Le nuove misure d'emergenza varate dalla Commissione UE
ignorano la tassa sugli utili straordinari generati dalla crisi in Medio
Oriente. La dura presa di posizione di Transport & Environment:
"Risorse sottratte al passaggio all'elettrico e alla lotta contro la
povertà energetica".
Mentre il costo dei carburanti torna a pesare sui bilanci di
famiglie e imprese, l'Unione Europea sceglie la linea morbida con i colossi
dell'energia. Le nuove misure di emergenza presentate dalla Commissione per far
fronte alla crisi petrolifera innescata dalle tensioni in Medio Oriente puntano
al coordinamento degli approvvigionamenti, ma evitano di toccare il vero
"tesoretto" di questa fase storica: gli extraprofitti delle compagnie
petrolifere.
Una decisione che ha scatenato la dura reazione di Transport
& Environment (T&E), la principale organizzazione indipendente europea
per la decarbonizzazione dei trasporti, che ha quantificato in 37 miliardi
di euro i guadagni straordinari accumulati dal settore petrolifero
dall'inizio della crisi.
Un passo indietro rispetto al 2022
L'accusa mossa dall'ONG alle istituzioni europee è quella di
aver sprecato un'opportunità storica. Contrariamente a quanto fatto nel 2022 –
quando Bruxelles intervenne con decisione istituendo il Meccanismo di
Solidarietà Energetica per prelevare parte degli extraprofitti – oggi l'UE si è
limitata a fornire "indicazioni" non vincolanti agli Stati membri che
intendono muoversi in questa direzione.
Per T&E, quei 37 miliardi di euro, pagati di fatto dagli
automobilisti europei alla pompa di benzina, avrebbero dovuto finanziare un
massiccio piano continentale per accelerare la mobilità elettrica (compresi i
mezzi pesanti) e per sostenere le fasce di popolazione colpite dalla povertà
energetica.
Il braccio di ferro sui target auto
La mancata tassazione si inserisce in un quadro normativo
europeo giudicato debole dall'organizzazione. T&E accusa la Commissione di
non sostenere adeguatamente la diffusione dei veicoli a zero emissioni e lancia
l'allarme sulle pressioni esercitate dall'industria tradizionale.
Secondo l'analisi dell'ONG su un recente position paper
di ACEA (l'associazione dei costruttori europei), cedere alle richieste di
indebolimento degli attuali target climatici previsti per il 2030 porterebbe a
un disastro strategico: si stima che sulle strade europee circolerebbero 40
milioni di veicoli elettrici in meno entro il 2035, prolungando la
dipendenza del continente dai combustibili fossili e dalle fluttuazioni
geopolitiche.
Il conto salato per cieli e mari
L'esposizione alla volatilità del petrolio non colpisce solo
gli automobilisti, ma sta paralizzando anche i trasporti pesanti commerciali. I
dati forniti da T&E evidenziano come la lentezza nella transizione verso i
carburanti verdi (SAF per gli aerei e SMF per le navi) si traduca in costi
altissimi per il sistema:
- Aviazione:
L'attuale crisi petrolifera ha aggiunto ben 90 euro di costi
operativi sui voli a lungo raggio, una cifra enormemente superiore ai 3
euro di rincaro derivanti dall'obbligo di utilizzo dei carburanti
sostenibili.
- Settore
marittimo: La crisi energetica costa agli armatori circa 340
milioni di euro al giorno.
- Elettrificazione
dei porti: Nel solo 2023, le navi ormeggiate nei porti dell'UE hanno
bruciato 2,6 milioni di tonnellate di carburante, uno spreco che si
sarebbe potuto azzerare semplicemente collegando le imbarcazioni alle reti
elettriche di banchina.
L'affondo: "Istituzioni a tutela dei profitti di guerra"
Il commento più duro sulla strategia delineata da Bruxelles
arriva da Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia: "Gli
europei attendevano una risposta forte dalla Commissione, ma non è arrivata. Le
misure proposte devono essere finanziate dalla tassazione dei profitti
miliardari che le compagnie petrolifere ricavano dalle guerre".
"Quei soldi – conclude Boraschi – servono per alleviare
la morsa finanziaria sulle famiglie, a cui vanno offerte alternative
praticabili per mettersi al riparo dalle crisi fossili. È sorprendente che la
Commissione voglia perdere l’opportunità di far accedere più facilmente
cittadini e aziende alla mobilità elettrica".