Caos Autovelox, trema il fisco: il 71% dei dispositivi è a rischio. E c’è un paesino che incassa 6.000 euro a cittadino

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02 giugno 2026, 12.34
autovelox tutor taratura periodica 15
Il lungo iter normativo per la regolamentazione dei sistemi di controllo della velocità in Italia segna un nuovo capitolo, senza tuttavia azzerare lo stato di incertezza che condiziona automobilisti ed enti locali. Nonostante la Commissione Europea abbia dato il via libera definitivo al decreto ministeriale sull'omologazione degli apparecchi, la mancata pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale nel corso del 2026 si traduce in una situazione di stallo che si trascina ormai da oltre due anni.

Il decreto in stand-by e il rischio di una nuova ondata di ricorsi

Lo scorso 4 maggio si è conclusa senza rilievi la procedura europea "Tris", che impone agli Stati membri di sottoporre a scrutinio comunitario le bozze di regole tecniche prima della loro adozione. L’Unione Europea non ha mosso obiezioni al testo predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) in materia di omologazione, taratura e verifiche periodiche. Tuttavia, l'efficacia del provvedimento resta sospesa a causa dei ritardi nella pubblicazione ufficiale.
La questione è diventata centrale a partire da aprile 2024, quando la Corte di Cassazione ha sancito l'illegalità delle sanzioni irrogate tramite dispositivi semplicemente "approvati" ma privi di formale "omologazione". Una pronuncia che, stando ai censimenti dello stesso Mit, ha messo teoricamente fuori gioco il 71% delle postazioni presenti sulle strade italiane.
Il nuovo schema di decreto punta a risolvere la controversia attraverso due canali:
  • Dispositivi post-2017: Saranno considerati automaticamente omologati se approvati secondo i requisiti del decreto ministeriale 282/2017.
  • Dispositivi ante-2017: Saranno sottoposti a test tecnici, tarature e verifiche funzionali obbligatorie. Per accelerare i tempi, enti locali e produttori potranno ricorrere a una procedura semplificata con un pronunciamento del Mit entro 60 giorni.
Le associazioni dei consumatori avvertono però che la soluzione e la "sanatoria" individuate per i sistemi successivi al 2017 presentano profili di illegittimità secondo esperti e giuristi, poiché trasformano retroattivamente le approvazioni in omologazioni. Viene inoltre contestata la competenza stessa del Mit, poiché la materia metrologica rientrerebbe sotto la giurisdizione del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy). Tali elementi si prestano a nuove contestazioni e ricorsi proprio a ridosso degli spostamenti estivi.

Nel 2025 flettono gli incassi nelle grandi città, ma Roma e Milano crollano

Parallelamente al dibattito legale, l'analisi economica evidenzia un mutamento nei proventi delle sanzioni. Stando a uno studio condotto dal Codacons sulla base delle rendicontazioni che i Comuni inoltrano al Ministero dell'Interno entro il 31 maggio di ogni anno, nel 2025 i flussi finanziari generati dagli autovelox nelle principali città italiane hanno registrato una contrazione media dell'8,9% rispetto al 2024, attestandosi a un totale di 56,5 milioni di euro.
L'andamento dei proventi riflette dinamiche locali molto diversificate, con crolli verticali in alcune metropoli e decise impennate in altri centri urbani.
Città Proventi Autovelox 2025 Variazione % rispetto al 2024 Note di mercato
Firenze 19,7 milioni di € Dato stabile al vertice Prima città italiana per incassi
Bologna 9,2 milioni di € In crescita Seconda posizione nazionale
Milano 6,9 milioni di € -34,8% In forte calo rispetto ai 10,6 milioni del 2024
Genova 4,8 milioni di € +54,0% In controtendenza con un sensibile incremento
Palermo 4,2 milioni di € Stabile Quinta posizione
Roma 2,3 milioni di € -52,0% Dimezzati i proventi rispetto ai 4,8 milioni del 2024
Nota: Nell'analisi non è inclusa la città di Napoli, che alla scadenza del 31 maggio non aveva ancora trasmesso la documentazione ufficiale al Ministero. Flessioni pesanti si registrano anche a Trieste (-94,4%), Bolzano (-84,2%) e Bari (-73%), mentre un'autentica impennata ha interessato Ancona (+116%, da 855mila euro a 1,8 milioni) e Cagliari (+42%).
La riduzione complessiva delle entrate è da attribuire da un lato alla regolamentazione degli autovelox scattata il 12 giugno 2024 (che ha imposto regole più stringenti agli enti locali), dall'altro alle numerose sentenze della Cassazione che hanno spinto molte amministrazioni a disattivare a titolo precauzionale gli apparecchi non omologati.

I piccoli Comuni e i "fanta-incassi" pro capite

Se i grandi centri urbani registrano un calo, l'autovelox si conferma una risorsa economica straordinaria per le piccole amministrazioni e su specifiche arterie extraurbane, trasformandosi in un vero e proprio "tesoro".
  • Il caso del Salento: Nel solo comune di Galatina l'erogazione di sanzioni ha generato 5,3 milioni di euro nel 2025. Un dato che sale a 9,3 milioni di euro estendendo il computo ai comuni limitrofi di Trepuzzi, Cavallino, Lecce e alla relativa amministrazione provinciale.
  • La statale "Telesina": Le postazioni di rilevazione collocate lungo il tracciato stradale hanno garantito ai quattro piccoli comuni attraversati dall'arteria un gettito complessivo di 2,7 milioni di euro.
  • Colle Santa Lucia (BL): Rappresenta il caso più emblematico in assoluto. Il borgo dolomitico, che conta poco più di 300 abitanti, grazie al suo unico autovelox installato sulle Dolomiti ha incassato complessivamente oltre 2 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, facendo registrare una media statistica di ben 5.989 euro per residente.
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