La ben nota rigidità delle norme stradali elvetiche spinge
talvolta alcuni automobilisti a cercare uno sfogo oltre confine. È quanto
accaduto nei pressi del casello autostradale di Nangy, in Francia, dove un
guidatore proveniente dal Canton Ginevra ha deciso di testare i limiti
prestazionali della propria Lamborghini Revuelto. La sua esibizione di
potenza, tuttavia, è stata interrotta bruscamente dalle forze dell'ordine
transalpine, in un episodio che ribadisce un concetto fondamentale: le targhe
straniere non garantiscono alcuna impunità.
Un'accelerazione fatale sotto gli occhi della Gendarmeria
L'episodio si è verificato lungo l'autostrada in direzione
di Chamonix, in un tratto in cui il limite di velocità è fissato per legge a
110 km/h. Subito dopo aver superato la dogana di Gaillard e in uscita dal
casello di Nangy, l'automobilista ha premuto a fondo l'acceleratore della
supercar di Sant'Agata Bolognese, raggiungendo in pochi istanti la velocità
siderale di 206 km/h.
A sua insaputa, proprio in quell'esatto punto era appostata
la Squadra di Intervento Rapido (ERI) della Gendarmeria di
Saint-Julien-en-Genevois. I militari, a bordo di una Cupra Leon di pattuglia,
hanno immediatamente rilevato l'infrazione e proceduto a intercettare il bolide
nero, ponendo fine alla pericolosa corsa.
Sequestro del veicolo e patente ritirata
Nonostante il conducente fosse residente oltre confine e
alla guida di un mezzo di lusso, la risposta delle autorità francesi è stata
implacabile. Le procedure previste per i grandi eccessi di velocità sono state
applicate senza sconti: l'uomo ha subito il ritiro immediato della patente di
guida, mentre la costosissima Lamborghini è stata posta sotto sequestro e
trasferita in un deposito giudiziario.
L'operazione dimostra in modo inequivocabile che varcare la
frontiera non autorizza a scambiare le autostrade per piste private. La
Gendarmeria dell'Alta Savoia ha infatti colto l'occasione per ricordare
pubblicamente come le misure di immobilizzazione e confisca vengano applicate
con la massima severità a prescindere dal Paese di immatricolazione della
vettura.
Gli accordi transfrontalieri e la "patente virtuale"
Le grane legali e amministrative per il guidatore elvetico
non si esauriranno in territorio francese. In virtù degli accordi bilaterali
per lo scambio di dati sulle infrazioni stradali, le violazioni gravi commesse
in Francia vengono automaticamente notificate al Paese di residenza. Di
conseguenza, il provvedimento di sospensione della licenza avrà effetti
concreti anche in Svizzera.
Inoltre, entra in gioco una specifica normativa per i
conducenti internazionali. La Francia adotta infatti un sistema di "patente
a punti virtuale" dedicato agli stranieri che circolano sul proprio
territorio. Ogni infrazione comporta una decurtazione da questo saldo; qualora
i punti raggiungano lo zero, scatta un divieto formale di guida sul suolo
francese della durata di un anno. Infrangere tale divieto rappresenta un reato
grave, punibile con pene fino a due anni di reclusione, un'ammenda pecuniaria
di 4.500 euro e la confisca immediata del mezzo. L'automobilista avrà
ovviamente la facoltà di affidarsi ai propri legali per contestare i fatti, ma
la sanzione iniziale rimane un severo monito per tutti i pendolari
transfrontalieri.