Il paradosso di Trump: come la guerra sta salvando l'auto elettrica negli Usa

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03 giugno 2026, 16.30
Donald Trump scende da un SUV blindato
Nonostante l'orientamento politico dell'amministrazione Trump sia storicamente favorevole all'industria petrolifera e avverso ai sussidi per la mobilità sostenibile, l'impennata dei prezzi della benzina causata dai recenti conflitti sta producendo l'effetto opposto, accelerando il tasso di permuta dei veicoli a combustione con modelli elettrici.
L'attuale amministrazione statunitense ha manifestato fin da subito una forte opposizione verso i veicoli elettrici (EV) e le energie rinnovabili, eliminando il credito d'imposta per l'acquisto di auto elettriche subito dopo l'insediamento presidenziale. Tuttavia, l'innesco di dinamiche belliche che hanno reso il carburante sensibilmente più costoso sta spingendo un numero crescente di automobilisti a rinunciare ai motori termici, accelerando la transizione verso l'elettrico.

I dati della transizione: crescono permute e fidelizzazione

Secondo i dati elaborati dalla società di ricerca Edmunds e diffusi da CNBC, la quota di acquirenti di EV nuovi che ha permutato un’auto a benzina è passata dal 67,1% di gennaio 2026 al 72,1% registrato ad aprile dello stesso anno. Sebbene i dati di maggio non siano ancora consolidati all'inizio di giugno, le proiezioni indicano che la tendenza alla permuta da veicoli termici a elettrici potrebbe continuare a salire nei mesi successivi.
Parallelamente all'afflusso di nuovi clienti, si registra un aumento della fidelizzazione tra chi già possiede un veicolo a zero emissioni:
  • A gennaio, solo il 26,2% dei proprietari di EV sostituiva la propria vettura con un altro modello elettrico nuovo, mentre il 34,3% optava per un EV usato.
  • Ad aprile, la percentuale di chi ha scelto un EV nuovo è salita al 35,4%, mentre i passaggi verso un elettrico usato sono balzati al 44,5%.
Questi indicatori evidenziano non solo una maggiore propensione all'abbandono della benzina, ma anche una marcata riluttanza da parte degli attuali utenti di veicoli elettrici a tornare ai motori a combustione interna.

Svolta strutturale o reazione temporanea?

Nonostante la rapidità del fenomeno, gli analisti invitano alla cautela prima di dichiarare il definitivo tramonto dei motori tradizionali. Ivan Drury, Senior Director of Insights di Edmunds, ha sottolineato a CNBC che l'attuale aumento dei prezzi del carburante rappresenta un fattore d'urto immediato, ma due mesi di dati storici non sono sufficienti per tracciare una tendenza a lungo termine. Tuttavia, Drury ha rilevato che se lo scenario dovesse persistere per sei mesi, la pressione economica potrebbe spingere verso l'elettrico anche i consumatori inizialmente disinteressati, specialmente a fronte del generale aumento del costo della vita.
Un elemento di diversità rispetto alle passate crisi energetiche risiede nell'attuale contesto macroeconomico e nell'andamento dei mercati finanziari. Erin Keating, analista esecutivo di Cox Automotive, ha evidenziato che la maggior parte di coloro che effettuano la permuta si trovava già attivamente sul mercato per l'acquisto di una nuova vettura, escludendo per il momento una situazione di panico generalizzato.
"I tassi di interesse rimangono piuttosto elevati", ha spiegato Keating a CNBC. "Chi guida un'auto ancora perfettamente funzionante, pur risentendo dell'aumento mensile della benzina, difficilmente accetterà di stipulare un nuovo finanziamento a tassi alti solo per risparmiare qualche dollaro al distributore".
Nel 2008 si assisteva a reazioni repentine e drastiche, con consumatori che svendevano imponenti SUV come i Chevrolet Suburban per acquistare berline compatte come le Honda Accord. Uno scenario di urgenza che, secondo Drury, non si sta ripetendo oggi con le medesime modalità convulse.

Il nodo geopolitico dello Stretto di Hormuz

Il punto di non ritorno per il mercato automobilistico statunitense dipenderà in gran parte dagli sviluppi della politica estera e diplomatica. Se gli Stati Uniti non riusciranno a negoziare in tempi brevi un accordo di pace che garantisca il passaggio libero e sicuro delle merci attraverso lo Stretto di Hormuz, ristabilendo la normalità nelle forniture globali di greggio, la pressione sui prezzi dei carburanti rimarrà elevata. In assenza di una stabilizzazione delle riserve petrolifere, le vendite di veicoli elettrici negli Stati Uniti potrebbero subire un'impennata senza precedenti, vanificando di fatto l'agenda politica iniziale del governo.
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