Ecco perché fare il pieno "fino all'orlo" non è una buona idea

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11 febbraio 2026, 10.31
Primo piano di una mano che impugna una pistola erogatrice inserita nel bocchettone del serbatoio di un'auto in una stazione di servizio. Un piccolo display digitale sulla pistola mostra la scritta 'FULL'
Quella che sembra un’abitudine innocua per arrotondare la cifra o massimizzare l'autonomia nasconde in realtà un rischio concreto per la meccanica moderna. La parola agli esperti.
È una scena che si ripete quotidianamente in ogni stazione di servizio: la pistola erogatrice scatta, segnalando che il serbatoio è pieno, ma l’automobilista preme nuovamente la leva. Una, due, tre volte, cercando di riempire il serbatoio "fino all'orlo" o semplicemente per arrotondare l'importo finale. A prima vista, sembra la scelta più logica per ritardare la successiva sosta dal benzinaio. Tuttavia, secondo i professionisti del settore, questa consuetudine radicata può trasformarsi in un autogol costoso.
Miguel, meccanico con oltre quindici anni di esperienza in officina, lancia un avvertimento chiaro: ignorare lo scatto automatico della pompa non è mai una buona idea. Il motivo non è una leggenda metropolitana, ma risiede in un componente tecnico fondamentale delle auto moderne: il sistema EVAP (Evaporative Emission Control System).

Il sistema EVAP: il guardiano invisibile

Pochi automobilisti ne conoscono l'esistenza, ma il sistema EVAP svolge un ruolo cruciale per l'ambiente e per la sicurezza del veicolo. La sua funzione è catturare i vapori generati dal carburante nel serbatoio, impedendo che vengano rilasciati nell'atmosfera. Attraverso una complessa rete di valvole, sensori e tubazioni, questi vapori vengono convogliati verso un filtro a carboni attivi (il canister), per poi essere reindirizzati al motore dove vengono bruciati in modo controllato.
Il problema nasce quando si forza il rifornimento. "Il sistema è progettato per gestire gas, non liquidi", spiegano gli esperti. Riempendo il serbatoio oltre il limite previsto, la benzina o il gasolio in stato liquido possono invadere i condotti destinati ai soli vapori.

Danni silenziosi e spie accese

Le conseguenze di questo "sovraccarico" non sono immediate, ed è proprio questo a ingannare l'automobilista. Se il carburante liquido raggiunge il filtro a carboni attivi, può saturarlo o danneggiarlo irrimediabilmente. Inoltre, eliminando lo spazio vuoto necessario all'espansione dei gas all'interno del serbatoio, si crea una sovrapressione nel circuito.
Col tempo, i sintomi diventano evidenti:
  • Accensione della spia motore: È il segnale più comune. La centralina rileva anomalie nei valori di pressione o nel flusso dei vapori.
  • Difficoltà di avviamento e consumi alterati: Un sistema EVAP compromesso può influire sulla miscela aria-carburante.
  • Odore di benzina: Segnale inequivocabile che i vapori non vengono più trattenuti correttamente.

Un conto salato in officina (e alla Revisione)

Spesso, gli automobilisti scoprono il danno solo quando è troppo tardi, magari durante una diagnosi elettronica o, peggio, durante la Revisione periodica, quando i test sulle emissioni rilevano il malfunzionamento.
L'aspetto economico non è trascurabile. La sostituzione del filtro a carboni attivi (canister) o delle valvole solenoidi del sistema EVAP comporta una spesa che parte facilmente dai 200 euro, cifra che può lievitare notevolmente su vetture di gamma premium o di ultima generazione. A questo si aggiunge il disagio del fermo macchina e il rischio di non superare i controlli ambientali obbligatori.

Il consiglio dell'esperto

La soluzione per evitare questi problemi è semplice e a costo zero: rispettare il primo scatto della pistola. Quando l'erogatore si ferma automaticamente, il serbatoio ha raggiunto il suo livello ottimale di riempimento, lasciando il giusto volume d'aria per la gestione dei vapori.
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