Diesel sotto i 2 euro? Basta volerlo, l'esempio di Valle Castellana

Notizie
25 agosto 2026, 10.26
valle castellana cartello
In un periodo storico in cui il rincaro dei carburanti sembra un destino ineluttabile, con i prezzi che tornano costantemente ad affacciarsi, e spesso a superare, la soglia psicologica dei 2 euro al litro, c’è una piccola isola felice nel cuore dell’Italia che sta dimostrando come un’alternativa sia possibile. Parliamo di Valle Castellana, un minuscolo borgo montano di circa 800 anime nella provincia di Teramo, incastonato all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Qui, i numeri sui tabelloni luminosi sembrano arrivare da un'altra epoca: la benzina si attesta intorno all'1,75 euro al litro, mentre il Diesel viaggia sereno a 1,89 euro. Un miraggio? No, è la cosiddetta "benzina del sindaco", un'iniziativa che sta facendo scuola, dimostrando che abbattere i costi è un obiettivo realizzabile.

La genesi dell'idea: necessità e virtù

Tutto nasce qualche anno fa, quando l’unica stazione di servizio del paese rischiava la chiusura definitiva. Abbandonato dai grandi marchi della distribuzione privata, che non ritenevano più redditizio mantenere un impianto in un'area interna così isolata e per giunta provata dal sisma del 2016, il distributore sembrava destinato a diventare l'ennesimo simbolo dello spopolamento montano.
È in quel momento che il sindaco Camillo D’Angelo (oggi anche presidente della Provincia di Teramo) ha deciso di cambiare le regole del gioco. L'amministrazione comunale ha scelto di rilevare direttamente l'impianto, assumendosene in toto la gestione. Un passo azzardato per un piccolo ente locale, ma vitale per non privare cittadini, lavoratori della ricostruzione e turisti di un servizio primario, evitando loro di dover percorrere decine di chilometri per un semplice rifornimento.

Come fanno a mantenere i prezzi così bassi?

Il segreto del “miracolo” di Valle Castellana non risiede in strani sussidi o trucchi contabili, ma in una parola molto semplice: filiera corta. Gestendo l’impianto (che è completamente automatizzato) in maniera pubblica, il Comune ha stretto accordi diretti con i fornitori, tagliando di netto i costi di intermediazione aziendale.
Senza la necessità di dover massimizzare i profitti per arricchire una multinazionale, l'ente pubblico rivende il carburante sostanzialmente a prezzo di costo. L'amministrazione applica solo quel margine minimo indispensabile, si stima tra i 3 e i 5 centesimi al litro, per coprire le spese vive: l'acquisto della materia prima, l'energia elettrica, la manutenzione delle cisterne e le commissioni bancarie per i pagamenti elettronici.
Il risultato è un risparmio reale che oscilla tra i 10 e i 20 centesimi al litro rispetto alla media nazionale e ai distributori dei comuni limitrofi. Su un pieno di 50 litri, l'automobilista arriva a risparmiare anche 13 euro.
Un successo da record e un modello sociale Quella che era nata come un'operazione di "sopravvivenza" territoriale si è rapidamente trasformata in un successo virale, spinto anche dal passaparola sui social network. Nelle ultime settimane l'impianto ha registrato affluenze da record, servendo non solo i residenti, ma attirando pendolari e turisti che scelgono appositamente di fare il pieno a Valle Castellana.

Sconto sulle accise, siamo agli sgoccioli: cosa accadrà dopo?

L'esempio di questo piccolo comune abruzzese rappresenta oggi un affascinante caso di studio. Gli esperti di economia lo definiscono un "monopolio naturale in territorio montano isolato", ma per i cittadini è molto di più: è la dimostrazione palese delle dinamiche speculative che spesso si celano dietro la distribuzione dei carburanti.
Replicare questo modello su larga scala nei grandi centri urbani è forse impensabile, a causa delle logiche spietate del libero mercato e dei volumi in gioco. Tuttavia, per i piccoli comuni delle aree interne italiane, l'intuizione di Valle Castellana traccia una rotta chiara: le istituzioni locali possono intervenire direttamente per difendere il potere d'acquisto dei propri cittadini e, al contempo, salvare i propri territori dall'abbandono. Basta crederci, e avere il coraggio di provarci.
loading

Loading