Il sipario cala definitivamente sullo storico
stabilimento di Trollhättan: la casa d'aste Klaravik mette in vendita senza
riserva gli ultimi veicoli industriali e i prototipi elettrici segreti
sviluppati da NEVS.
Si consuma in questi giorni l'atto finale di quello che è
stato il più grande fallimento industriale nel comparto automobilistico europeo
della storia recente. Lo storico stabilimento svedese di Trollhättan, un tempo
cuore pulsante del marchio SAAB, sta procedendo alla liquidazione dei
suoi ultimi asset fisici. Tra il 21 e il 30 maggio 2026, una speciale asta
online segnerà il definitivo addio al comparto automotive del marchio, con la
vendita senza riserva degli ultimi sette veicoli rimasti all'interno della
fabbrica.
Venti anni fa, sotto la gestione del colosso americano
General Motors, SAAB viveva il suo apice commerciale, registrando nel 2006 la
vendita globale di 133.167 vetture passeggeri. Il successivo declino della casa
madre statunitense portò tuttavia il costruttore svedese alla bancarotta
ufficiale nel 2011, con la conseguente interruzione delle linee di montaggio
nell'aprile dello stesso anno.
Nel 2012, il sito industriale sembrò trovare una seconda
opportunità grazie all'acquisizione da parte di NEVS (National Electric
Vehicle Sweden), consorzio supportato dal gigante immobiliare cinese
Evergrande. Gli ingegneri ex SAAB richiamati in fabbrica avviarono lo sviluppo
di soluzioni per la mobilità sostenibile — tra cui la berlina elettrica Emily
GT, dotata di innovativi motori integrati nelle ruote — ma la crisi
finanziaria che ha colpito Evergrande nel 2021 ha interrotto definitivamente i
piani di rilancio, avviando la liquidazione del sito a partire dal settembre
dello scorso anno.
I lotti all'asta: tra produzione di serie e prototipi segreti
L'evento, gestito dalla casa d'aste nordica Klaravik,
si concluderà il 30 maggio 2026 con un incontro ufficiale presso l'impianto
situato a circa 80 chilometri a nord di Göteborg. In totale sono otto i veicoli
offerti al miglior offerente, di cui sette legati alla storia dello
stabilimento svedese e uno proveniente dalla galassia industriale cinese.
I modelli di serie e i prototipi in dettaglio:
- 3
SAAB 9-3 Aero (2014): Si tratta degli ultimi tre esemplari di grande
serie assemblati nello stabilimento. Caratterizzati da numeri di telaio
estremamente bassi, sono stati utilizzati internamente dal personale di
fabbrica, accumulando un chilometraggio compreso tra gli 11.000 e i 36.000
chilometri.
- 3
Prototipi Elettrici NEVS: Veicoli sperimentali a propulsione elettrica
sviluppati su base 9-3 e rimasti finora secretati. Uno di questi esemplari
è equipaggiato con hardware avanzato per la guida autonoma, sviluppato
nell'ambito delle ricerche del consorzio sui sistemi di trasporto senza
conducente.
- 1
Prototipo Hybrid "Range Extender": Un modello unico nel suo
genere, progettato come ibrido seriale. Utilizza un motore a combustione
interna con la sola funzione di generatore di bordo per ricaricare la
batteria, trasmettendo la trazione elettrica a tutte e quattro le ruote.
- 1
Hengchi 5: Un SUV di medie dimensioni prodotto in Cina, risalente alla
gestione Evergrande e inserito come ottavo lotto della collezione.
Il valore storico e il futuro del marchio
L'asta rappresenta per i collezionisti e gli estimatori del
marchio l'ultima opportunità di acquisire un frammento di storia
automobilistica direttamente dal luogo in cui è stato concepito.
"Per noi questo è un modo per onorare l'era SAAB",
ha dichiarato Nina Selander, amministratore delegato di NEVS. "SAAB
continua a lasciare il segno su moltissime persone e ha un significato profondo
per tanti appassionati. Permettendo a questi ultimi esemplari di lasciare la
fabbrica con dignità, vogliamo rendere omaggio a una gloriosa pagina della
storia industriale svedese."
Mentre il settore automobilistico di SAAB cessa
definitivamente ogni attività con l'uscita di questi ultimi autoveicoli dai
cancelli di Trollhättan, il nome e il logo della storica azienda svedese
continuano a operare sul mercato globale ai massimi livelli nei settori della
difesa, della sicurezza aerospaziale e della tecnologia navale, comparti
specializzati nella produzione di caccia militari e sottomarini rimasti del
tutto estranei alle vicende fallimentari della divisione auto.