Nella Torre Diamante di Porta Nuova, l’hub italiano del
colosso automobilistico cinese integra la tradizione progettuale continentale
con i nuovi paradigmi digitali ed elettrici.
Nell’ecosistema della mobilità contemporanea, la scelta
delle proprie radici geografiche riflette fedelmente la traiettoria strategica
e culturale dei grandi gruppi industriali. Con l’inaugurazione del
Geely
Innovation Design Center Italy presso la Torre Diamante di Porta Nuova, il
colosso automobilistico cinese ha confermato come il capoluogo lombardo non sia
una semplice filiale operativa, bensì il fulcro in cui si plasma un’inedita
estetica globale. L’hub rappresenta il punto d’incontro strutturale tra la
consolidata tradizione progettuale europea e la visione internazionale di un
marchio che mira a ridefinire l’esperienza di guida del futuro.
Inserito all’interno di un network globale composto da
cinque centri di eccellenza stilistica — che collegano strategicamente
Shanghai, Ningbo, Göteborg, Coventry e Milano — l’hub italiano opera secondo un
modello organizzativo continuo sulle ventiquattr’ore. Questa infrastruttura
creativa interconnessa consente un’accelerazione sistematica dei processi di
sviluppo, garantendo una rigorosa coerenza d’immagine su scala globale. In
questo scacchiere internazionale, Milano si distingue per la capacità di infondere
nei progetti il cosiddetto Italian Flair: un approccio metodologico
fondato sullo studio meticoloso delle proporzioni, sulla cultura materiale,
sulla sensibilità verso la luce e sulla centralità assoluta dell’esperienza
umana.
Un’architettura industriale a trazione europea
La presenza del gruppo Geely sul suolo europeo non
costituisce un fenomeno recente, bensì il risultato di una ponderata strategia
di consolidamento e investimenti di lungo termine. Il gruppo detiene oggi la
proprietà di marchi storici e d’avanguardia del calibro di Volvo Cars e Lotus,
controlla il 50% del marchio Smart ed è il principale azionista privato di
Mercedes-Benz, oltre ad aver dato i natali a realtà native elettriche quali
Polestar e Lynk & Co. Questo fitto patrimonio manifatturiero e culturale ha
fatto sì che la sensibilità estetica del Vecchio Continentale divenisse una
componente strutturale dell’identità aziendale, superando la logica del mero
prestito stilistico estemporaneo.
Alla base di questo posizionamento si colloca la filosofia
denominata Geely Design Global Aesthetics. Si tratta di una visione
programmatica che rigetta fermamente l’omologazione formale per promuovere un
linguaggio universale, capace di stabilire connessioni emotive tra culture
distanti. Valori quali l’armonia, l’equilibrio, l’eleganza e la raffinatezza
formale si convertono così in strumenti di relazione transnazionale, definendo
prodotti capaci di dialogare con mercati eterogenei.
L’evoluzione formale: dalla Ripple Aesthetics ai Nine Principles
I cardini visivi del brand traggono origine dalla Ripple
Aesthetics, un sistema formale inizialmente ispirato alle increspature
dell’acqua del Lago Ovest di Hangzhou, città natale del gruppo. Questo codice
stilistico, che ha guidato la produzione di oltre 1,5 milioni di veicoli
stradali, ha saputo evolversi in concomitanza con la transizione verso la
propulsione elettrica. Le declinazioni più recenti — denominate Light Ripple,
Galaxy Ripple e Starfall Ripple — riadattano l'impronta
geometrica originaria alle necessità funzionali imposte dalle nuove
architetture digitali e dalle firme luminose della mobilità elettrica.
Per mantenere l’equilibrio tra l'innovazione locale e
l'uniformità internazionale, la rete si affida ai Nine Principles, un
framework metodologico in nove punti ideato per guidare la genesi di ogni
prodotto. Tra questi pilastri emerge il concetto di Rooted in Brand Culture,
secondo cui ogni manufatto deve scaturire da un'identità culturale definita,
capace di trasmettere emozioni durevoli nel tempo. Specularmente, il principio Rooted
in Technological Development stabilisce che le innovazioni tecnologiche,
dagli intelligent cockpit alle piattaforme elettrificate e all'intelligenza
artificiale, non costituiscano meri elementi funzionali, bensì variabili in
grado di riproporzionare gli spazi abitativi interni.
Il focus antropocentrico è invece garantito dal principio Rooted
in User Needs, orientato a interpretare le esigenze globali nel pieno
rispetto delle specificità culturali locali. Tale impianto metodologico trova
la sua sintesi nel Chasing Universal Aesthetic Appeal, la costante
ricerca di pulizia delle superfici e rigore geometrico, un ambito in cui la
cultura progettuale milanese esercita un ruolo primario di selezione e
affinamento delle linee.
Integrazione territoriale e la consacrazione alla Design Week
La rilevanza del Geely Innovation Design Center Italy si
misura anche attraverso il suo radicamento nel tessuto culturale ed educativo
europeo. Il centro dialoga regolarmente con università, studi di architettura e
poli legati alla moda, captando le evoluzioni degli stili di vita per tradurli
in soluzioni industriali. Tra il 2023 e il 2025, questa apertura ha trovato
espressione nelle tre edizioni dell’International Automotive Design Forum,
una piattaforma di dibattito che ha visto la partecipazione di figure storiche
del car design come Marcello Gandini, Giorgetto Giugiaro e Leonardo Fioravanti,
affiancati da prestigiose istituzioni accademiche quali il Royal College of
Art e la Pforzheim University.
Sotto la direzione di Chen Zheng, il team internazionale di
Geely Design raccoglie oggi professionisti provenienti da oltre 20 nazioni,
consolidando una visione progettuale autenticamente transnazionale. I riscontri
del mercato confermano la solidità del modello: nel 2025 Geely Auto Group ha
superato la soglia dei 3 milioni di veicoli venduti nel mondo, collezionando
parallelamente oltre 70 riconoscimenti internazionali tra cui l'iF Design Award
e il Red Dot Award.
Il punto di convergenza più recente di questa traiettoria si
è manifestato durante la Milano Design Week 2026. In questa cornice, il gruppo
ha presentato Anima Mundi, un’installazione immersiva progettata in
collaborazione con lo studio milanese Dotdotdot e allestita presso la
Fondazione Istituto dei Ciechi. Attraverso l'uso di immagini generative,
sonorità dedicate e dati ambientali in tempo reale, l'esposizione ha
configurato l'automobile come un oggetto culturale contemporaneo, offrendo lo
scenario ideale per il debutto ufficiale sul territorio italiano della nuova
Geely E2.
Il presidio di Milano si configura pertanto non come una
vetrina commerciale isolata, ma come un laboratorio permanente di cultura del
progetto. Un nodo strategico in cui la sensibilità umana, il rigore
ingegneristico e l'estetica contemporanea convergono per delineare i nuovi
paradigmi della mobilità globale.