Le elettriche sono "blindate", le ibride finiscono a pezzi: ecco come colpiscono i nuovi ladri hi-tech

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02 luglio 2026, 10.27
Un ladro incappucciato utilizza un dispositivo elettronico e un tablet per hackerare e aprire a distanza un'auto di lusso in un parcheggio sotterraneo, senza effrazione visibile, mentre il proprietario si allontana ignaro sullo sfondo.
L’avvento della mobilità elettrificata sta ridisegnando radicalmente le strategie della criminalità automobilistica in Italia. Con un parco circolante che vede crescere le auto elettriche del 46% e le ibride del 63% , i ladri d'auto hanno dovuto aggiornare rapidamente i propri metodi.
A rivelarlo sono i dati relativi al periodo compreso tra gennaio 2025 e maggio 2026 diffusi da Verti Movers, l'Osservatorio di Verti (compagnia assicurativa digitale del Gruppo MAPFRE). Le statistiche tracciano una vera e proprio metamorfosi del reato: se da un lato il furto dell'intero veicolo subisce un crollo del 35% a favore delle auto green, dall'altro la sottrazione dei singoli componenti fa registrare un'impennata del 43%.

Il paradosso delle motorizzazioni: "caveau" contro "cannibalizzazione"

I dati dell'Osservatorio evidenziano una netta spaccatura tra il destino delle vetture pure a batteria e quello dei modelli a doppia alimentazione:
  • Auto 100% elettriche: Si confermano a tutti gli effetti dei "caveau" tecnologici. Nel periodo analizzato non è stato registrato nemmeno un caso di furto dell'intero veicolo. A bloccare i malintenzionati sono i sofisticati sistemi di localizzazione satellitare e la tracciabilità nativa dei software di bordo. Di contro, le vetture elettriche subiscono la "cannibalizzazione" sul posto: il 100% dei furti ai loro danni riguarda esclusivamente la componentistica di valore.
  • Auto ibride (Hybrid): Rappresentano in assoluto la categoria più colpita d'Italia. Con una frequenza di quasi 8 veicoli colpiti ogni 1.000 assicurati, le ibride superano ampiamente l'indice di furto delle auto tradizionali a benzina e diesel, che rimangono ferme a circa 6,5 casi ogni 1.000. Nel mirino dei ladri finiscono non solo le batterie, ma anche centraline, fari a LED e display di bordo.

La mappa del rischio: Lazio e Veneto maglie nere

L'analisi geografica mette in luce le aree in cui sono probabilmente più radicate e organizzate le filiere di ricettazione per il mercato nero dei componenti elettronici:
  • Lazio: È la regione a più alto rischio d'Italia. Su 1.000 auto elettriche o ibride assicurate, ben 16 subiscono un furto (totale o parziale). In quest'area i modelli green sono presi di mira il 47% in più rispetto alle vetture tradizionali.
  • Veneto: Presenta il divario più impressionante della penisola. Il rischio di subire un furto su una vettura elettrificata è più del doppio (+140%) rispetto a una a benzina o diesel.
  • Emilia-Romagna e Toscana: Il trend si inverte nettamente. In queste zone sono le auto termiche a essere sensibilmente più colpite, dinamica legata a un parco circolante tradizionale mediamente più anziano e di conseguenza meno protetto dai moderni sistemi antifurto.

L'evoluzione del crimine e la risposta assicurativa

I moderni dispositivi di sicurezza stradale e i sistemi ADAS offrono eccellenti tutele ai conducenti, ma la criminalità specializzata dimostra una forte capacità di adattamento tecnologico.
Il commento degli esperti: “Bisogna tener conto che l’evoluzione tecnologica è anche alla portata dei professionisti del furto di auto che sanno adattarsi in fretta ai sistemi progettati dai costruttori”, spiega Marco Buccigrossi, Digital Business Director di Verti Assicurazioni. “Per il futuro sarà sempre più importante considerare le coperture predisposte proprio per questi nuovi modelli che, oltre a proteggere il valore del veicolo, includono garanzie mirate e assistenza 24 ore su 24 per i componenti più vulnerabili e tecnologici”.
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