Italiana di Medicina Ambientale), tracciando un bilancio scientifico che mette sul piatto della bilancia due aspetti contrapposti: da un lato il netto miglioramento della qualità dell'aria e della sicurezza, dall'altro l'inedito fattore di rischio legato alla salute mentale e allo stress degli automobilisti.

Il taglio alle emissioni: i dati scientifici

Secondo gli esperti, la riduzione della velocità non è solo una questione di multe, ma di salute pubblica. Alessandro Miani, presidente della Sima, cita le evidenze emerse da una recente ricerca dell'Agenzia Europea dell'Ambiente: abbassare la velocità media si traduce direttamente in un taglio delle emissioni inquinanti e in un risparmio di carburante.
I numeri dell'impatto del traffico sulle nostre città sono chiari:
  • Il traffico veicolare incide mediamente per il 23% sull'inquinamento atmosferico urbano totale.
  • Contribuisce per il 50% alle emissioni di ossidi di azoto.
  • Pesa per il 13% sulle emissioni di particolato (PM).
"Si riducono non solo le quantità di CO2 rilasciate dalle autovetture, ma anche quelle di altri inquinanti quali ossidi di azoto e particolato dei veicoli diesel", spiega Miani.
A questo si aggiunge un beneficio spesso sottovalutato: la riduzione dell'inquinamento acustico, una "piaga invisibile" che affligge i residenti dei centri storici e che, a velocità ridotte, subisce un drastico ridimensionamento.

Il rovescio della medaglia: l'impatto psicologico

Tuttavia, l'equazione non è così semplice. Se l'ambiente ringrazia, la psiche del guidatore potrebbe risentirne. L'analisi della Sima introduce un elemento di novità nel dibattito sulla Città 30: il fattore umano.
Imporre limiti stringenti in un tessuto urbano già complesso come quello romano rischia di generare frustrazione. Miani avverte che limiti percepiti come "inadeguati, eccessivi o sbilanciati" possono avere ricadute negative in termini di stress e salute mentale.
"È necessario trovare un equilibrio tra interessi ed esigenze diverse", sottolinea il presidente Sima. Il rischio maggiore riguarda soprattutto chi vive l'auto come strumento di lavoro: tassisti, corrieri, pendolari e tutti quei soggetti che trascorrono molte ore al giorno alla guida. Per loro, un rallentamento forzato senza una fluidificazione del traffico potrebbe tradursi in un aumento dei livelli di ansia e stress correlato alla guida.

La sfida dell'equilibrio

La posizione degli esperti è dunque quella del compromesso ragionato. Ben vengano le misure per la sicurezza stradale e la riduzione della CO2, ma la transizione verso una mobilità sostenibile non deve trascurare il benessere psicofisico dei cittadini.
La sfida per l'amministrazione capitolina, dal 15 gennaio in poi, non sarà solo quella di far rispettare i nuovi cartelli stradali, ma di bilanciare mobilità, sicurezza e ambiente in un ecosistema fragile, evitando che la cura per l'aria diventi una malattia per i nervi degli automobilisti.
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