Nonostante l'orientamento politico dell'amministrazione
Trump sia storicamente favorevole all'industria petrolifera e avverso ai
sussidi per la mobilità sostenibile, l'impennata dei prezzi della benzina
causata dai recenti conflitti sta producendo l'effetto opposto, accelerando il
tasso di permuta dei veicoli a combustione con modelli elettrici.
L'attuale amministrazione statunitense ha manifestato fin da
subito una forte opposizione verso i veicoli elettrici (EV) e le energie
rinnovabili, eliminando il credito d'imposta per l'acquisto di auto elettriche
subito dopo l'insediamento presidenziale. Tuttavia, l'innesco di dinamiche
belliche che hanno reso il carburante sensibilmente più costoso sta spingendo
un numero crescente di automobilisti a rinunciare ai motori termici,
accelerando la transizione verso l'elettrico.
I dati della transizione: crescono permute e fidelizzazione
Secondo i dati elaborati dalla società di ricerca Edmunds e
diffusi da CNBC, la quota di acquirenti di EV nuovi che ha permutato un’auto a
benzina è passata dal 67,1% di gennaio 2026 al 72,1% registrato ad aprile dello
stesso anno. Sebbene i dati di maggio non siano ancora consolidati all'inizio
di giugno, le proiezioni indicano che la tendenza alla permuta da veicoli
termici a elettrici potrebbe continuare a salire nei mesi successivi.
Parallelamente all'afflusso di nuovi clienti, si registra un
aumento della fidelizzazione tra chi già possiede un veicolo a zero emissioni:
- A
gennaio, solo il 26,2% dei proprietari di EV sostituiva la propria vettura
con un altro modello elettrico nuovo, mentre il 34,3% optava per un EV
usato.
- Ad
aprile, la percentuale di chi ha scelto un EV nuovo è salita al 35,4%,
mentre i passaggi verso un elettrico usato sono balzati al 44,5%.
Questi indicatori evidenziano non solo una maggiore
propensione all'abbandono della benzina, ma anche una marcata riluttanza da
parte degli attuali utenti di veicoli elettrici a tornare ai motori a
combustione interna.
Svolta strutturale o reazione temporanea?
Nonostante la rapidità del fenomeno, gli analisti invitano
alla cautela prima di dichiarare il definitivo tramonto dei motori
tradizionali. Ivan Drury, Senior Director of Insights di Edmunds, ha
sottolineato a CNBC che l'attuale aumento dei prezzi del carburante rappresenta
un fattore d'urto immediato, ma due mesi di dati storici non sono sufficienti
per tracciare una tendenza a lungo termine. Tuttavia, Drury ha rilevato che se
lo scenario dovesse persistere per sei mesi, la pressione economica potrebbe
spingere verso l'elettrico anche i consumatori inizialmente disinteressati,
specialmente a fronte del generale aumento del costo della vita.
Un elemento di diversità rispetto alle passate crisi
energetiche risiede nell'attuale contesto macroeconomico e nell'andamento dei
mercati finanziari. Erin Keating, analista esecutivo di Cox Automotive, ha
evidenziato che la maggior parte di coloro che effettuano la permuta si trovava
già attivamente sul mercato per l'acquisto di una nuova vettura, escludendo per
il momento una situazione di panico generalizzato.
"I tassi di interesse rimangono piuttosto
elevati", ha spiegato Keating a CNBC. "Chi guida un'auto ancora
perfettamente funzionante, pur risentendo dell'aumento mensile della benzina,
difficilmente accetterà di stipulare un nuovo finanziamento a tassi alti solo
per risparmiare qualche dollaro al distributore".
Nel 2008 si assisteva a reazioni repentine e drastiche, con
consumatori che svendevano imponenti SUV come i Chevrolet Suburban per
acquistare berline compatte come le Honda Accord. Uno scenario di urgenza che,
secondo Drury, non si sta ripetendo oggi con le medesime modalità convulse.
Il nodo geopolitico dello Stretto di Hormuz
Il punto di non ritorno per il mercato automobilistico
statunitense dipenderà in gran parte dagli sviluppi della politica estera e
diplomatica. Se gli Stati Uniti non riusciranno a negoziare in tempi brevi un
accordo di pace che garantisca il passaggio libero e sicuro delle merci
attraverso lo Stretto di Hormuz, ristabilendo la normalità nelle forniture
globali di greggio, la pressione sui prezzi dei carburanti rimarrà elevata. In
assenza di una stabilizzazione delle riserve petrolifere, le vendite di veicoli
elettrici negli Stati Uniti potrebbero subire un'impennata senza precedenti,
vanificando di fatto l'agenda politica iniziale del governo.