Addio a Sandro Munari: è morto il "Drago" che rese leggenda la Lancia nei rally

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28 febbraio 2026, 11.39
sandro munari davanti lancia stratos
Il mondo del motorsport internazionale è in lutto. Oggi, 28 febbraio 2026, si è spento dopo una lunga malattia Sandro Munari, universalmente riconosciuto come il più grande pilota di rally degli anni Settanta e icona indiscussa dell'automobilismo tricolore. Aveva 85 anni.
La sua carriera, indissolubilmente legata ai successi del marchio Lancia, ha segnato un'epoca irripetibile, portando l'Italia ai vertici delle competizioni stradali di tutto il mondo.

Dalle campagne venete all'esordio nei rally

Nato a Cavarzere, in provincia di Venezia, nel marzo del 1940 da una famiglia di agricoltori, Munari (che verrà in seguito soprannominato il "Drago" per il suo stile di guida e il suo temperamento) si avvicina al motorsport in età matura. Inizia a gareggiare sui kart nel 1963, ma è l'anno successivo che entra nel mondo dei rally, inizialmente nel ruolo di navigatore per Arnaldo Cavallari.
A bordo di un'Alfa Romeo Giulia TI Super Quadrifoglio della scuderia milanese Jolly Club, la coppia ottiene subito risultati di prestigio, vincendo il Rally di San Martino di Castrozza e il Rally del Portogallo, e conquistando il Campionato italiano rally del 1964. Tuttavia, l'ambizione di Munari è quella di stringere il volante. Convinto Cavallari e il patron del Jolly Club, Mario Angiolini, il "Drago" passa al sedile di guida, iniziando il suo storico sodalizio con la Squadra Corse HF della Lancia.

L'epoca d'oro con Lancia e il trionfo a Monte Carlo

La prima fase della sua carriera da pilota è legata a doppio filo alla celebre Lancia Fulvia, guidata prima nelle versioni Coupé e Zagato, e poi nella definitiva evoluzione HF. Dopo aver vinto il Campionato italiano rally nel 1969, è il 1972 l'anno della definitiva consacrazione internazionale.
Affiancato dallo storico navigatore milanese Mario Mannucci, Munari compie un'impresa clamorosa: vince il prestigioso Rally di Monte Carlo a bordo della Fulvia HF, sconfiggendo una concorrenza dotata di vetture nettamente più potenti. È la prima volta che un pilota italiano trionfa nel Principato, un successo che apre la strada a un dominio assoluto.
Negli anni successivi, la Fulvia cede il passo a un'auto progettata specificamente per dominare la specialità: la Lancia Stratos. Con questo capolavoro di ingegneria, Munari scrive la storia del Campionato del mondo rally (WRC), accumulando un palmarès eccezionale che comprende:
Sette vittorie assolute nel WRC.
• La conquista della Coppa FIA Piloti Rally nel 1977 (l'equivalente dell'odierno titolo mondiale piloti, istituito ufficialmente solo nel 1979).
• Trionfi memorabili al Rally Firestone in Spagna e al Tour de France Automobile nel 1973.

Le incursioni in pista e gli ultimi anni di carriera

Sebbene il suo nome sia sinonimo di rally, il talento di Munari non si limitava allo sterrato o alla neve. Il pilota veneto ha dimostrato una straordinaria versatilità cogliendo risultati di assoluto rilievo anche nelle gare di velocità su pista e su strada:
Targa Florio (1972): Vittoria assoluta in coppia con Arturo Merzario a bordo di una Ferrari 312 PB.
12 Ore di Sebring (1966): Secondo posto di classe con la Lancia Fulvia Zagato.
Circuito del Mugello (1973): Secondo posto di classe con la piccola Fulvia.
Chiuso il trionfale capitolo con la Lancia, gli ultimi anni della sua carriera lo vedono alfiere della Fiat a bordo della 131 Abarth, con la quale conquista un terzo posto al Tour de Corse nel 1978 e un sesto posto al durissimo Rally della Costa d'Avorio nel 1980. Le sue ultime apparizioni nel mondiale WRC avverranno tra le insidie del Safari Rally, chiudendo così un'epopea sportiva che rimarrà per sempre negli annali dell'automobilismo.
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