Il controesodo si trasforma in una stangata per gli automobilisti. Proroga "lampo" di soli due giorni per le accise sul gasolio, mentre la benzina sfonda la soglia dei 2 euro. Le associazioni dei consumatori protestano: "Una colossale presa in giro".
Gli automobilisti italiani stanno per affrontare uno dei rientri dalle vacanze più salati degli ultimi anni. Il controesodo di fine agosto, infatti, sta coincidendo con una vera e propria stangata al distributore, destinata a peggiorare nei prossimi giorni. Se avevate sperato in un paracadute prolungato da parte del Governo per calmierare i prezzi di benzina e gasolio, le ultime novità vi lasceranno decisamente l'amaro in bocca.
La proroga "lampo" e la beffa per le auto a benzina
Il taglio delle accise di 17 centesimi, che era in scadenza il 24 agosto, ha ricevuto un'estensione dell'ultimo minuto. Le buone notizie, però, finiscono qui: lo sconto è stato prolungato soltanto fino a mercoledì 26 agosto ed è stato mantenuto in vita esclusivamente per il gasolio.
Questa manovra è stata resa possibile dall'attivazione del meccanismo delle "accise mobili" (firmato dal Ministro Giancarlo Giorgetti), che ha utilizzato 20,8 milioni di euro derivanti dall'extragettito IVA generato proprio dai rincari. Tuttavia, la misura lascia totalmente scoperti i 17 milioni di italiani proprietari di auto a benzina.
Prezzi record: un pieno costa un patrimonio
I rincari sono già più che tangibili sulle nostre strade. Secondo gli ultimi dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, fare rifornimento in autostrada è diventato un lusso: la media del self-service ha toccato i 2,087 euro/l per la benzina e i 2,203 euro/l per il gasolio.
Anche sulla viabilità ordinaria la situazione è critica, con la verde ormai stabile sopra la soglia psicologica dei due euro (2,010 euro/l) e il Diesel a 2,130 euro/l. Numeri altissimi che, come ha sottolineato l'Unione Nazionale Consumatori, ci riportano ai drammatici picchi del 2022, in concomitanza con lo scoppio della crisi ucraina.
Il rebus del 27 agosto: cosa succederà?
Il vero problema è capire cosa accadrà quando, dal 27 agosto, il paracadute governativo si chiuderà del tutto. Senza nuove coperture finanziarie immediate (il prossimo Consiglio dei Ministri è fissato solo per il 3 settembre), i prezzi torneranno a galoppare liberi da sconti.
A livello politico, la soluzione proposta dall'Italia insieme ad altri cinque Paesi europei (tra cui Germania e Spagna) è quella di introdurre una tassa comunitaria sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Il gettito raccolto servirebbe a finanziare misure per alleggerire i costi energetici di famiglie e imprese. L'opposizione però incalza: il PD chiede a gran voce che l'esecutivo non attenda i lunghi tempi di Bruxelles e applichi subito la tassa a livello nazionale.
L'ira delle associazioni
Come prevedibile, le reazioni delle associazioni in difesa dei consumatori sono state durissime. Il Codacons non ha usato mezzi termini, definendo la mini-proroga di soli due giorni una "colossale presa in giro" e un provvedimento vergognoso. Assoutenti, dal canto suo, ha fatto appello al Governo affinché trovi le risorse per estendere gli sconti in modo massiccio almeno fino al 6 settembre, giorno in cui si esauriranno definitivamente i flussi del rientro estivo.
In sintesi, le ferie sono concluse e la prova più dura per le famiglie si sta consumando proprio al casello e alla pompa di benzina. Sperando che l'autunno porti consiglio, o perlomeno un calo del prezzo del greggio.