Quanto ti faresti pagare per non guidare più? La cifra da capogiro pretesa dagli italiani per rinunciare alla patente

Notizie
24 marzo 2026, 12.18
bosch active driving assist hands off warning final step
Sull'isola di Malta è già realtà un bonus statale da 25.000 euro per chi dice addio al volante per cinque anni. Un'indagine rivela però che nel nostro Paese la mobilità privata ha un prezzo molto più alto, e c'è persino chi rifiuterebbe qualsiasi assegno.
Rinunciare alla propria automobile e consegnare la patente di guida per cinque anni in cambio di un sostanzioso bonifico da parte dello Stato. Se per molti potrebbe sembrare un'utopia o una provocazione, sull'isola di Malta è una politica pubblica entrata ufficialmente in vigore all'inizio di questo 2026: un incentivo di 25.000 euro, erogato nel corso del quinquennio, destinato ai residenti under 31 che scelgono di abbandonare definitivamente la guida. Ma cosa accadrebbe se una misura del genere sbarcasse in Italia? A quantificare il "prezzo" dell'indipendenza su quattro ruote ci ha pensato una recente indagine di AutoScout24, portale leader per la compravendita di veicoli, facendo emergere un quadro ben diverso da quello maltese.

La reale quotazione dell'indipendenza

I dati dell'analisi (condotta su un campione trasversale di automobilisti) parlano chiaro: quasi il 90% degli italiani si dice aperto a trattare con le istituzioni, ma le cifre messe sul tavolo a La Valletta sono considerate del tutto inadeguate al costo della vita e ai disagi logistici del nostro Paese.
Per appendere la patente al chiodo per un lustro, un conducente italiano richiederebbe mediamente una compensazione compresa tra i 65.000 e i 75.000 euro, ovvero quasi il triplo dell'offerta maltese. Le pretese si alzano ulteriormente per la fascia anagrafica compresa tra i 34 e i 55 anni, che fissa l'asticella tra i 75.000 e gli 85.000 euro. Ma non finisce qui: la resistenza a un simile cambio di abitudini porta quasi tre intervistati su dieci (29%) a ritenere opportuna una cifra monstre, dai 100.000 euro in su, per accettare una vita vincolata ai mezzi pubblici.

Lo scetticismo sui trasporti

Oltre alle distanze economiche, a frenare l'entusiasmo per un potenziale "bonus patente" italiano è una profonda sfiducia strutturale. Il 57% del campione nutre seri dubbi sulla reale applicabilità di una simile riforma sul territorio nazionale, perplessità che tocca il picco del 64% tra gli over 55.
Le ragioni di questo scetticismo sono strettamente legate alla carenza infrastrutturale: per il 58% degli intervistati l'auto rimane uno strumento assolutamente indispensabile per far fronte agli spostamenti quotidiani. Un bisogno strettamente connesso alla percezione di un sistema di trasporti pubblici spesso insufficiente (evidenziato dal 49%). La consapevolezza logistica dei cittadini è netta: secondo il 37% degli automobilisti, una misura di questo tipo potrebbe funzionare esclusivamente nelle grandi metropoli ben servite dai mezzi, risultando del tutto irrealistica nelle province e nelle aree interne.

Gli "irriducibili": la patente non ha prezzo

A completare il quadro c'è una quota minoritaria ma estremamente decisa che chiude le porte a qualsiasi negoziazione. Il 12% dei partecipanti all'indagine dichiara apertamente che non rinuncerebbe alla licenza di guida per nessuna cifra al mondo. Per questo nucleo di irriducibili, le motivazioni trascendono l'aspetto puramente finanziario: a dominare è il desiderio insopprimibile di indipendenza personale (29%), affiancato dalle ineludibili necessità di cura familiare, come la gestione dei figli o l'assistenza ad anziani (21%), ostacoli che senza un mezzo privato diventerebbero insormontabili.
loading

Loading