La
Peugeot 20Cup concept venne presentata al
Salone di Francoforte nell’ormai lontano 2005 e catturò subito l’attenzione per una chiara e unica caratteristica: era una concept car metà auto, metà moto.
Di
concept così se ne sono viste tante ma
Peugeot andò oltre portando con questa
show car, almeno guardandola frontalmente, lo stile di quella che sarebbe poi diventata la compatta di successo 207, prodotta a partire dal 2006 fino al 2015 quando venne definitivamente sostituita dalla 208.
Vista frontalmente, infatti, la
Peugeot 20Cup, così come la più estrema
907 Concept, ricorda chiaramente la compatta francese e soprattutto una due posti da competizione tanto il suo
DNA voleva essere marcatamente racing, con tanto di rollbar per la sicurezza dei due occupanti. Si nota poi lo splitter all’anteriore mentre due sfoghi d’aria in prossimità dei passaruota aiutavano a smaltire il flusso d’aria verso i lati della "vettura".
Vista invece dal lato B, la
Peugeot 20Cup sembrava una vera e propria moto da competizione, con quel
ruotone (377/71 R18) e relativo gruppo molla/ammortizzatore dotato di un bilanciere che assicurava la variazione dell’elasticità.
La
Peugeot 20Cup montava il
quattro cilindri da 170 CV figlio dell’alleanza tra gruppo PSA e BMW, motore in grado di fornire prestazioni all’altezza su una
concept car dal peso ridotto, solo
500 chilogrammi, e motore che finì dritto anche sulla MINI introdotta nel 2006. D’altronde l’adozione di un’unica ruota al posteriore, oltre a caratterizzarla esteticamente, i suoi frutti li diede anche sul fronte bilancia.
Il “triciclo” non passò mai quella sottile linea tra
concept car d’avanguardia e immissione sul mercato, forse considerata troppo ardita per l’epoca. È inutile infatti rimarcare che 13 anni nel mondo dell’automobile rappresentano un’era ma sarebbe stato interessante osservarla per le strade di tutti i giorni.