Ci hanno convinto che il futuro fosse fatto di monopattini,
auto in condivisione e lavoro comodamente dal divano. Eppure, la realtà delle
nostre strade racconta una storia completamente diversa. Una nuova indagine fa
a pezzi le illusioni sulla mobilità alternativa e rivela una verità quasi
imbarazzante: gli italiani sono letteralmente incollati al volante, e non per
capriccio. Ecco cosa sta succedendo davvero.
L'ossessione per il veicolo privato: abitudine o condanna?
Secondo una recente e massiccia survey condotta da Norstat
per conto di Autohero, il 90% degli italiani considera l'accesso
quotidiano e illimitato a un'auto privata un elemento assolutamente
irrinunciabile per la propria sopravvivenza in città. Dimenticate i noleggi a
lungo termine o le sfavillanti flotte aziendali: oltre il 95% degli
intervistati guida la propria vettura o quella di un familiare.
Ma perché questa totale dipendenza? La risposta smonta il
mito dell'italiano che ama guidare per puro piacere:
- Schiavi
del cartellino: Il 36% usa l'auto unicamente come mezzo di
sopravvivenza per raggiungere il posto di lavoro.
- Commissioni
infinite: Il 27% ne ha un disperato bisogno per fare la spesa, andare
in posta o gestire la routine.
- Viaggi
e vacanze? Un miraggio: Solo il 6% utilizza il veicolo prevalentemente
per svago o gite fuori porta.
Il 74% degli automobilisti si muove in un raggio
strettissimo (meno di 199 km a settimana), intrappolato in una ruota del
criceto fatta di tragitti brevi, ripetitivi e obbligati.
La grande bugia dello Smart Working
Pensavamo che il lavoro agile avrebbe svuotato magicamente
le città e ridotto a zero le emissioni, ma i numeri sono un vero e proprio
schiaffo in faccia alle previsioni.
- Il 57%
degli italiani non ha alcun accesso allo smart working o al lavoro ibrido.
- Tra
i fortunati che lavorano da remoto, l'impatto è quasi irrilevante: solo
il 19% dichiara di usare effettivamente meno l'auto.
Il resto d'Europa, tra l'altro, non se la passa meglio. In
Francia il 76% dei lavoratori è costretto in ufficio tutti i giorni,
confermando che il lavoro da remoto, per ora, non salverà le nostre strade dal
collasso.
Car Sharing? Gli italiani lo ignorano
Nonostante le app colorate e i veicoli condivisi che
riempiono i centri storici, la rivoluzione della mobilità condivisa è di fatto
un flop clamoroso nella vita di tutti i giorni. Il dato è netto: l'83% degli
italiani non ha mai utilizzato un servizio di car sharing o ride-hailing
nell'ultimo anno.
Questi servizi sono visti al massimo come scialuppe di
salvataggio per le emergenze, non come alternative. A indicare il car sharing
come mezzo di trasporto principale è un invisibile 0,3% della
popolazione.
L'incubo quotidiano: traffico, parcheggi e conti in rosso
Guidare non è un piacere, è diventato un vero e proprio
percorso a ostacoli urbano, vissuto quotidianamente dal 66% degli intervistati
che guida abitualmente in città. I veri nemici degli italiani al volante sono
chiari:
- L'inferno
degli ingorghi: Il 59% è esasperato dal traffico paralizzante.
- La
caccia al tesoro: Il 58% impazzisce regolarmente per trovare un
parcheggio.
- Il
salasso del benzinaio: Il 48% è letteralmente strozzato dai costi del
carburante, seguiti a ruota dalle spese di manutenzione e assicurazione
(33%).
"La nostra survey restituisce la fotografia di un Paese
in cui per la stragrande maggioranza degli italiani l'auto resta una necessità
quotidiana. In questo contesto, la nostra mission è proprio quella di rendere
il processo d’acquisto di un’auto semplice, trasparente e sicuro, semplificando
l'acquisto di un bene essenziale." — Donald Shehu, Director
Retail Autohero Italia.