Il paradosso dei distributori: crolla il petrolio, ma il gasolio sfonda quota 2 euro al litro

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24 marzo 2026, 11.44
benzina nel diesel cosa fare scaled
Solo le Marche resistono sotto la soglia psicologica. La denuncia del Codacons sui dati Mimit: lo sconto governativo sulle accise è stato quasi interamente assorbito dai rincari alla pompa.
Un mercato in apparente controtendenza, dove le dinamiche internazionali sembrano viaggiare su un binario separato rispetto ai listini esposti ai distributori. Mentre le quotazioni globali del petrolio registrano una netta flessione del 10%, in Italia il prezzo del carburante torna a impennarsi. Il dato più eclatante riguarda il gasolio, che in modalità self-service ha superato la barriera dei 2 euro al litro in quasi tutto il territorio nazionale, portando la media a 2,019 euro (+3,5 centesimi in sole ventiquattro ore).

La mappa dei rincari: Sicilia in testa, l'eccezione delle Marche

A tracciare il quadro della situazione è il Codacons, basandosi sulle rilevazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). La mappa dei prezzi penalizza in modo particolare il Sud e le Isole: la Sicilia guida la classifica del caro-diesel con una media di 2,035 euro al litro, seguita a stretto giro da Calabria e Molise (2,034 euro) e dalla Valle d’Aosta (2,031 euro). Da segnalare anche il balzo della Lombardia, che scala la classifica posizionandosi tra le regioni più costose a quota 2,030 euro al litro. L'unica area del Paese a mantenere i prezzi medi al di sotto dei 2 euro è la regione Marche (1,994 euro).

I listini della benzina e la rete autostradale

La dinamica rialzista non risparmia la benzina verde, la cui media nazionale al self-service si attesta a 1,737 euro al litro, registrando un aumento di 1,5 centesimi. In questo segmento è la Basilicata a toccare il picco massimo (1,766 euro al litro), seguita da Calabria, Sicilia e Campania. Come consuetudine, i rincari si fanno ancora più marcati sulla rete autostradale, dove le medie schizzano a 2,080 euro al litro per il gasolio e 1,796 euro per la benzina.

Il nodo delle accise e la denuncia dei consumatori

L'aspetto più critico evidenziato dall'associazione dei consumatori è la forte incongruenza tra il calo del greggio sui mercati internazionali e i rincari sulla rete di distribuzione italiana. Il Codacons parla esplicitamente di "anomalie che caratterizzano il comparto", ponendo l'accento sull'inefficacia pratica delle misure di calmieramento. Numeri alla mano, il taglio delle accise da 25 centesimi (24,4 centesimi effettivi) disposto dal governo risulta di fatto quasi del tutto sterilizzato dai continui aumenti: i listini attuali del gasolio sono inferiori di appena 8,4 centesimi rispetto ai prezzi medi antecedenti l'intervento dell'esecutivo. Un assorbimento progressivo che sta di fatto vanificando il decreto governativo, pesando nuovamente sulle tasche degli automobilisti e sui costi della logistica.
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