Auto elettriche a idrogeno: come funziona la tecnologia Fuel Cell e perché c'è chi ci punta fortemente

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24 giugno 2026, 11.18
bocchetta di rifornimento idrogeno-hyundai
La transizione verso una mobilità a zero emissioni non si arresta ai motori alimentati esclusivamente a batteria. Nel panorama industriale contemporaneo, la tecnologia delle celle a combustibile (fuel cell) alimentate a idrogeno si sta delineando come un pilastro complementare e strategico per il futuro dell'automotive. Tra i pionieri di questo sviluppo c'è il Gruppo Hyundai, che da quasi trent'anni investe nella ricerca e nello sviluppo di questa propulsione alternandolo a un'offerta multi-tecnologica che comprende veicoli elettrici (BEV), ibridi e termici.

Il principio di funzionamento: l'elettricità prodotta a bordo

Dal punto di vista della dinamica di guida e della trazione, un veicolo fuel cell è a tutti gli effetti un'auto elettrica, caratterizzata da silenziosità, fluidità e coppia immediata. La differenza sostanziale risiede nella modalità di approvvigionamento dell'energia: anziché dipendere unicamente da una grande batteria ricaricabile alla spina, il veicolo genera l'elettricità direttamente a bordo.
Il processo chimico si basa sull'inversione dell'elettrolisi dell'acqua:
  • L'idrogeno, immagazzinato all'interno di serbatoi ad alta pressione progettati secondo rigidi standard di sicurezza, viene immesso nello stack di celle a combustibile.
  • Qui l'idrogeno reagisce con l'ossigeno prelevato dall'ambiente esterno attraverso una reazione elettrochimica senza combustione.
  • Il risultato di questa reazione è la produzione di energia elettrica — destinata ad alimentare il motore e una batteria di supporto che stabilizza l'erogazione — mentre l'unico scarto emesso dallo scarico è puro vapore d'acqua.
Questo sistema offre vantaggi tangibili soprattutto per le lunghe percorrenze: un'autonomia stradale elevata e tempi di rifornimento ridotti a pochi minuti, del tutto analoghi a quelli dei carburanti tradizionali.

Il caso Hyundai NEXO: i dati del SUV di segmento D

Il livello di maturità tecnica raggiunto da questa tecnologia trova espressione nella Hyundai NEXO, un SUV di segmento D che pesa 1.880 kg, un valore inferiore rispetto alla media delle vetture omologhe a batteria. Il veicolo scatta da 0 a 100 km/h in 7,8 secondi e dichiara un'autonomia massima che raggiunge gli 826 km secondo il ciclo di omologazione WLTP.
Lo sviluppo industriale di Hyundai in questo campo è iniziato nel 2013 con la ix35 Fuel Cell, la prima vettura a idrogeno prodotta in serie al mondo. Da allora, l'applicazione delle celle a combustibile è stata estesa con successo anche al trasporto pesante e pubblico: il camion XCIENT Fuel Cell ha superato i 20 milioni di chilometri percorsi in Europa dal 2020, mentre oltre 2.000 autobus Elec City Fuel Cell sono attualmente operativi in Corea del Sud.

L'idrogeno come vettore per l'ecosistema energetico

Oltre all'applicazione prettamente automobilistica, l'idrogeno si configura come un versatile vettore energetico in grado di favorire la decarbonizzazione e la flessibilità delle reti elettriche regionali. Essendo una forma di stoccaggio dell'energia, consente di accumulare l'elettricità prodotta in eccesso dalle fonti rinnovabili per poi distribuirla e riutilizzarla dove e quando la domanda è più alta. Questa caratteristica risulta fondamentale per risolvere i problemi di sbilanciamento energetico tra aree geografiche diverse, riducendo lo spreco di energia pulita e limitando il ricorso ai combustibili fossili.
Nonostante i vantaggi strutturali, la diffusione su larga scala della mobilità a idrogeno rimane strettamente legata all'espansione della rete di rifornimento. In questa direzione si registrano i primi passi anche sul territorio italiano, come dimostra la recente apertura di cinque nuove stazioni di rifornimento dedicate nella città di Milano, che si aggiungono a un ecosistema infrastrutturale già consolidato nei paesi del Nord Europa.
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