RC Auto, l'ingiustizia tra Nord e Sud: chi paga la polizza più cara viaggia con meno tutele

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24 febbraio 2026, 11.05
rc auto immagine che ritrae monete, una calcolatrice e un'auto rossa sopra a un foglio e una penna a simboleggiare i costi che bisogna sostenere per l'auto
L'assicurazione auto in Italia non è solo una tassa sulla mobilità, ma sta diventando una vera e propria lente d'ingrandimento sulle disuguaglianze economiche del Paese. I dati del 2025 parlano chiaro e restituiscono una fotografia amara: il rincaro delle polizze base sta erodendo il diritto alla sicurezza accessoria. Di fatto, in vaste aree del Sud Italia, gli automobilisti si ritrovano a pagare premi altissimi per essere, paradossalmente, molto meno protetti in caso di imprevisti.
A sollevare il velo su questa dinamica è l'ultimo report dell'Osservatorio assicurativo di Segugio.it, che evidenzia un preoccupante "effetto collaterale" del caro-polizza: quando la RC obbligatoria prosciuga il budget, si taglia tutto il resto.

I numeri del salasso: cosa stiamo sacrificando?

In media, nel 2025 un automobilista italiano spende 558,42€ per assicurare il proprio veicolo. Di questi, ben 469,86€ servono solo per mettersi in regola con la legge (la RC base). Cosa resta per le garanzie opzionali, quelle che salvano il portafoglio in caso di guasti, furti o incidenti con colpa? Le briciole.
Solo l'15,9% del premio complessivo (circa 88€) viene destinato alle coperture aggiuntive. E guardando a cosa scelgono gli italiani per mettersi al riparo, emerge un approccio di "sopravvivenza":
  • Assistenza stradale (46,6%): La più gettonata, scelta da quasi un automobilista su due, percepita come il miglior compromesso tra basso costo e utilità immediata.
  • Infortuni del conducente (30,3%) e Tutela legale (25,8%): Seguono a distanza, segno che la protezione della persona inizia a cedere il passo.
  • Eventi naturali (6,1%): È il dato forse più allarmante. Nonostante l'Italia sia sempre più colpita da eventi climatici estremi (grandinate devastanti, alluvioni), quasi il 94% degli automobilisti viaggia senza alcuna copertura contro questi disastri.

La spaccatura: il divario inaccettabile tra Nord e Sud

Il vero nervo scoperto dell'inchiesta emerge quando si analizza la geografia di questi tagli. L'equazione è spietata: più costa la RC base, meno ci si assicura contro i rischi collaterali. Questo meccanismo condanna il Sud Italia a una sotto-assicurazione cronica.
Ecco come si divide il Paese:
  • Lombardia (L'isola felice): Con un premio RC medio di "soli" 405,49€, gli automobilisti lombardi riescono a investire ben il 23,4% del budget in garanzie opzionali. A Milano città, questa percentuale sale addirittura al 26,4%.
  • Campania (La tempesta perfetta): Qui la RC base è una stangata da 737,62€. Il risultato? L'incidenza delle coperture aggiuntive crolla a un misero 7,1%. A Napoli, dove la polizza sfiora i 790€, si scende al 6,7%.
  • Sicilia e Puglia: Confermano la tendenza allarmante del Mezzogiorno, fermandosi rispettivamente al 9,2% e al 10,2% di spesa per garanzie accessorie.

Le conseguenze di un mercato a due velocità

Emanuele Anzaghi, Amministratore Delegato di Segugio.it, non usa mezzi termini per descrivere lo scenario: "Quando il prezzo dell’obbligatoria cresce, la protezione reale diminuisce. Il forte aumento delle tariffe RC tra il 2023 e il 2025 ha ridotto la capacità degli italiani di acquistare garanzie aggiuntive, lasciando molti esposti a rischi con potenziali conseguenze economiche significative".
Si tratta di un circolo vizioso: chi vive in aree dove la sinistrosità o i costi storici hanno pompato i prezzi della RC, non ha letteralmente il margine economico per proteggere il proprio capitale (l'auto). In un momento di difficoltà economica, il risparmio comparato diventa l'unica arma di difesa: tagliare 50 o 100 euro dalla polizza base confrontando le offerte è diventato lo spartiacque tra guidare scoperti e potersi permettere una polizza dignitosa.
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