Oltre il segno più: il mercato delle due ruote cresce, ma per le moto è una frenata mascherata

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A un primo sguardo distratto, i dati di settembre del mercato delle due ruote potrebbero sembrare la rassicurante conferma di un settore in ottima salute. Con 33.061 immatricolazioni e un incremento del 7,86%, si registra infatti il nono mese consecutivo di crescita. Anche le moto, reduci da una flessione estiva, tornano a sfiorare il segno positivo con 11.175 unità (+1,64%). Il bilancio cumulato dei primi nove mesi del 2026 segna un incoraggiante +10,87%, per un totale di 324.911 veicoli venduti. Eppure, dietro queste percentuali a doppia cifra, si nasconde una realtà ben diversa, fatta di stagnazione, inflazione e profondi mutamenti nelle abitudini dei consumatori.
A suonare il campanello d'allarme è AICMOTO, che invita a spostare l'attenzione dalle percentuali ai numeri assoluti. Il dato emblematico messo al centro dell'analisi è 5.416: tante sono le motociclette che il comparto ha guadagnato da gennaio a settembre rispetto allo stesso periodo del 2025. Per comprendere la reale portata di questo numero, è sufficiente un paragone: un singolo modello di scooter, l'Honda SH 125, ha registrato nello stesso lasso di tempo ben 16.658 immatricolazioni, oltre il triplo dell'intero saldo positivo del comparto moto.

Un mercato asfittico

"Nello scenario è cambiato molto poco", analizza Pier Francesco Caliari, Direttore Generale di AICMOTO, evidenziando come i lievi rialzi percentuali della moto siano di fatto quasi ininfluenti. "Sono solo il segnale di un mercato asfittico, un mercato che si è fermato proprio nel mese in cui la rete torna a pieno regime dopo le ferie. Settembre era il test, non un mese di passaggio. Il risultato reale sono appena 180 moto in più in tutta Italia rispetto al settembre dell'anno scorso".
Le cause di questa paralisi sono molteplici. In primo piano c'è il fattore economico: i listini, ormai molto elevati, si scontrano con il potere d'acquisto di un'utenza alle prese con un'inflazione arrivata al 4,2%, il picco massimo dell'anno. A questo si aggiunge un tema commerciale, con alcuni nuovi modelli immessi sul mercato che non hanno incontrato il favore del pubblico; un dato che la rete di vendita percepisce in modo chiaro.

Lo scooter cambia pelle

A trainare i volumi ci pensano gli scooter, che hanno ormai raggiunto il 59,3% delle quote totali (contro il 57,1% del 2025), relegando le moto al 37% (in calo dal 39,2%). Particolarmente significativa è la tenuta delle cilindrate medio-piccole: la fascia fino a 125 cc (90.537 unità, +13,50%) rappresenta ormai quasi la metà del settore, mentre la 126-250 cc vanta un balzo del 42,42%.
Continuare a leggere questi dati solo attraverso la lente della "mobilità urbana" è però un errore strategico. Con l'accesso alle autostrade e alle tangenziali, il paradigma è mutato. "Basta guardare quanti 125 ci sono in giro nel fine settimana per capire che quel cliente non sta comprando un mezzo per andare in ufficio, ma quello con cui farà anche tutto il resto", sottolinea Caliari. Si tratta, dunque, di una vera e propria "sostituzione di prodotto", una dinamica strutturale che porta con sé conseguenze economiche non trascurabili per i bilanci di chi vende.

L'avanzata delle Adventure e il peso dei costruttori cinesi

All'interno del perimetro delle motociclette, si assiste a una radicale ricomposizione dell'offerta. Per la prima volta nel cumulato annuo, le "adventure off-road" (23.173 unità, +22,21%) superano le "adventure on-road" (in calo del 3,19%), arrivando a rappresentare insieme oltre il 38% delle immatricolazioni totali. Soffrono le naked (-3,18%), pur restando la tipologia più venduta, e crollano le classic (-17,83%). Non a caso, le prime sei posizioni in classifica sono dominate da modelli adventure, con l'eccezione della Yamaha MT-07 come unica "intrusa" nella top 10.
Ma il dato che più definisce l'attuale assetto del mercato è l'origine geografica di questa seppur debole crescita. La spinta arriva quasi interamente da marchi cinesi. Modelli come la CFMoto 450MT (1.974 unità) e le Voge Valico 625DSX (1.681) e 800 Rally (1.488) totalizzano insieme 5.143 immatricolazioni: in pratica, coprono da sole quasi per intero l'incremento di 5.416 unità dell'intero settore moto. La tendenza si specchia anche negli scooter, dove tre modelli del Dragone valgono 18.121 pezzi sui 25.293 di crescita complessiva. A suggellare questo trend è il primato mensile della Benelli TRK 902, che si attesta come la moto più venduta di settembre con 443 immatricolazioni.
L'orizzonte per la chiusura del 2026, secondo i vertici di AICMOTO, è ormai tracciato. "Da qui a dicembre i mesi contano poco in volume", conclude il Presidente Attilio Pogliani. "Il 2026 dice una cosa sola: il mercato è cresciuto di pezzi ma si è fermato sulle moto. Chi legge solo il +10,87% non sta leggendo male un numero: sta semplicemente leggendo un altro mercato".
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