C'è un momento, quando si siede a bordo della
Peugeot
Polygon Concept per la prima volta, in cui ci si guarda davanti e si rimane
disorientati. Non c'è un volante. O meglio: c'è qualcosa al suo posto, ma non
assomiglia a nessun volante che si sia mai visto prima. È un quadrato. Un
quadrato con quattro pod ai vertici, uno schermo che occupa l'intero parabrezza
e nessun collegamento meccanico con le ruote. Benvenuti nel futuro della guida
secondo Peugeot.
La Polygon Concept è arrivata a Milano, prima tappa italiana
del POLYGON Roadshow europeo. Per i giornalisti era disponibile anche una
sessione esclusiva di guida all'interno di uno spazio chiuso, su un tracciato
breve e appositamente pensato per mettere alla prova il raggio di sterzata rivisitato
del sistema Hypersquare abbinato allo Steer-by-Wire.
Hypersquare e Steer-by-Wire: una rivoluzione che si impara in minuti
Il cuore dell'esperienza è il sistema Hypersquare abbinato
allo sterzo Steer-by-Wire: nessun collegamento meccanico tra il comando
e le ruote, solo un controllo puramente elettronico. Una tecnologia che viene
dall'industria aerospaziale e che Peugeot porterà su un modello di serie a
partire dal 2027.
Il sistema l'ho provato su una Peugeot 2008 del 2021,
quella che gli ingegneri usano come banco di prova per testare le tecnologie in
sviluppo. Non la Polygon, quindi, ma lo stesso sistema nella sua forma più
vicina alla realtà di serie. E dirò subito una cosa: richiederà sicuramente un
po' di adattamento. È inevitabile, dopo decenni di volante rotondo e colonna
dello sterzo tradizionale, ma le mie sensazioni dopo averlo provato sono
assolutamente positive e, la cosa che mi ha colpito di più, è quanto
rapidamente si impari.
La logica è semplice: a basse velocità, per parcheggiare o
girare, Hypersquare consente manovre rapide e precise senza dover scorrere le
mani — con una rotazione massima di 170° in ogni direzione, contro i tre giri
completi di un volante tradizionale. Ad alta velocità, basta un piccolo input
per correggere la traiettoria. Il sistema regola il rapporto di sterzo in base
alla velocità, adattandosi continuamente a quello che si sta facendo.
La cosa che non ti aspetti è il feedback. La tecnologia
Steer-by-Wire filtra le vibrazioni indesiderate mantenendo la comunicazione con
il fondo stradale, con una precisione che in certi tratti sembra quasi
chirurgica. La sensazione di iper-agilità di cui parla Peugeot nei comunicati
non è marketing: si percepisce davvero. Sono convinto che questo sistema rivoluzionerà
il modo in cui percepiamo la strada e le sfide di guida quotidiane,
semplificando di non poco il modo in cui si guida. Le manovre più complesse —
parcheggi stretti, inversioni, ingressi in spazi ridotti — diventano quasi
banali.
Sulla Polygon: la seduta e quello che racconta
A bordo della Polygon Concept invece ho potuto toccare
direttamente quello che mi era stato spiegato durante la presentazione della
mattina. E la prima impressione, seduti, è di uno spazio inaspettatamente
generoso per una compatta sotto i 4 metri, merito dell'architettura reinventata
che l'assenza di un cruscotto tradizionale rende possibile.
Il nuovo i-Cockpit proietta tutte le informazioni
direttamente sul parabrezza attraverso un pannello Micro-LED posizionato dietro
l'Hypersquare, per uno schermo equivalente a 31 pollici (74 cm in
altezza, 24 in larghezza). Non c'è alcun display sul cruscotto: lo spazio
davanti al guidatore è semplicemente inedito.
I sedili: tre pezzi, una filosofia costruttiva nuova
L'altra cosa che mi ha colpito, e che rischia di passare in
secondo piano rispetto all'Hypersquare, è la filosofia dei sedili. Sono
costituiti da soli tre componenti principali: la scocca in plastica
riciclata R-PET stampata in 3D su larga scala (una novità assoluta
nell'industria automobilistica, realizzata in collaborazione con l'azienda
spagnola Nagami) la struttura, e la schiuma. Quest'ultima, sviluppata con
l'azienda belga Sixinch specializzata in mobili in schiuma, è realizzata in
un unico pezzo di foam riciclata con uno strato protettivo colorato
applicato in superficie.
Contro le decine di componenti di un sedile tradizionale,
questo approccio non è solo più sostenibile: produce forme che l'imbottitura in
tessuto tradizionale non potrebbe mai offrire, con una geometria pulita e
precisa che in abitacolo si vede e si sente. La schiuma può essere sostituita
in pochi minuti con una di colore diverso o di forma più avvolgente, un
approccio alla personalizzazione che nessun costruttore ha mai portato così
avanti su un veicolo reale.
Tra sogno e realtà: cosa di tutto questo vedremo davvero
Vale la pena essere chiari su un punto: la Polygon
non è il prototipo di una futura Peugeot specifica. È un manifesto
tecnologico e progettuale, una piattaforma per sperimentare direzioni che
il marchio vuole esplorare. Gran parte dei componenti che la caratterizzano: dai
copriruota stampati in 3D agli interni con foam colorata, non si ritroveranno
necessariamente sulle auto future nella stessa forma, ma sono un modo concreto
per capire dove l'automotive sta andando e dove Peugeot intende portarlo.
Lo stesso vale per gli pneumatici Goodyear con incisioni
laser colorate: sono prototipi che non entreranno in commercio nella forma
attuale. Ma i sensori integrati al loro interno sono tutt'altro che un
esercizio estetico perché rappresentano un punto chiave per quello che verrà
nella comunicazione tra ruota, veicolo e conducente, un fronte su cui
l'industria sta lavorando intensamente.
Ciò che arriverà davvero sulle strade, già dal 2027
sulla nuova 208, è la combinazione Hypersquare e Steer-by-Wire. Il
resto è una finestra aperta sul futuro e, come finestre, queste lasciano
passare molta luce.