Ho provato l'Hypersquare della Peugeot Polygon: ero scettico, ora non lo sono più

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di Simone Bocca
03 luglio 2026, 17.36
Nell'immagine si vede la Peugeot Polygon in uno spazio chiuso e con la portiera aperta
C'è un momento, quando si siede a bordo della Peugeot Polygon Concept per la prima volta, in cui ci si guarda davanti e si rimane disorientati. Non c'è un volante. O meglio: c'è qualcosa al suo posto, ma non assomiglia a nessun volante che si sia mai visto prima. È un quadrato. Un quadrato con quattro pod ai vertici, uno schermo che occupa l'intero parabrezza e nessun collegamento meccanico con le ruote. Benvenuti nel futuro della guida secondo Peugeot.
Nell'immagine si vede il retro della Peugeot Polygon e in particolare la striscia di led posteriori che compongono una scritta. Sullo sfondo il prefrabbricato dove si trovano altri volanti e sedili
La Polygon Concept è arrivata a Milano, prima tappa italiana del POLYGON Roadshow europeo. Per i giornalisti era disponibile anche una sessione esclusiva di guida all'interno di uno spazio chiuso, su un tracciato breve e appositamente pensato per mettere alla prova il raggio di sterzata rivisitato del sistema Hypersquare abbinato allo Steer-by-Wire.

Hypersquare e Steer-by-Wire: una rivoluzione che si impara in minuti

Il cuore dell'esperienza è il sistema Hypersquare abbinato allo sterzo Steer-by-Wire: nessun collegamento meccanico tra il comando e le ruote, solo un controllo puramente elettronico. Una tecnologia che viene dall'industria aerospaziale e che Peugeot porterà su un modello di serie a partire dal 2027.
Il sistema l'ho provato su una Peugeot 2008 del 2021, quella che gli ingegneri usano come banco di prova per testare le tecnologie in sviluppo. Non la Polygon, quindi, ma lo stesso sistema nella sua forma più vicina alla realtà di serie. E dirò subito una cosa: richiederà sicuramente un po' di adattamento. È inevitabile, dopo decenni di volante rotondo e colonna dello sterzo tradizionale, ma le mie sensazioni dopo averlo provato sono assolutamente positive e, la cosa che mi ha colpito di più, è quanto rapidamente si impari.
Nell'immagine si vede il fianco della Peugeot Polygon e nel dettaglio il volante Hypersquare
La logica è semplice: a basse velocità, per parcheggiare o girare, Hypersquare consente manovre rapide e precise senza dover scorrere le mani — con una rotazione massima di 170° in ogni direzione, contro i tre giri completi di un volante tradizionale. Ad alta velocità, basta un piccolo input per correggere la traiettoria. Il sistema regola il rapporto di sterzo in base alla velocità, adattandosi continuamente a quello che si sta facendo.
La cosa che non ti aspetti è il feedback. La tecnologia Steer-by-Wire filtra le vibrazioni indesiderate mantenendo la comunicazione con il fondo stradale, con una precisione che in certi tratti sembra quasi chirurgica. La sensazione di iper-agilità di cui parla Peugeot nei comunicati non è marketing: si percepisce davvero. Sono convinto che questo sistema rivoluzionerà il modo in cui percepiamo la strada e le sfide di guida quotidiane, semplificando di non poco il modo in cui si guida. Le manovre più complesse — parcheggi stretti, inversioni, ingressi in spazi ridotti — diventano quasi banali.

Sulla Polygon: la seduta e quello che racconta

A bordo della Polygon Concept invece ho potuto toccare direttamente quello che mi era stato spiegato durante la presentazione della mattina. E la prima impressione, seduti, è di uno spazio inaspettatamente generoso per una compatta sotto i 4 metri, merito dell'architettura reinventata che l'assenza di un cruscotto tradizionale rende possibile.
Nell'immagine si vede il cruscotto della Polygon da fuori e si nota il nuovo I-Cockpit da 31 pollici
Il nuovo i-Cockpit proietta tutte le informazioni direttamente sul parabrezza attraverso un pannello Micro-LED posizionato dietro l'Hypersquare, per uno schermo equivalente a 31 pollici (74 cm in altezza, 24 in larghezza). Non c'è alcun display sul cruscotto: lo spazio davanti al guidatore è semplicemente inedito.

I sedili: tre pezzi, una filosofia costruttiva nuova

L'altra cosa che mi ha colpito, e che rischia di passare in secondo piano rispetto all'Hypersquare, è la filosofia dei sedili. Sono costituiti da soli tre componenti principali: la scocca in plastica riciclata R-PET stampata in 3D su larga scala (una novità assoluta nell'industria automobilistica, realizzata in collaborazione con l'azienda spagnola Nagami) la struttura, e la schiuma. Quest'ultima, sviluppata con l'azienda belga Sixinch specializzata in mobili in schiuma, è realizzata in un unico pezzo di foam riciclata con uno strato protettivo colorato applicato in superficie.
Contro le decine di componenti di un sedile tradizionale, questo approccio non è solo più sostenibile: produce forme che l'imbottitura in tessuto tradizionale non potrebbe mai offrire, con una geometria pulita e precisa che in abitacolo si vede e si sente. La schiuma può essere sostituita in pochi minuti con una di colore diverso o di forma più avvolgente, un approccio alla personalizzazione che nessun costruttore ha mai portato così avanti su un veicolo reale.

Tra sogno e realtà: cosa di tutto questo vedremo davvero

Vale la pena essere chiari su un punto: la Polygon non è il prototipo di una futura Peugeot specifica. È un manifesto tecnologico e progettuale, una piattaforma per sperimentare direzioni che il marchio vuole esplorare. Gran parte dei componenti che la caratterizzano: dai copriruota stampati in 3D agli interni con foam colorata, non si ritroveranno necessariamente sulle auto future nella stessa forma, ma sono un modo concreto per capire dove l'automotive sta andando e dove Peugeot intende portarlo.
Lo stesso vale per gli pneumatici Goodyear con incisioni laser colorate: sono prototipi che non entreranno in commercio nella forma attuale. Ma i sensori integrati al loro interno sono tutt'altro che un esercizio estetico perché rappresentano un punto chiave per quello che verrà nella comunicazione tra ruota, veicolo e conducente, un fronte su cui l'industria sta lavorando intensamente.
Ciò che arriverà davvero sulle strade, già dal 2027 sulla nuova 208, è la combinazione Hypersquare e Steer-by-Wire. Il resto è una finestra aperta sul futuro e, come finestre, queste lasciano passare molta luce.
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