L'auto è diventata un lusso per l'82% degli italiani, ma per molti è davvero una necessità

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24 giugno 2026, 11.22
Automobili in bianco e nero dettaglio
In Europa e in Italia, la mobilità privata sta attraversando una fase di profonda mutazione. A guidare questo cambiamento non sono solo l'evoluzione tecnologica o la transizione ecologica, ma in larga parte l'impatto del carovita sui bilanci delle famiglie. È quanto emerge in modo netto dallo studio “The Expectations of Europeans regarding mobility”, condotto da OpinionWay per Aramis Group (realtà rappresentata in Italia da brumbrum) su un campione di oltre 7.000 automobilisti in sette Paesi europei, di cui 1.000 in Italia.

I numeri della crisi: l'auto tra necessità e rinunce

Nel nostro Paese, il fattore economico condiziona gli spostamenti in misura maggiore rispetto al resto d'Europa. La fotografia scattata dall'indagine restituisce un quadro in cui l'automobile è vista sempre più come un bene d'élite, pur rimanendo una necessità irrinunciabile:
  • Il 98% degli italiani avverte un rincaro nei costi degli spostamenti (contro una media europea del 95%).
  • L'82% degli intervistati considera ormai l'automobile un "lusso".
  • Nonostante le crescenti difficoltà economiche, il 91% dichiara che senza un veicolo di proprietà non potrebbe soddisfare le proprie esigenze di mobilità quotidiana.
Questa pressione finanziaria si traduce in strategie difensive che impattano anche sulla manutenzione e sulla sicurezza stradale. Il 68% degli automobilisti italiani ha ridotto i viaggi non essenziali e il 43% ha rinunciato a cambiare auto. Il dato più allarmante riguarda però la cura del veicolo: il 32% ha posticipato interventi e riparazioni non urgenti, un segnale chiaro di come il risparmio stia intaccando aspetti critici per l'affidabilità dei mezzi circolanti.

Budget ridotti e pragmatismo sulla transizione ecologica

Le disponibilità economiche per l'acquisto di una vettura sono ai minimi storici. Il budget medio mensile che gli italiani sono disposti a stanziare tramite finanziamento si ferma a circa 272 euro. Nello specifico, il 58% non supererebbe i 200 euro mensili, mentre appena il 20% potrebbe spingersi oltre la soglia dei 300 euro.
A questo si aggiunge un approccio estremamente pragmatico verso la transizione energetica. Pur mostrando interesse per le motorizzazioni più sostenibili (il 50% preferirebbe oggi un'ibrida, contro un 16% orientato sull'elettrico puro), il 60% degli italiani valuta positivamente un eventuale rinvio dello stop alla vendita di auto a motore termico previsto per il 2035. Più che un rifiuto del cambiamento, emerge la richiesta di un percorso graduale e compatibile con le reali possibilità economiche. Inoltre, il 96% si dichiara favorevole all'introduzione di un tetto massimo ai prezzi del carburante.

Il boom dell'usato ricondizionato e il modello industriale

In un contesto in cui il mercato dell'usato in Italia registra volumi 2,1 volte superiori rispetto al nuovo, l'acquisto di vetture di seconda mano non è più solo un'alternativa, ma la principale via d'accesso alla mobilità.
A intercettare questa esigenza è il settore dell'usato ricondizionato, che punta a garantire standard di sicurezza pur mantenendo prezzi accessibili. Aziende come brumbrum stanno rispondendo alla crisi mutando l'approccio classico: non operando come concessionari tradizionali, ma gestendo l'acquisizione, il ricondizionamento e la certificazione attraverso factory produttive proprietarie. Grazie a oltre 300 punti di ispezione per veicolo e a processi industriali standardizzati, questo modello permette di abbattere i costi operativi e trasferire l'efficienza economica sul prezzo finale.
Tuttavia, in un mercato sempre più guidato dal prezzo, la fiducia rimane un fattore chiave per i consumatori. Il 62% degli italiani ritiene fondamentale poter ispezionare fisicamente un'auto usata ricondizionata prima di procedere all'acquisto. Per questo motivo, le piattaforme digitali stanno adottando soluzioni "opticanale", affiancando all'e-commerce veri e propri showroom fisici (come quelli presenti a Milano-Cinisello Balsamo e Reggio Emilia), creando un ecosistema in cui la convenienza si sposa con la trasparenza e il contatto diretto.
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