Il transizione ecologica del parco auto italiano sembra
procedere a due velocità, e il mercato professionale (B2B) ne è lo specchio più
fedele. Secondo l'ultima analisi annuale sul 2025 condotta da
AutoProff,
il marketplace e sito di aste B2B di
AutoScout24, l'elettrico fatica ancora a
decollare all'interno dei nostri confini. La conseguenza? I dealer italiani
hanno adottato una strategia tanto chiara quanto pragmatica: esportare le
vetture a zero emissioni verso i mercati europei più maturi e importare auto a
benzina, più economiche e maggiormente richieste dagli automobilisti della
Penisola.
Un mercato a due velocità: la rotta Danimarca-Germania
I dati raccolti dalla piattaforma delineano una netta
spaccatura nelle logiche di approvvigionamento e vendita dei professionisti del
settore.
Sul fronte delle esportazioni, un impressionante 85%
delle vendite verso l'estero riguarda veicoli elettrici. Il mercato di
sbocco privilegiato è la Danimarca, che da sola assorbe il 69% delle
auto vendute dai dealer italiani. Al contrario, per soddisfare la domanda
interna, i concessionari guardano oltre le Alpi, specificamente in Germania.
Da qui proviene il 77% delle auto acquistate dai dealer italiani, con una
schiacciante maggioranza (71%) focalizzata su motorizzazioni a benzina.
Questa dinamica conferma come i rivenditori utilizzino le
piattaforme digitali per ottimizzare il proprio stock, spostando le vetture
laddove la domanda (e la marginalità) è più alta.
Prezzi e marchi: la forbice tra chi vende e chi compra
La differenza tra ciò che l'Italia esporta e ciò che importa
non si limita all'alimentazione, ma si riflette pesantemente sui prezzi e sui
brand trattati.
- L'export
"Premium": Il prezzo medio di vendita delle vetture
scambiate dai dealer italiani verso l'estero si attesta a ben 23.510
euro. I marchi più esportati sono Renault, Volvo e Audi, a
conferma di come il Nord Europa assorba veicoli ad alto valore tecnologico
e dal posizionamento superiore.
- L'import
"di Sostanza": Per il mercato interno, i dealer puntano
all'accessibilità. Il prezzo medio di acquisto per lo stock in entrata
crolla a 9.100 euro. I marchi più importati sono Volkswagen,
FIAT e Ford, brand storicamente legati a vetture affidabili e ad alta
rotazione, perfette per le tasche dei consumatori italiani.
Usato "pari al nuovo": il boom del basso chilometraggio
Un dato particolarmente rilevante del 2025 riguarda la
qualità dei veicoli scambiati. Il mercato B2B si sta avvicinando sempre di più
agli standard del mercato del nuovo. Oltre la metà delle transazioni ha
riguardato vetture praticamente intonse: il 53% delle auto vendute
all'estero e il 50% di quelle acquistate presentava sul
contachilometri una percorrenza inferiore ai 10.000 chilometri.
"La marcata polarizzazione tra l'export di veicoli
elettrici, diretti verso i mercati maturi del Nord Europa, e l’importazione di
modelli termici recenti e competitivi, dimostra la capacità degli operatori di
rispondere con precisione alla domanda reale dei diversi mercati." — Sergio
Lanfranchi, Centro Studi AutoScout24
Curiosità del 2025: dalle supercar alle utilitarie a 100 euro
Accanto ai grandi volumi mossi dai marchi generalisti, il
marketplace B2B ha visto transitare anche modelli iconici e transazioni fuori
dall'ordinario che raccontano la vivacità del settore:
- L'auto
più sportiva esportata: Audi S6.
- Il
veicolo di maggior rilevanza storica: Lamborghini Gallardo.
- La
transazione più costosa: Porsche 911 Carrera GTS, battuta a 103.000
euro.
- L'affare
più economico dell'anno: una FIAT Seicento scambiata alla cifra
simbolica di 100 euro.
In sintesi, l'analisi del 2025 restituisce la fotografia di
un settore automotive italiano estremamente reattivo. I concessionari non
subiscono passivamente le lentezze della transizione elettrica nazionale, ma
sfruttano i canali transfrontalieri per massimizzare i profitti all'estero,
garantendo al contempo al consumatore italiano il prodotto termico ed economico
che ancora richiede.