Dal 15 gennaio debutta il nuovo strumento per risolvere
le liti senza tribunale. Assoutenti denuncia: "Legami pericolosi con le
compagnie e struttura insufficiente per 113mila reclami". La posizione dei
periti Aiped.
È una delle novità più attese nel panorama della tutela dei
consumatori, ma il suo debutto rischia di essere accompagnato da più ombre che
luci. Dal 15 gennaio diventa operativo l'Arbitro Assicurativo (AAS),
il nuovo organismo deputato alla risoluzione stragiudiziale delle controversie
tra assicurati e compagnie. L'obiettivo dichiarato è nobile: decongestionare i
tribunali e offrire ai cittadini una via rapida, economica e accessibile per
far valere i propri diritti.
Tuttavia, ancor prima del fischio d'inizio, le associazioni
di categoria sollevano dubbi pesanti sulla reale efficacia e, soprattutto,
sull'imparzialità del nuovo istituto. A guidare il fronte critico è Assoutenti,
che pur accogliendo con favore lo strumento, mette in luce criticità
strutturali che potrebbero minarne la credibilità fin dal primo giorno.
Il nodo dell'indipendenza: l'ombra delle compagnie
Il punto più delicato sollevato da Assoutenti riguarda
l'autonomia dell'Arbitro. L'organismo, infatti, non nasce come ente totalmente
autonomo, ma è incardinato presso l'IVASS (Istituto per la Vigilanza
sulle Assicurazioni).
"Nella sua storia l'IVASS ha spesso assunto posizioni
sovrapponibili a quelle dei soggetti vigilati", attaccano
dall'associazione dei consumatori.
Il timore è che l'Arbitro possa non essere "terzo"
quanto basta. Assoutenti punta il dito contro la composizione del collegio:
"Alcuni arbitri risultano collegati a studi professionali che hanno, o
hanno avuto, rapporti con compagnie di assicurazione", si legge nella
nota. La domanda che ne scaturisce è inquietante: potranno questi
professionisti garantire decisioni libere da condizionamenti nelle cause
delicate su risarcimenti danni e polizze vita?
La credibilità dell'AAS, secondo il presidente di Assoutenti
Gabriele Melluso, si giocherà tutta su questo punto: "Auspichiamo
che i tre arbitri di nomina Ivass dimostrino, nei fatti, una indipendenza forte
e inequivocabile".
L'incubo dell'ingorgo: un solo collegio per tutta Italia
Oltre alla questione etica, c'è quella pratica.
L'organizzazione prevede, almeno inizialmente, un collegio unico con sede a
Roma. Una scelta che, numeri alla mano, appare azzardata. Nel solo 2024, il
comparto assicurativo ha generato oltre 113mila reclami.
Come potrà un unico ufficio gestire una tale mole di
potenziali ricorsi in tempi ragionevoli? Assoutenti definisce la scelta miope,
suggerendo che sarebbe stato necessario prevedere fin da subito una struttura
su base regionale per garantire prossimità ai cittadini e conoscenza delle
prassi territoriali. Il rischio concreto è che l'Arbitro, nato per velocizzare,
finisca per creare un nuovo collo di bottiglia burocratico.
I periti Aiped: "Servono competenza tecnica e regole ferree"
Sul tema interviene anche l'Aiped (Associazione Italiana
Periti Estimatori Danni), che guarda alla novità con interesse ma anche con
cautela tecnica. Il presidente Luigi Mercurio sottolinea come la partita
si vincerà sulla qualità delle regole e sulla competenza.
Aiped, che ha partecipato alla consultazione pubblica
dell'IVASS, pone l'accento sulla necessità di trasparenza nella
selezione dei componenti e sull'uso della tecnologia, come le videoconferenze,
per snellire le procedure senza sacrificare il rigore dell'istruttoria.
"Riteniamo essenziale che il nuovo Arbitro si fondi su
istruttorie solide e un’adeguata valorizzazione delle competenze
tecniche", afferma Mercurio. Per i periti, infatti, la valutazione del
danno non può essere approssimativa: solo un approccio tecnico rigoroso potrà
generare decisioni equilibrate e costruire quella fiducia che oggi sembra
vacillare ancor prima di iniziare.
Cosa succede ora?
L'Arbitro Assicurativo è un "esperimento
importante", una valvola di sfogo necessaria per il sistema giudiziario
italiano. Ma le premesse, tra dubbi di indipendenza e timori di paralisi
operativa, impongono un monitoraggio stretto. Assoutenti promette battaglia:
"Vigileremo con attenzione, pronti a segnalare ogni distorsione". Dal
15 gennaio, la parola passa ai fatti.