L'Italia snobba l'auto elettrica: i concessionari esportano le EV al nord e importano benzina low cost

Notizie
04 marzo 2026, 12.34
piazzale pieno di auto ripreso dall'alto, si vedono piccole tante auto di diversi colori
Il transizione ecologica del parco auto italiano sembra procedere a due velocità, e il mercato professionale (B2B) ne è lo specchio più fedele. Secondo l'ultima analisi annuale sul 2025 condotta da AutoProff, il marketplace e sito di aste B2B di AutoScout24, l'elettrico fatica ancora a decollare all'interno dei nostri confini. La conseguenza? I dealer italiani hanno adottato una strategia tanto chiara quanto pragmatica: esportare le vetture a zero emissioni verso i mercati europei più maturi e importare auto a benzina, più economiche e maggiormente richieste dagli automobilisti della Penisola.

Un mercato a due velocità: la rotta Danimarca-Germania

I dati raccolti dalla piattaforma delineano una netta spaccatura nelle logiche di approvvigionamento e vendita dei professionisti del settore.
Sul fronte delle esportazioni, un impressionante 85% delle vendite verso l'estero riguarda veicoli elettrici. Il mercato di sbocco privilegiato è la Danimarca, che da sola assorbe il 69% delle auto vendute dai dealer italiani. Al contrario, per soddisfare la domanda interna, i concessionari guardano oltre le Alpi, specificamente in Germania. Da qui proviene il 77% delle auto acquistate dai dealer italiani, con una schiacciante maggioranza (71%) focalizzata su motorizzazioni a benzina.
Questa dinamica conferma come i rivenditori utilizzino le piattaforme digitali per ottimizzare il proprio stock, spostando le vetture laddove la domanda (e la marginalità) è più alta.

Prezzi e marchi: la forbice tra chi vende e chi compra

La differenza tra ciò che l'Italia esporta e ciò che importa non si limita all'alimentazione, ma si riflette pesantemente sui prezzi e sui brand trattati.
  • L'export "Premium": Il prezzo medio di vendita delle vetture scambiate dai dealer italiani verso l'estero si attesta a ben 23.510 euro. I marchi più esportati sono Renault, Volvo e Audi, a conferma di come il Nord Europa assorba veicoli ad alto valore tecnologico e dal posizionamento superiore.
  • L'import "di Sostanza": Per il mercato interno, i dealer puntano all'accessibilità. Il prezzo medio di acquisto per lo stock in entrata crolla a 9.100 euro. I marchi più importati sono Volkswagen, FIAT e Ford, brand storicamente legati a vetture affidabili e ad alta rotazione, perfette per le tasche dei consumatori italiani.

Usato "pari al nuovo": il boom del basso chilometraggio

Un dato particolarmente rilevante del 2025 riguarda la qualità dei veicoli scambiati. Il mercato B2B si sta avvicinando sempre di più agli standard del mercato del nuovo. Oltre la metà delle transazioni ha riguardato vetture praticamente intonse: il 53% delle auto vendute all'estero e il 50% di quelle acquistate presentava sul contachilometri una percorrenza inferiore ai 10.000 chilometri.
"La marcata polarizzazione tra l'export di veicoli elettrici, diretti verso i mercati maturi del Nord Europa, e l’importazione di modelli termici recenti e competitivi, dimostra la capacità degli operatori di rispondere con precisione alla domanda reale dei diversi mercati." — Sergio Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24

Curiosità del 2025: dalle supercar alle utilitarie a 100 euro

Accanto ai grandi volumi mossi dai marchi generalisti, il marketplace B2B ha visto transitare anche modelli iconici e transazioni fuori dall'ordinario che raccontano la vivacità del settore:
  • L'auto più sportiva esportata: Audi S6.
  • Il veicolo di maggior rilevanza storica: Lamborghini Gallardo.
  • La transazione più costosa: Porsche 911 Carrera GTS, battuta a 103.000 euro.
  • L'affare più economico dell'anno: una FIAT Seicento scambiata alla cifra simbolica di 100 euro.
In sintesi, l'analisi del 2025 restituisce la fotografia di un settore automotive italiano estremamente reattivo. I concessionari non subiscono passivamente le lentezze della transizione elettrica nazionale, ma sfruttano i canali transfrontalieri per massimizzare i profitti all'estero, garantendo al contempo al consumatore italiano il prodotto termico ed economico che ancora richiede.
loading

Loading