Quante auto elettriche circolano veramente in Europa? Il dato è impietoso

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16 gennaio 2026, 11.49
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Il rapporto annuale dell’Acea (associazione costruttori europei) svela un divario profondo tra le ambizioni di Bruxelles e la realtà della strada: il parco auto invecchia e le vetture a batteria restano una nicchia irrisoria rispetto al dominio di benzina e Diesel.
Se si guarda ai regolamenti comunitari, l'Europa corre veloce verso un futuro a emissioni zero. Se si guarda l'asfalto, però, l'Europa rallenta, appesantita da veicoli sempre più vecchi e ancora legati ai combustibili fossili. È questa la fotografia, nitida e per certi versi impietosa, scattata dall'ultimo report dell’Acea (l’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili).
I numeri sembrano dare ragione all'industria, che da mesi accusa le istituzioni UE di focalizzarsi eccessivamente su obiettivi futuri trascurando la gestione dell'attuale parco circolante. La transizione energetica, nei fatti, si scontra con una realtà di inerzia strutturale massiccia.

Un parco auto sempre più vecchio e affollato

Il primo dato che emerge è l'aumento della massa critica di veicoli. Nel 2024, sulle strade dell'Unione Europea circolavano 255.999.373 autovetture, segnando un incremento dell’1,4% rispetto all'anno precedente. Ma non è solo il numero a crescere: è l'età.
L'anzianità media delle auto europee è salita a 12,7 anni (era 12,5 nel 2023). Il problema dell'invecchiamento del parco, spesso citato come un'anomalia italiana, è in realtà una patologia continentale. Sebbene il Lussemburgo vanti un parco "giovane" con una media di 8,2 anni, la maggior parte dei grandi mercati supera la soglia critica del decennio:
  • Francia: 11,5 anni
  • Germania: 10,6 anni
  • Italia: 13 anni
  • Spagna: 14,5 anni
Situazione ancora più critica nell'Est e nel Sud Europa, dove l'età media sfiora i vent'anni, come in Grecia (17,8) ed Estonia (17,5).

L'elettrico è ancora un "peso piuma"

Il dato più discordante rispetto alla narrazione politica riguarda la penetrazione reale delle motorizzazioni alternative. Nonostante gli incentivi e la spinta mediatica, le auto elettriche a batteria (BEV) rappresentano appena il 2,3% del totale delle vetture in circolazione. Un incremento minimo rispetto all'1,8% dell'anno precedente, che certifica l'elettrico come un "peso piuma" nel contesto della mobilità continentale. 
Fanno riflettere anche i dati sulle Ibride Plug-in (PHEV), la cui quota è scesa dal 2,1% all'1,4%, sebbene segnali di mercato del 2025 suggeriscano un possibile ritorno di interesse per questa tecnologia. 

Il dominio incontrastato di benzina e gasolio

La realtà dei numeri conferma che l'Europa viaggia ancora quasi esclusivamente a combustione interna. Benzina e diesel costituiscono, insieme, l'87,6% dell'intero parco circolante. Sebbene si registri una lieve flessione rispetto all'89,5% dell'anno precedente, la sostituzione del parco esistente procede a una velocità talmente ridotta da rendere gli obiettivi di decarbonizzazione a breve termine una sfida titanica.
Il rapporto Acea mette dunque nero su bianco un paradosso: mentre la politica accelera normative e scadenze, il "parco macchine" reale invecchia, rendendo la sostituzione ecologica un processo molto più lungo e complesso di quanto preventivato nelle aule di Bruxelles.
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