Scatta la rivoluzione dei controlli su strada: dopo i
test in Europa, la tecnologia che scansiona l'interno dell'abitacolo entra nel
vivo. Ecco come il "vigile robot" distingue un telefono da un panino
e cosa rischiano gli automobilisti italiani.
Dimenticate i vecchi autovelox che si limitavano a
fotografare la targa o a rilevare la velocità. La nuova frontiera della
sicurezza stradale (e dell'incubo per gli automobilisti indisciplinati) ha un
occhio molto più indiscreto, potenziato dall'Intelligenza Artificiale.
Stanno entrando in funzione proprio in questi giorni, a
partire da una massiccia campagna nello stato dell'Arkansas (USA), le nuove
telecamere capaci di guardare letteralmente dentro la vostra auto. Una
tecnologia che, dopo aver dato prova di efficacia nel Regno Unito e in Grecia,
è già approdata in via sperimentale anche in alcune città italiane e si prepara
a cambiare per sempre il modo in cui vengono rilevate le infrazioni.
Come funziona il "Vigile Robot"
A svelare i dettagli tecnici è un report di Carscoops,
che analizza i dispositivi prodotti dall'azienda australiana Acusensus.
Il funzionamento è tanto semplice quanto spietato.
Il sistema scansiona in alta definizione ogni veicolo che
passa, indipendentemente dalla velocità. L'Intelligenza Artificiale analizza le
immagini in tempo reale concentrandosi su un dettaglio specifico: le mani
del guidatore. Se l'algoritmo rileva un oggetto sospetto (tipicamente uno
smartphone) o nota l'assenza della cintura di sicurezza, fa scattare un alert
immediato.
A differenza dei sistemi tradizionali che inviano la multa a
casa dopo settimane, in Arkansas il sistema è collegato direttamente alle
pattuglie: la telecamera invia la segnalazione alle forze dell'ordine appostate
poco più avanti, permettendo loro di fermare l'auto e contestare il reato in
flagranza pochi minuti dopo.
I numeri shock: 1.000 multe in 4 giorni
L'efficacia di questi sistemi è impressionante. Durante un
programma pilota condotto recentemente ad Atene, le telecamere Acusensus
hanno registrato quasi 1.000 violazioni in soli 4 giorni. Un dato che
conferma quanto l'uso del cellulare alla guida sia una piaga endemica,
responsabile della maggior parte degli incidenti stradali insieme all'eccesso
di velocità e all'alcol.
Anche in Italia la situazione è allarmante: studi recenti
indicano che un giovane su due utilizza lo smartphone mentre è al
volante, una distrazione fatale che le autorità intendono combattere con
tolleranza zero.
Privacy e verifica umana: chi controlla il controllore?
La domanda che sorge spontanea riguarda la privacy: può un
computer decidere di multarci? La risposta è no, o almeno non del tutto. Come
spiegato da un funzionario del Dipartimento dei Trasporti dell'Arkansas, l'IA
fa solo il "lavoro sporco" di scrematura.
"Acusensus utilizza l'intelligenza artificiale per
identificare immagini che potrebbero contenere reati", spiega il
funzionario. "Tuttavia, ogni foto viene verificata da un agente di
polizia qualificato prima che venga presa la decisione di fermare il
trasgressore o emettere sanzione". In sostanza, l'occhio umano ha
l'ultima parola per evitare che un guidatore venga fermato per essersi grattato
l'orecchio o aver tenuto in mano un oggetto lecito.
E le foto degli automobilisti onesti? Il protocollo prevede
la cancellazione immediata: "Le immagini vengono conservate solo
per l'udienza o la prova dell'infrazione. Tutte le altre vengono eliminate dal
sistema lo stesso giorno", assicurano le autorità.
La situazione in Italia
Mentre negli USA e in UK il sistema è ormai una realtà
consolidata, in Italia siamo nella fase di transizione. Le telecamere
intelligenti sono già state installate in via sperimentale in alcuni comuni
pilota. Se i risultati confermeranno il trend di riduzione degli incidenti e
l'affidabilità nel rilevamento (senza troppi falsi positivi), è molto probabile
che vedremo questi "occhi bionici" spuntare sulle strade di tutto lo
stivale nel corso dell'anno.
Chi guida con il telefono all'orecchio o chatta al volante è
avvisato: nascondere il cellulare sotto il volante potrebbe non bastare più.