Qualche goccia di acqua nel Diesel farebbe inquinare meno: spunta una nuova ricerca

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di Simone Bocca
30 marzo 2026, 10.37
diesel rifornimento 01 mano che fa rifornimento
Sembra quasi un paradosso: aggiungere acqua al carburante per far funzionare meglio un motore e ridurre le emissioni inquinanti. Eppure, è esattamente quello che suggerisce un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Carbon Research, che ha analizzato i risultati di ricerche condotte in tutto il mondo su questa tecnologia, raccogliendo dati sorprendenti.

Chi c'è dietro la ricerca

Lo studio – intitolato "Advancements in diesel emission reduction strategies: a focus on water-in-diesel emulsion technology" e pubblicato nel 2025 – è firmato da un gruppo di ricercatori della Federal University of Technology di Owerri, in Nigeria. Non si tratta quindi di uno studio condotto in laboratorio su un singolo motore, ma di una revisione sistematica della letteratura scientifica globale esistente su questa tecnologia.

Come funziona: la microesplosione che cambia tutto

La tecnologia si chiama WiDE – Water-in-Diesel Emulsion – e il principio di base è relativamente semplice. Minuscole goccioline d'acqua vengono mescolate al gasolio usando degli agenti emulsionanti (chiamati tensioattivi o surfactanti), composti chimici che impediscono all'acqua e al diesel di separarsi. Il risultato è una miscela stabile che, secondo i ricercatori, può mantenersi omogenea fino a 60 giorni.
Quando questo carburante viene bruciato nel motore, le gocce d'acqua si trasformano rapidamente in vapore. Questo passaggio di stato genera quello che i ricercatori chiamano microesplosione: una piccola deflagrazione interna che rompe il carburante in particelle molto più fini del normale. Particelle più fini si mescolano meglio con l'ossigeno durante la combustione, e una combustione più completa significa meno scarti inquinanti.

I numeri: fino al 68% di emissioni in meno

I dati raccolti dallo studio sono i più interessanti. Rispetto al Diesel tradizionale, la tecnologia WiDE sarebbe in grado di ridurre gli ossidi di azoto (NOx) fino al 67% e le particelle sottili (PM) fino al 68%. Sono due delle categorie di inquinanti più problematiche associate ai motori Diesel, legate a malattie respiratorie, smog urbano e impatto climatico.
Ma non è tutto. Alcuni esperimenti hanno mostrato anche un miglioramento dell'efficienza termica del motore, ovvero della sua capacità di trasformare il carburante in energia utile. In pratica, alcuni motori riuscirebbero a fare lo stesso lavoro consumando meno carburante.

Le ombre: dal laboratorio alla strada, il passo non è breve

Come spesso accade in questi casi, i risultati vanno letti con la giusta cautela. La maggior parte dei test sono stati condotti in condizioni controllate, e restano ancora molte domande aperte su come la tecnologia si comporti nell'uso quotidiano reale. Fattori come le temperature esterne, il tipo di motore, lo stile di guida e l'usura nel tempo potrebbero influire significativamente sulle prestazioni.
Un altro punto da tenere d'occhio riguarda i possibili effetti a lungo termine sui componenti del motore, in particolare sugli iniettori, che potrebbero risentire della presenza d'acqua nel carburante. Gli stessi autori dello studio raccomandano ulteriori ricerche su questo fronte, così come sulla scelta dei tensioattivi più adatti per garantire stabilità e sicurezza della miscela.

Un tassello, non una soluzione definitiva

La tecnologia WiDE non si propone come la risposta finale al problema delle emissioni Diesel. I ricercatori la vedono piuttosto come uno strumento complementare, da usare insieme ad altri approcci già esistenti – come i filtri antiparticolato, il biodiesel e i sistemi di controllo delle emissioni – per ridurre l'impatto ambientale di una categoria di motori che, nel breve e medio periodo, continuerà a essere molto diffusa in tutto il mondo.
In un contesto in cui la transizione verso i veicoli elettrici procede a velocità diverse nei vari paesi e settori, trovare soluzioni che migliorino ciò che già esiste ha un valore pratico concreto. E l'acqua nel Diesel, per quanto possa sembrare strano, potrebbe rivelarsi uno di questi strumenti.
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