Il mercato automobilistico europeo si sta rivelando un
terreno sempre più impervio per
Ford. La divisione europea del colosso di
Dearborn necessita di un rapido afflusso di nuovi modelli per arrestare una
contrazione delle vendite che, stando ai numeri attuali, rischia di ridisegnare
le gerarchie storiche del settore nel Vecchio Continente.
I numeri di una flessione allarmante
I dati pubblicati dall'ACEA (l'Associazione dei Costruttori
Europei di Automobili) delineano un quadro severo per l'Ovale Blu. Nei primi
due mesi dell'anno, la quota di mercato di Ford nel segmento delle auto
passeggeri è scesa ad appena il 2,8% (nel 2016 era l’8%). Questo dato si
traduce in un calo delle immatricolazioni del 20,3%.
Se da un lato i risultati del primo bimestre non definiscono
l'intero andamento annuale, le prospettive per il resto del 2026 non appaiono
rassicuranti. Mentre i grandi gruppi tradizionali come Volkswagen, Stellantis e
Hyundai continuano a mantenere le proprie posizioni grazie a gamme ampie e
diversificate, la minaccia più concreta per Ford arriva da est.
I costruttori cinesi stanno riducendo rapidamente il
divario:
- SAIC:
Ha registrato 41.454 immatricolazioni, conquistando il 2,1% del
mercato, posizionandosi a ridosso di Ford.
- BYD:
Ha raggiunto una quota dell'1,9% con 36.069 vetture registrate.
Considerando il ritmo di introduzione di nuovi modelli da
parte dei marchi asiatici, gli analisti non escludono il clamoroso sorpasso ai
danni di Ford già entro la fine di quest'anno.
L'addio ai modelli storici e la dipendenza dai SUV
La crisi di volumi è strettamente legata a una drastica
revisione dell'offerta. Lo scorso novembre è terminata definitivamente la
produzione della Focus, segnando la fine di un'era. La celebre compatta
si è unita nel "cimitero" delle auto a modelli iconici che hanno
fatto la storia del marchio in Europa, come la Ka, la Fiesta e la
Mondeo.
Attualmente, il peso delle vendite grava quasi interamente
sui crossover Puma e Kuga. Le recenti vetture elettriche
sviluppate su piattaforma Volkswagen, la Explorer e la Capri, non hanno finora
generato i volumi sperati per invertire la tendenza. Di fatto, escludendo
l'iconica ma elitaria Mustang, il listino europeo di Ford è oggi completamente
sprovvisto di automobili tradizionali che non siano SUV.
La strategia per il rilancio: l'alleanza con Renault
Per colmare questo vuoto tecnologico e di prodotto, Ford ha
deciso di guardare verso la Francia. L'azienda sta collaborando con Renault
per lo sviluppo di due nuovi veicoli elettrici, i quali sfrutteranno
l'architettura Ampere, la stessa piattaforma che farà da base a vetture
compatte come la Twingo, la Renault 4 E-Tech e la Renault 5 E-Tech.
Tuttavia, il divario temporale rappresenta una criticità: il
primo di questi modelli non arriverà sul mercato prima dell'inizio del 2028.
Nonostante questo biennio di transizione che si preannuncia complesso, i
vertici aziendali mantengono un approccio fiducioso.
In una recente intervista, il CEO di Ford, Jim Farley, ha
rassicurato sulla direzione intrapresa, promettendo lo sviluppo di
"prodotti di passione":
"Che siano basate su una piattaforma Volkswagen o
Renault, realizzeremo quelle auto con uno stile e un'impronta che sono
specifici di Ford of Europe. Non ci saranno più veicoli generici."
Prospettive future
Il biennio 2026-2027 si prospetta come un periodo di estrema
resistenza per Ford of Europe nel comparto passeggeri. I futuri modelli nati in
sinergia con Renault dovranno affrontare, fin dal primo giorno, una concorrenza
agguerrita in un segmento – quello delle elettriche di segmento B e C – già
affollato da proposte europee e cinesi.
Tuttavia, gli esperti del settore invitano a non considerare
Ford definitivamente fuori dai giochi. Nonostante il drastico ridimensionamento
nel mercato delle auto passeggeri rispetto ai tempi della storica rivalità con
Volkswagen, l'Ovale Blu rimane un colosso industriale che continua a registrare
ottimi risultati nel settore dei veicoli commerciali, un bacino di
risorse e solidità che potrebbe rivelarsi fondamentale per finanziare e
sostenere la complessa transizione in corso.