L'assicurazione auto in Italia non è solo una tassa sulla
mobilità, ma sta diventando una vera e propria lente d'ingrandimento sulle
disuguaglianze economiche del Paese. I dati del 2025 parlano chiaro e
restituiscono una fotografia amara: il rincaro delle polizze base sta
erodendo il diritto alla sicurezza accessoria. Di fatto, in vaste aree del
Sud Italia, gli automobilisti si ritrovano a pagare premi altissimi per essere,
paradossalmente, molto meno protetti in caso di imprevisti.
A sollevare il velo su questa dinamica è l'ultimo report
dell'Osservatorio assicurativo di Segugio.it, che evidenzia un preoccupante
"effetto collaterale" del caro-polizza: quando la RC obbligatoria
prosciuga il budget, si taglia tutto il resto.
I numeri del salasso: cosa stiamo sacrificando?
In media, nel 2025 un automobilista italiano spende 558,42€
per assicurare il proprio veicolo. Di questi, ben 469,86€ servono solo per
mettersi in regola con la legge (la RC base). Cosa resta per le garanzie
opzionali, quelle che salvano il portafoglio in caso di guasti, furti o
incidenti con colpa? Le briciole.
Solo l'15,9% del premio complessivo (circa 88€) viene
destinato alle coperture aggiuntive. E guardando a cosa scelgono gli italiani
per mettersi al riparo, emerge un approccio di "sopravvivenza":
- Assistenza
stradale (46,6%): La più gettonata, scelta da quasi un automobilista
su due, percepita come il miglior compromesso tra basso costo e utilità
immediata.
- Infortuni
del conducente (30,3%) e Tutela legale (25,8%): Seguono a distanza,
segno che la protezione della persona inizia a cedere il passo.
- Eventi
naturali (6,1%): È il dato forse più allarmante. Nonostante l'Italia
sia sempre più colpita da eventi climatici estremi (grandinate devastanti,
alluvioni), quasi il 94% degli automobilisti viaggia senza alcuna
copertura contro questi disastri.
La spaccatura: il divario inaccettabile tra Nord e Sud
Il vero nervo scoperto dell'inchiesta emerge quando si
analizza la geografia di questi tagli. L'equazione è spietata: più costa la
RC base, meno ci si assicura contro i rischi collaterali. Questo meccanismo
condanna il Sud Italia a una sotto-assicurazione cronica.
Ecco come si divide il Paese:
- Lombardia
(L'isola felice): Con un premio RC medio di "soli" 405,49€,
gli automobilisti lombardi riescono a investire ben il 23,4% del
budget in garanzie opzionali. A Milano città, questa percentuale sale
addirittura al 26,4%.
- Campania
(La tempesta perfetta): Qui la RC base è una stangata da 737,62€.
Il risultato? L'incidenza delle coperture aggiuntive crolla a un misero 7,1%.
A Napoli, dove la polizza sfiora i 790€, si scende al 6,7%.
- Sicilia
e Puglia: Confermano la tendenza allarmante del Mezzogiorno,
fermandosi rispettivamente al 9,2% e al 10,2% di spesa per garanzie
accessorie.
Le conseguenze di un mercato a due velocità
Emanuele Anzaghi, Amministratore Delegato di Segugio.it, non
usa mezzi termini per descrivere lo scenario: "Quando il prezzo
dell’obbligatoria cresce, la protezione reale diminuisce. Il forte aumento
delle tariffe RC tra il 2023 e il 2025 ha ridotto la capacità degli italiani di
acquistare garanzie aggiuntive, lasciando molti esposti a rischi con potenziali
conseguenze economiche significative".
Si tratta di un circolo vizioso: chi vive in aree dove la
sinistrosità o i costi storici hanno pompato i prezzi della RC, non ha
letteralmente il margine economico per proteggere il proprio capitale (l'auto).
In un momento di difficoltà economica, il risparmio comparato diventa l'unica
arma di difesa: tagliare 50 o 100 euro dalla polizza base confrontando le
offerte è diventato lo spartiacque tra guidare scoperti e potersi permettere
una polizza dignitosa.