Nuovi incentivi auto, questa paese cambia tutto: fino a 4.500 euro di bonus, ma solo se non compri cinese

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06 febbraio 2026, 13.19
auto che si ricarica elettrica bticino
Il Governo vara un piano che segna una svolta protezionistica: aiuti retroattivi e più sostanziosi, a patto che batteria e assemblaggio siano "Made in Europe". Una mossa che ridisegna gli equilibri del mercato e sfida i costruttori asiatici.
Non si tratta più solo di spingere la transizione ecologica, ma di salvare l'industria continentale. È questo il messaggio neanche troppo velato che arriva dal nuovo piano di incentivi statali appena ufficializzato, che sostituisce i precedenti schemi di sussidio ormai esauriti. Il nuovo Plan Auto+ segna un cambio di passo radicale: le agevolazioni non saranno più distribuite a pioggia su qualsiasi veicolo a batteria, ma seguiranno un criterio geografico e industriale preciso, penalizzando di fatto le vetture d'importazione asiatica.

La clausola "anti-Cina"

La novità principale, destinata a far discutere, è l'introduzione di vincoli di produzione per accedere all'importo massimo del bonus. Il Governo spagnolo – pioniere in questa nuova formulazione che potrebbe fare scuola in Europa – ha stabilito che per ottenere l'incentivo pieno di 4.500 euro non basta che l'auto sia elettrica. Il veicolo deve soddisfare tre requisiti cumulativi:
  1. Essere elettrico puro (BEV), escludendo quindi gli ibridi plug-in dalla fascia massima.
  2. Avere un prezzo di listino inferiore ai 35.000 euro.
  3. Essere assemblato all'interno dell'Unione Europea e, dettaglio cruciale, montare una batteria prodotta nell'UE.
Il sistema funziona a punteggio: ogni requisito soddisfatto sblocca una percentuale dell'incentivo. Chi acquista un'auto elettrica economica ma prodotta in Cina, di conseguenza, vedrà l'aiuto statale ridursi drasticamente.

Retroattività e fasce di prezzo

Una delle notizie più attese dai consumatori riguarda le tempistiche. Per evitare la paralisi del mercato in attesa dei decreti attuativi, il Plan Auto+ nasce con retroattività al 1° gennaio 2026. Chi ha acquistato un veicolo eleggibile dall'inizio dell'anno potrà quindi accedere ai fondi, mettendo fine all'incertezza burocratica che aveva caratterizzato il precedente piano "Moves III".
Per le vetture con un prezzo di listino superiore, fino a un tetto di 45.000 euro, gli incentivi rimangono disponibili ma con importi ridimensionati. La logica è premiare l'accessibilità: le auto più costose e ingombranti riceveranno percentualmente meno aiuti rispetto alle compatte accessibili.

Veicoli commerciali e due ruote

Il piano non trascura il trasporto leggero e la micromobilità, settori chiave per la logistica urbana.
  • Furgoni e camion leggeri: Fino a 3,5 tonnellate, potranno beneficiare di un sussidio fino a 5.000 euro, senza tetti massimi sul prezzo di listino.
  • Moto e quadricicli: Per le due ruote elettriche (con requisiti minimi di potenza e autonomia) l'incentivo arriva a 1.100 euro, mentre per i quadricicli leggeri – sempre più diffusi nelle metropoli – il bonus tocca i 1.500 euro.

I limiti per privati e aziende

Le regole di accesso rimangono stringenti per evitare speculazioni: i privati potranno richiedere il bonus per un solo veicolo, mentre le flotte aziendali avranno un limite fissato a 10 unità.
Con questa manovra, Madrid lancia un segnale chiaro che potrebbe presto essere replicato da altre cancellerie europee: i soldi pubblici serviranno a sostenere la mobilità elettrica, sì, ma solo se questa alimenta la filiera produttiva locale. La sfida ai costruttori cinesi è ufficialmente aperta.
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